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La tilde è un carattere con diversi significati ed usi rappresentato dal segno ~. Originariamente era usato come abbreviazione delle lettere m e n per poi evolversi sia in segno diacritico per indicare una particolare pronuncia quando viene posto sopra una lettera, sia come carattere a sé.
modifica Origini del termineLa parola Tilde è di origine spagnola e deriva dal verbo tildar col significato antico di "evidenziare"; a sua volta procede dal latino titulare e titulum che significa "segno, iscrizione"; tuttavia in spagnolo la parola tilde ha un significato più ampio ed indica un qualunque segno che si pone sopra un'abbreviazione o una lettera per distinguerne la pronuncia o l'accentuazione, quindi non solo il segno posto sopra la lettera ñ, ma anche l'accento grafico. modifica LinguisticaLa tilde è usata principalmente in alcune lingue come segno diacritico sovrapposto ad altre lettere. Nel medioevo era normale far uso di abbreviazioni nelle iscrizioni, nei manoscritti e negli incunaboli per risparmiare spazio o per evitare ulteriore fatica agli amanuensi, sorsero quindi diversi segni codificati, tra cui la tilde che nasce come stilizzazione delle lettere m e n; era sovrapposta alle vocali (es.: suã = suam, trẽor = tremor, ĩcursus = incursus, õnes = omnes, exũdo = exundo etc.), ma poteva anche essere posta sopra alcune consonanti o in abbreviazioni più complesse (es.: dña=domina). Questa origine è ancora abbastanza chiara in alcune lingue iberiche come lo spagnolo, il portoghese o il galiziano; si prenda ad esempio la parola latina domina, la cui contrazione dom'na ha portato a donna in italiano e dueña in spagnolo tramite la palatalizzazione in /ɲ/ del gruppo nn, fenomeno diffuso nelle lingue Ibero-romanze; lo stesso discorso vale per annus che si evolve in anno in italiano e in año in spagnolo. Difatti in Castigliano il grafema ñ rappresenta il fonema /ɲ/ e lo stesso vale per altre lingue che hanno subito l'influenza dell'ortografia castigliana come il galiziano, l'asturiano, l'aragonese, il basco, il guaranì, il quechua, il filippino etc. In Portoghese (ma anche in altre lingue come il guaranì o nel francese arcaico) la tilde è invece il segno diacritico della nasalizzazione della vocale sopra la quale è posta. Nel portoghese moderno si usa solo sopra a e o ma nella lingua arcaica la si poteva usare anche con le altre vocali. Anche in questo caso è facilmente riconoscibile l'origine dell'uso della tilde, ad esempio nella parola latina manus che in italiano e spagnolo si è evoluta in mano mentre in portoghese è divenuta mão, o anche lana che è diventata lã. modifica Punteggiatura GiapponeseIn giapponese la tilde (波ダッシュ nami dasshu, trattino ad onda) ha la stessa funzione che ha la lineetta nelle scritture occidentali, può inoltre essere usata per dividere un titolo dal sottotitolo, a scopo decorativo, oppure al posto del chōon per indicare un allungamento vocalico piuttosto marcato (l'uso è limitato a scritti informali, ad esempio ai fumetti). modifica MatematicaLa tilde è un simbolo utilizzato in matematica ed indica un valore approssimativo o una relazione di equivalenza (simbolo ≈). modifica InformaticaIl carattere tilde può essere scritto con la tastiera di un computer con sistema Microsoft Windows mediante la combinazione di tasti "ALT + 126" usando il tastierino numerico. Nei sistemi tipo unix (come quelli basati su Linux, ad esempio) con tastiera italiana si può scrivere attraverso la combinazione di tasti "ALTGR + ì"; su Mac OS X la tilde corrisponde alla combinazione "ALT + 5". Sempre nei sistemi tipo Unix, la tilde è solitamente un alias per la cartella home. |
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