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Il Veneto (pronuncia Vèneto) (Vèneto /'vɛːneto/ in veneto) è una regione dell'Italia nord-orientale con 4.845.832 abitanti[1] e con capoluogo Venezia. Confina a est con il Friuli-Venezia Giulia e con il Mar Adriatico (Golfo di Venezia), a nord con l'Austria (Tirolo e Carinzia), a nord-ovest con il Trentino-Alto Adige, a ovest con la Lombardia, a sud con l'Emilia-Romagna. Grazie al suo patrimonio paesaggistico, storico, artistico ed architettonico, il Veneto è, con oltre 60 milioni di turisti all'anno[2], la regione più visitata d'Italia. Le lingue più parlate sono il veneto e l'italiano. In alcune aree sono parlate il ladino, il friulano e il cimbro. La proposta di legge volta a tutelare la lingua veneta come espressione del patrimonio culturale dei Veneti è stata approvata dal consiglio regionale a stragrande maggioranza il 28 marzo 2007[3]. Il Veneto, insieme alla Sardegna, è una delle due regioni italiane che vede i suoi abitanti riconosciuti ufficialmente come popolo[4]. modifica Bandiera e stemmaIl più antico gonfalone e simbolo di Venezia era probabilmente costituito da una croce dorata in campo azzurro (i colori dell'Impero Bizantino, di cui la città faceva formalmente parte). Con la traslazione in città del corpo dell'evangelista san Marco e la sua adozione a santo patrono della città e dello Stato, si prese a raffiugurare il santo in figura umana negli stemmi e nei gonfaloni pubblici. La prime raffigurazione di san Marco in forma di leone alato furono adottate nel 1261[5], quando con la caduta dell'Impero latino Venezia strinse maggiori rapporti con l'Egitto, terra il cui sultano, Baybars, innalzava un leone passante quale stemma, e il porto di Venezia antica, città di cui il santo era stato primo papa. In quest'epoca la raffigurazione preminente era quella del leone in proleca. A metà del XVII secolo si iniziò poi ad esporre gonfaloni nei quali campeggiava il classico leone marciano passante con libro e spada. Nella stessa epoca tale iconografia venne in generale adottata quale simbolo dello Stato. Il gonfalone presentava il leone marciano su campo azzurro bordato di croci e decorazioni dorate su fascia rossa. Le sei fiamme rappresentavano i sei sestieri della città (oggi, nell'attuale gonfalone della Regione Veneto compaiono invece una fascia per ciascuna provincia). Le navi della flotta usavano invece esporre lo stesso gonfalone, ma con campo rosso (come nell'attuale gonfalone della città di Venezia), colore sin dall'epoca romana associato alla forza militare. Il leone marciano compariva poi inquartato anche nel tricolore dell'effimera Repubblica di San Marco, durante i moti risorgimentali del 1848. Venne inoltre utilizzato per la bandiera delle Isole Ionie, antico possedimento veneziano, sotto protettorato inglese prima come Repubblica delle Isole eolie (1800-1807 e 1815-1817) e successivamente come Unione delle Isole Jonie (1817-1864). Nella bandiera di questi due stati il leone reggeva un uccello,tipico di Verona,chiusa su sette frecce che simboleggiavano le sette isole (Corfù, Cefalonia, Zante, Santa Maura, Itaca, Cerigo e Paxos). Nella bandiera dell'Unione venne aggiunta nel cantone la Union Flag britannica[6]. modifica Geografia
Il Garda nei pressi di Malcesine
Con una superficie di 18.390 km², il Veneto costituisce l'ottava regione italiana per superficie. Il punto più a settentrione è Cima Vanscùro (al confine con l'Austria) e il punto più meridionale è costituito dalla Punta di Bacucco. Il suo territorio è morfologicamente molto vario, con una prevalenza di pianura (56,4%), ma anche estese zone montuose (29,1%) e, in minor misura, collinari (14,5%). L'unitarietà del territorio veneto può essere individuata nella pianura e nelle montagne che la delimitano a nord, alimentandola con numerosi fiumi che scendono nel mare Adriatico tra la foce del Tagliamento e il delta del