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Dal 2008 denominata di "Città della Vergine Maria e del Santissimo Crocefisso".[1]
modifica Cenni StoriciI ritrovamenti nella grotta di Facciasquata e degli inizi degli anni '70 attestano la frequentazione umana nel territorio del comune in epoca neolitica e nell'età del bronzo. in località Pezza Petrosa è stata rinvenuta una necropoli, costituita da oltre trenta tombe, datata al IV-III secolo a.C., con corredi funerari costituiti da reperti di ceramica decorata e oggetti in bronzo, attualmente depositati presso il Museo nazionale archeologico di Taranto. Gli scavi hanno inoltre identificato nei pressi resti di un abitato, con possibili tracce di mura difensive in blocchi, datati a dopo la metà del IV secolo a.C.: l'abitato fortificato potrebbe riferirsi ad un avamposto tarantino.pochi metri a nord, tracce di mura e fortificazioni risalenti all'Alto medioevo (ricoperte per costruire un parcheggio) e ritrovamenti numismatici databili al X secolo d.c. raffiguranti l'immagine dell'imperatore bizantino Costantino VII che conferma l'appartenenza del territorio all'Impero Romano d'Oriente. Altri ritrovamenti datati tra il II secolo a.C. e il III secolo d.C. si sono avuti nella grotta di Montescotano. In passato era stata ipotizzata un'identificazione dei resti archeologici con la città di Rudiae[2]. Durante il Medioevo la zona si trovava al limite tra i territori longobardi e bizantini e faceva parte della diocesi di Oria. Malgrado l'intervento nella diocesi Orietana dell'imperatore Ludovico II nell867 e la costruzione di una fortificazione appartenente al feudo di Oria, nel IX e X secolo fu sottoposta alle incursioni saracene, in questo periodo compare con il toponimo Lì Castelli come territorio fortificato tra la Foresta Oritana e Ceglie del Guado[3], la presenza di opere di fortificazione di una certa importanza giustifica la qualifica di Castella nell'attuale villa castelli[4]. Nel 977 si insediarono nel territorio comunità di monaci basiliani, provenienti dai territori dell'impero bizantino, che, dopo la conquista normanna, alla metà del XI secolo[5], furono progressivamente sostituiti dai monaci benedettini. Per secoli, l'economia si fondò sulla pastorizia e sull'agricoltura ruotando intorno a masserie fortificate, tra le quali Torre Antoglia (edificata nel XV secolo dalla famiglia Nantolio) e Fallacchia (dove è stata ambientata un opera teatrale del 1700 ad opera di Girolamo Bax[6]). Fenomeno importante per le attività commerciali era la transumanza, con lo spostamento di intere greggi dall'Abruzzo al Salento attraverso le Murge: nel territorio comunale esiste ancora parte di un tratturo ("tratturǝ" in dialetto locale[7]). In occasione del passaggio delle mandrie nei diversi comuni si organizzavano fiere annuali. Nel XIV secolo il territorio dell'odierna Villa Castelli fu proprietà della famiglia Orsini per passare poi nel XVI secolo alla famiglia genovese degli Imperiali, che trasformarono la fortezza medioevale in castello impiantandovi anche una stazione per l'allevamento di pregiate razze equine[8]. Morto nel 1782 senza eredi Michele Imperiali, il duca di Monteiasi, Gioacchino Ungaro, nell'anno 1793[9], acquisì le masserie "Pezza della Corte" e "Antoglia", insieme alla vasta zona de "li Castelli". I terreni furono concessi in piccoli lotti ai braccianti dei paesi vicini e di conseguenza si venne creando un nucleo abitato intorno al castello sorto sull'antica fortificazione che fu ristrutturato ed adibito a palazzo ducale.