Po. I confini terrestri vengono individuati da elementi naturali di tipo idrografico (Po, Tagliamento, Livenza), ma anche di tipo orografico (come ad esempio i contrafforti a nord dell'altopiano di Asiago, o il monte Baldo). Un altro elemento geografico caratterizzante il territorio veneto è il bacino idrografico del Piave, interamente racchiuso entro i confini della regione. modifica La fascia costiera: il delta del Po e le laguneAvvicinandosi al mare la pianura si confonde con alcune delle zone anfibie più interessanti ed estese d'Italia. In passato queste erano comprese in un unica grande laguna che andava dalla Romagna sino al Friuli. Attualmente, si distinguono in particolare il Delta del Po e la Laguna Veneta, limitata a sud dalla foce del Brenta presso Chioggia e a nord dal fiume Sile, che scorre nell'antico alveo del Piave; più a nord si trova invece la laguna di Caorle. modifica La pianura venetaLa pianura veneta è stata (ed è tutt'ora) resa tale e ingrandita grazie all'intervento di alcuni fra i più importanti fiumi italiani: da sud a nord, si ricordano il Po, l'Adige, il (o la) Brenta, il (o la) Piave, la Livenza e il Tagliamento. Favoriscono l'agricoltura una fitta rete di canali artificiali che spesso sfruttano l'acqua proveniente dalla fascia delle risorgive che caratterizza la media provincia di Treviso. modifica La collina
Le colline di Treviso viste dal Monte Cesen
Le colline venete appartengono principalmente alla fascia che si allunga ai piedi delle prealpi. Gran parte dei rilievi sono di origine orogenetica e possono essere considerati fenomeni periferici al sollevamento delle Alpi. Per questo motivo, si dispongono spesso in modo parallelo alle stesse prealpi. Per fare alcuni esempi, si ricordano le colline che da Bassano del Grappa proseguono fino a Vittorio Veneto, passando per Asolo e Conegliano. Interessante il caso del Montello, collina isolata a sud del Piave e comunque coinvolto nel fenomeno di orogenesi di cui si è appena parlato. modifica La montagnamodifica Le prealpi
Val delle Mure vista dalla cima del Monte Grappa
Il ripiegamento ed il sollevamento di strati sedimentari marini ha formato quella lunga catena di rilievi, dette prealpi venete, caratterizzata dall'alternarsi di massicci e vasti altipiani. La catena fa da corona alla pianura e si estende dal lago di Garda sino al confine con il Friuli-Venezia Giulia, dove è continuata dalle prealpi carniche. modifica Le Dolomiti
Il Monte Pelmo, massiccio dolomitico nel quale si nota la stratificazione rocciosa
La montagna veneta è rappresentata per il 70% dalle Dolomiti della Provincia di Belluno. Quest'area, di particolare valore paesaggistico e naturalistico, ma anche turistico, include note vallate e regioni quali il Cadore, il Comelico, l'Ampezzano e l'Agordino. Questi rilievi, appartenenti ai gruppi orientali e meridionali delle Dolomiti, non formano vere e proprie catene montuose, ma si presentano più spesso come massicci isolati di roccia calcareo-dolomitica. L'orogenesi alpina ha sollevato e frantumato coltri di rocce organogene (coralli, alghe, conchiglie) isolandole in banchi solitari, da cui la tipica stratificazione delle pareti. modifica Territori
modifica Aree naturali protette
modifica Clima e PrecipitazioniNel territorio della regione vi è una varietà di condizioni climatiche che vanno dai climi rigidi delle zone montane, dove le temperature in inverno scendono sotto lo zero e il manto nevoso copre il suolo per alcuni mesi, a quelli miti della fascia pedemontana, esposta a sud e protetta a nord dalla catena delle prealpi. In queste zone il clima gradevole ha reso possibile la coltivazione di piante tipicamente mediterranee, come gli ulivi, la presenza dei quali segna la zona più a nord dove è possibile trovarli. Il clima della pianura, seppure più mite rispetto alle altre aree della pianura padana, risente marginalmente della mitigazione del mar Adriatico. L'esposizione a Est della regione favorisce l'introduzione di venti del I e II quadrante (Bora e Scirocco), con la conseguenza che si hanno cambi di temperatura bruschi. Nella pianura a Est e a Sud la presenza di zone umide (fiumi, lagune, foci) favorisce la formazione di nebbie invernali e di foschie estive, accentuando la percezione della temperatura. Le temperature presentano ovunque, nel Veneto, escursioni notevoli. Nelle Dolomiti si hanno inverni molto rigidi, con minime che possono raggiungere i -30°C nei fondovalle, mentre in estate il clima è generalmente più tiepido, con massime attorno ai 20°C. Tipico di certe vallate è il fenomeno dell'inversione termica, caratterizzato da temperature basse nei fondovalle, dove l'aria si incunea e l'esposizione al sole non è sempre possibile, e temperature più alte nei versanti esposti ai raggi del sole. In pianura le medie di gennaio oscillano tra 1°C e 3°C, mentre a luglio oscillano tra 23°C e 25°C. Le nebbie invernali possono favorire le gelate e le brine, mentre l'umidità in estate esalta la percezione di caldo, rendendolo spesso afoso. Per quanto riguarda le precipitazioni, i massimi di 1500 o 2000 mm annui si hanno nella fascia prealpina, che funge da condensatore dei vapori che si formano nella pianura. La piovosità decresce spostandosi a nord nelle zone montuose dolomitiche (meno di 1500 mm) e spostandosi a sud, nelle aree collinari e pianeggianti (tra 1000 e 1300 mm), toccando il valore minimo nella zona del delta (sotto i 600 mm annui). [7] modifica Fiumi e regimi di precipitazioneGrazie ad un elevato innevamento della zona montuosa, da dove nascono molti fiumi, si ha una costante presenza di acqua negli alvei dei fiumi che attraversano il Veneto. Per quanto riguarda il Po e l'Adige, i quali attraversano il Veneto nella parte terminale del loro percorso, risentono delle caratteristiche dei fiumi dei bacini ampi e complessi, dove la presenza di ghiacciai perenni favorisce la presenza abbondante di acqua fino all'estate. I fiumi come Il Piave o il Brenta, che nascono rispettivamente nelle alpi di Veneto e Trentino-Alto Adige, risentono di periodi di piena alternati a periodi di secca. Tali fiumi, dopo che hanno lasciato le valli alpine, entrando nella parte alta della pianura, formano degli ampi conoidi ghiaiosi, detti "grave", che solo in certi momenti dell'anno si riempiono d'acqua. Più in giù, formano i fontanili, dai quali, per risorgiva, si formano moltissimi altri fiumi, dal corso breve, che caratterizzano la pianura veneta, rendendola una delle zone più fertili d'Europa. modifica Demografia
La popolazione del Veneto non è omogeneamente distribuita. Se la media pianura vanta le densità maggiori (soprattutto lungo la fascia che va da Verona a Venezia passando per Vicenza, Padova e Treviso), meno popolati sono il basso Veronese e il Polesine (specie in seguito all'alluvione del 1951). Ancor meno abitate sono le prealpi e la montagna (la provincia di Belluno mostra le densità minori), eccetto l'alto Vicentino (con Schio, Thiene, Bassano del Grappa) e la Val Belluna. A partire dagli anni Ottanta si è verificato un fenomeno, molto diffuso in tutto il Norditalia, dello spopolamento delle grandi città (Venezia con Mestre in testa) a favore dei piccoli e medi comuni delle "cinture" periurbane. Questo ha portato ad un notevole sviluppo urbano e taluni hanno constatato la formazione di una vasta megalopoli che si estende in particolare tra Padova, Mestre e Treviso (la cosiddetta PaTreVe o Triangolo Veneto).
Il tasso di incremento annuo è stato uno dei più elevati d'Italia, ma dal 1983 è divenuto per la prima volta negativo. Anche se oggi questa tendenza permane (e, anzi, si è rafforzata), il Veneto resta una delle regioni del Norditalia con il più alto indice di natalità. Il fenomeno, tuttavia, varia notevolmente da provincia a provincia. Le famiglie contano in media 2,5 componenti.