[10]. Il duca vi costruì una cappella dedicata al Santissimo Crocifisso, che nel 1830 venne eretta in parrocchia succursale. Il 12 gennaio 1818 nel territorio di Li Castelli il brigante Ciro Annicchiarico fondatore della "setta dei decisi" e promotore della "repubblica salentina" primo anello rivoluzionario della "repubblica europea" disarmò i fucilieri reali che si recavano ad Ostuni[11]. Per tutto il XIX secolo, sia sotto il Regno di Napoli che dopo l'annessione al Regno d'Italia, una parte dell'odierna Villa Castelli fu frazione al comune di Francavilla Fontana mentre Monte Fellone fu frazione di Martina Franca e Monte Scotano di Ceglie Messapica. Dal 1918 furono formulate le prime richieste per la formazione di un comune indipendente, con la formazione di un'apposito comitato. L'autonomia venne raggiunta nel 1926, grazie alla somma dei residenti di Monte Fellone e Specchia Tarantina [12], oggi frazione del comune di Martina Franca, per il raggiungimento della quota di 4000 abitanti.[13]. Nel 1928 fu concesso al comune lo stemma[14] ...d'azzurro, al castello torricellato di due e merlato d'argento, murato, aperto e finestrato di nero, posto a sinistra dello scudo, terrazzato di verde e addestrato da un albero d'ulivo.. modifica Evoluzione demograficaAbitanti censiti modifica Luoghi di interessemodifica Chiesa madreLa costruzione della chiesa venne iniziata nel 1898[15] e fu condotta mediante donazioni private e lavoro volontario. Progettata dall'ingegnere Luca Di Castri in stile eclettico, venne consacrata nel 1938 ed è dedicata a san Vincenzo de' Paoli. L'elevato è costruito in tufo e in pietra di mazzaro, con ornamenti in pietra bianca di Carovigno. La facciata è scompartita da contrafforti, che seguono la divisione interna in tre navate, ed è dotata di tre portali. Nella parte alta al centro è un rosone affiancato da trifore. La pianta è a croce latina, con tre navate, quella centrale e il transetto coperte da una volta a botte, mentre volte a crociera coprono le navate laterali, poggiando su piloni cruciformi[16]. Il campanile è inserito sul lato orientale con cuspide accentuata che richiama le forme del gotico. La cupola è rivestita esternamente di mattonelle policrome. Nella chiesa si tiene la festa patronale dedicata alla Madonna della Fontana e al santissimo Cuore di Gesù (1, 2 e 3 ottobre). Altre festività religiose sono quelle di San Ciro (prima domenica di febbraio), di San Giuseppe (19 marzo), di Sant'Antonio(13 giugno), della Madonna del Carmine (16 luglio), dell'Assunta (15 agosto) ,i riti della Settimana Santa e le veglie del Natale e della Pasqua. modifica Castello ducaleLa fortezza di età mediovale che fu proprietà della nobile famiglia romana degli Orsini era già in rovina nel XV secolo: si conserva una torre, oggi sede dell'aula consiliare, con elementi architettonici del XIV secolo. Nel XVII secolo la famiglia Imperiali acquistò la fortificazione, trasformandola in castello e vi impiantarono un allevamento di cavalli di razza. Il castello conservava ancora le mertlature e dei cannoni, rimossi solo alla fine del XVIII secolo. Con il passaggio agli Ungaro il castello venne ulteriormente arricchito e adibito a palazzo ducale. Nel 1822 parte delle scuderie fu utilizzata per la realizzazione di una cappella, dedicata al Santissimo Crocifisso. Nel 1830 la chiesa venne elevata a parrocchia e consacrata dal vescovo di Oria a san Vincenzo de Paoli. Nel corso del '900 l'edificio adibito a caserma ed a scuola. Attualmente il castello è stato in parte ristrutturato ed è sede del municipio.[17] e della galleria d'arte comunale. modifica Altri elementi di interesse