Il Veneto è stato, sino agli anni Settanta, una terra di emigrazione (oltre 3 milioni di partenze tra il 1870 e il 1970) per via della povera economia contadina, non affiancata da impianti industriali di rilievo. Sino al fascismo i flussi si dirigevano specialmente in America Latina (Brasile, Argentina); negli anni Trenta le bonifiche promosse da Mussolini portarono gli emigranti nel Lazio e in Sardegna; nel secondo dopoguerra, le correnti si spostarono verso le aree industriali della Lombardia, del Piemonte e della Liguria, e verso l'Europa centrale, specie dopo l'alluvione del Polesine (che costrinse decine di migliaia di persone a lasciare la propria terra). Il 31 dicembre 2007, su una popolazione di 4.832.340 abitanti, si contavano 403.985 stranieri (8,36%). Di seguito la ripartizione per i principali paesi di origine e la ripartizione per provincia[8]:
I dati delle statistiche ufficiali basate sulla residenza, come è ovvio, non comprendono i numerosi stranieri che dimorano illegalmente sul territorio nazionale.
modifica Comuni principaliDi seguito è riportata la lista dei dieci principali comuni del Veneto ordinati per numero di abitanti[9]:
Altri comuni del Veneto con più di 20.000 abitanti ordinati per numero di abitanti:
Infine, di seguito, è riportata la lista dei dieci comuni meno popolati:
modifica Storia
La storia del Veneto è in gran parte comune a quella della più vasta regione nota come Triveneto o Tre Venezie, nel Nord-est della penisola italiana, situata tra il confine del Mare Adriatico e tutta la catena delle Alpi Orientali, che comprende Trentino-Alto Adige, Veneto e Friuli-Venezia Giulia. modifica Protostoria e storia antica
Abitato già nella preistoria, dapprima insediamento degli Euganei, fu in epoca protostorica occupato dal popolo dei Veneti (detti anche "Paleoveneti" per distinguerli dagli attuali abitanti della regione), gruppo indoeuropeo strettamente correlato a quello latino che si insediò nell'area verso il XV secolo a.C.. La civiltà paleoveneta ebbe il suo massimo sviluppo tra l'VIII e il II secolo a.C., per poi subire la pressione - militare e culturale - dei Galli e, soprattutto, dei Romani, che con il tempo inglobarono pacificamente il Veneto. Il processo di romanizzazione della Venetia avvenne infatti in maniera graduale, a seguito dell'alleanza stipulata tra Veneti e Galli Cenomani con i Romani nel 225-222. Il processo di romanizzazione proseguì quindi con la deduzione nel 181 a.C. della colonia latina di Aquileia, sino all'estensione - al termine della guerra sociale nell'89 a.C. - dello Ius Latii, cioè del diritto latino, con la lex Pompeia de Transpadanis ed infine alla concessione del plenum ius, cioè della cittadinanza romana, da parte di Giulio Cesare nel 49 a.C.. In epoca augustea venne costituita la Regio X Venetia et Histria, trasformata da Diocleziano nella Provincia Venetiae et Histriae, mantenendone i confini sostanzialmente inalterati. Contemporaneamente, nei primi secoli d.C. iniziò il processo di cristianizzazione del Veneto: centro di irradiamento della nuova religione fu Aquileia, metropoli della Venezia endolagunare, in cui la nuova religione era giunta probabilmente per mare dall'importante centro di Alessandria d'Egitto, città a sua volta evangelizzata da San Marco. modifica Medioevo
Piazza delle Erbe a Verona
Durante le Invasioni barbariche del V e VI secolo, il Veneto venne attraversato dagli Unni, dagli Eruli, dai Visigoti e infine dagli Ostrogoti di Teodorico il Grande: la regione entrò a far parte del Regno ostrogoto che questi fondò tra Italia e Illirico (493) e che sopravvisse sino alla metà del VI secolo, quando, con la Guerra gotica (535-553), l'imperatore bizantino Giustiniano riuscì a riunire il territorio itlaiano all'Impero bizantino, inquadrandolo nella Prefettura d'Italia. Con la discesa dei Longobardi, nel 568, gran parte del Veneto venne sottomesso dai nuovi invasori, creando una divisione tra la zona continentale, entrata a far parte del Regno longobardo, e quella costiera, rimasta nell'orbita dell'Esarcato di Ravenna, prima come eparchia Annonaria, quindi col nome di Venezia marittima. Mentre dunque nell'entroterra i Longobardi costituivano i ducati di Verona, di Vicenza e di Ceneda, sulla costa si sviluppavano i | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||