modifica GeografiaIl territorio comunale si estende per 3.458 ettari tra la parte sud-occidentale dell'altopiano delle Murge, la valle d'Itria e il Salento, in una zona collinare al confine con la pianura salentina. Il comune si trova a 30 km da Taranto e a circa 45 km da Brindisi; confina con Grottaglie (distanza 5 km), Ceglie Messapica (7 km), Francavilla Fontana (12 km) e Martina Franca (18 km). Buona parte del centro abitato poggia su un orlo di scarpata, tra i colli Fellone, Scotano (il più alto con 326 m s.l.m.) e Castello], che danno il nome ciascuno ad una delle frazioni del comune. I colli fanno parte dell'altopiano delle Murge e come questo formati da calcare di Altamura alternato a limitate formazioni di calcari dolomitici e di depositi di sabbie calcaree poco cementate, per lo più nelle zone discendenti. Le frazioni situate in zona pianeggiante sono San Barbato Lamie e Pezza delle Monache Centrale , nelle immediate vicinanze di Grottaglie, e coprono il 15% del territorio comunale. Nel territorio sono presenti alcune grotte naturali: la grotta di Montescotano, la grotta di Facciasquata, le grotte di Barcari e di Malecantone e in località Rizzone le grotte di Sacramento e di Scurzunaro.[21] Nella grotta di Montescotano furono rinvenute numerose lucerne, che hanno fatto supporre la presenza umana tra il II secolo a.C. e il III secolo d.C. La sorgente ribattezzata "fonte di Strabone" da origine al Canale reale, un corso d'acqua che sfocia nell'oasi di Torre Guaceto. La vegetazione si compone di querceti alternati a tratti di macchia mediterranea. Nelle vallate intercollinari si trovano legnami pregiati, funghi, corbezzoli, mirti, carrubi. La gravina, inserita nel "Parco delle gravine dell'arco jonico", costituisce un parco rinaturalizzato, ricco di macchia mediterranea e di altre essenze endogene. In contrada Montescotano si trova il bosco "lu Tardalur" su una superficie di circa di un ettaro, dove si trovano lecci e roverelle centenari; il sottobosco è costituito da macchia mediterranea. In epoche passate veniva praticata la cattura del tordo. modifica ClimaIl clima del territorio comunale è, come per il resto dell'Arco Ionico Tarantino e delle Murge, tipicamente mediterraneo, con inverni miti ed estati Temperate. Le temperature medie in inverno registrano valori di 4-6 °C, nel mese di Gennaio si registrano minimi negativi e nevicate. In estate si hanno temperature medie intorno ai 30°C. Le precipitazioni al contrario dell'arido Salento sono abbondanti. Nella tabella sottostante sono riportati i valori medi che si registrano a villa castelli.
modifica EconomiaPer il settore agricolo è praticata l'olivicoltura (anche biologica), con la produzione di olio d'oliva DOP, a cui si aggiunge la coltivazione biologica della vite, e la coltivazione di diversi alberi da frutta (mandorli, ciliegi, e Gelsi). Al tradizionale allevamento di cavalli, presente già dal XV secolo, si aggiunge nelle masserie l'allevamento di ovini, caprini, suini e bovini. Per il settore turistico sono presenti aziende agrituristiche. Nel settore artigianale si perpetua la tradizionale costruzione di muratura a secco e la fabbricazione di cesti Per il settore industriale sono presenti oleifici e stabilimenti vinicoli con impianti di imbottigliamento, aziende di produzione di materiali per l'edilizia (calcifici, travetti in cemento armato) e di ebanisteria, un centro di trasformazione di piante officinali per la produzione di prodotti di erboristeria, e una sartoria industriale. Nel settore terziario sono presenti un centro di assistenza fiscale, banche e agenzie di assicurazioni. modifica TrasportiGli aeroporti più vicini sono a Grottaglie (7 km), a Brindisi (45 km) o a Bari (100 km). Il territorio comunale è attraversato dalla strada statale via Appia e dalle strade provinciali verso Ceglie Messapica, Martina Franca, Grottaglie, Francavilla Fontana. modifica Amministrazione comunaleSindaco: Avv. Francesco Nigro (Centrosinistra) dal 14/06/2004
modifica Sport
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