Sudafrica.html

 
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Sudafrica
Sudafrica - Bandiera
(dettagli) (dettagli)
Motto: !ke e: ǀxarra ǁke (Traduzione: Popoli diversi si uniscono)

Generalità
Nome completo: Repubblica del Sudafrica
Nome ufficiale: Republic of South Africa (inglese)

Republiek van Suid-Afrika (afrikaans)
IRiphabliki yeSewula Afrika (isiNdebele)
IRiphabliki yaseMzantsi Afrika (isiXhosa)
IRiphabliki yaseNingizimu Afrika (isiZulu)
Rephaboliki ya Afrika-Borwa (sepedi)
Rephaboliki ya Afrika Borwa (sesotho)
Rephaboliki ya Aforika Borwa (setswana)
IRiphabhulikhi yeNingizimu Afrika (siSwati)
Riphabuḽiki ya Afurika Tshipembe (tshivenda)
Riphabliki ra Afrika Dzonga (xitsonga)

Lingua: Afrikaans, Inglese, Zulu, Xhosa, Swazi, Ndebele, Sesotho, Sesotho del nord, Tsonga, Tswana, Venda
Capitale: Città del Capo (legislativa)
Pretoria (amministrativa)
Bloemfontein (giudiziaria)  (2.900.000 (Città del Capo)
 ab.)
Politica
Forma di governo: Repubblica
Capo di stato: Kgalema Motlanthe
Capo di governo:  
Indipendenza: Dal Regno Unito
31 maggio 1910
Ingresso nell'ONU: 7 novembre 1945 1
Superficie
Totale: 1.220.813 km²  (24º)
 % delle acque: 0 %
Popolazione
Totale (2007): 48.502.063 ab.  (26º)
Densità: 39,7 ab./km²  
Geografia
Continente: Africa
Fuso orario: UTC +2
Economia
Valuta: Rand
PIL (PPA)  (2006): 618.125 milioni di $  (20º)
PIL procapite (PPA)  (2005): 12.161 $  (55º)
ISU  (2005): 0,674 (medio)  (121º)
Energia:
Varie
TLD: .za
Prefisso tel.: +27
Sigla autom.: ZA
Inno nazionale: Nkosi Sikelel' iAfrika/Die Stem van Suid-Afrika
Festa nazionale: 27 aprile

1 è uno dei 51 Stati membri che nel 1945 diedero vita all’ONU.
È inoltre membro del Commonwealth, dell'Organizzazione dei Paesi Non Allineati, dell'Organizzazione Mondiale del Commercio, dell'OAU (dal 2002 UA) e del Comitato per lo Sviluppo dell'Africa del Sud.
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(Guida alla compilazione della tabella)

Il Sudafrica, ufficialmente Repubblica Sudafricana, è uno stato dell'Africa australe. È situato nella punta meridionale del continente africano e confina a nord con la Namibia, il Botswana e lo Zimbabwe, a nord-est con il Mozambico e lo Swaziland; il Lesotho è contenuto all'interno dei suoi confini. Si affaccia inoltre sull'oceano Atlantico e su quello Indiano. Capo Agulhas, il punto più a sud del continente, delimita il confine fra i due oceani (entrambi i primati sono spesso attribuiti erroneamente al più celebre Capo di Buona Speranza, che si trova sempre in Sudafrica, nei pressi di Città del Capo).

Indice

modifica Il nome

Il nome del paese è di origine boera (Suid Afrika) e indica la sua posizione geografica di stato più meridionale del continente.

modifica Storia

Per approfondire, vedi la voce Storia del Sudafrica.

modifica Antichità

Secondo la moderna paleoantropologia, il Sudafrica fu probabilmente la "culla dell'umanità"; qui (soprattutto nella zona del Transvaal) si sono infatti trovati fossili di australopiteci, Homo habilis, Homo erectus e Homo sapiens sapiens.

Circa 10.000 anni fa l'odierno Sudafrica, come tutta l'Africa del Sud, era abitata dai boscimani, cui si aggiunsero successivamente popolazioni affini di etnia khoikhoi (ottentotti). Boscimani e ottentotti (collettivamente noti come khoisan) erano cacciatori-raccoglitori nomadi, che non diedero mai luogo a insediamenti popolosi o strutture politiche complesse.

Successivamente (fra il III e il V secolo) da nordest iniziarono ad affluire in Africa meridionale gruppi bantu, soprattutto zulu e xhosa. I movimenti migratori bantu si svilupparono nell'arco di numerosi secoli, giungendo al pieno compimento solo nella prima metà del secondo millennio.[1] Buoni agricoltori e allevatori, i bantu si insediarono prima nell'odierno KwaZulu-Natal e poi più a sud (gli xhosa si spinsero fino all'odierno Provincia del Capo Orientale, respingendo i khoisan nelle regioni più aride e inospitali dell'area.

modifica Colonizzazione europea

Nel 1486, l'esploratore portoghese Bartolomeo Diaz oltrepassò il Capo di Buona Speranza, aprendo la via marittima dall'Europa all'India. Furono però gli olandesi della VOC i primi a creare un insediamento stabile in Sudafrica, nel 1652, fondando quella che sarebbe poi diventata Città del Capo. Questa fu il punto di partenza di un vasto processo di colonizzazione a cui presero parte europei di diverse origini (soprattutto olandesi, francesi ugonotti, bavaresi e scandinavi) che sciolti i legami con la Compagnia diedero vita a una comunità autonoma, e svilupparono a una propria cultura e una propria lingua (l'afrikaans). Noti come "boeri" (dal neerlandese per "contadino"), i coloni si espansero verso est e verso nord.

I rapporti fra i boeri e le popolazioni indigene della zona del Capo (di etnia khoikhoi) furono relativamente buoni; i khoikhoi, già nomadi, non fecero che ritrarsi gradualmente di fronte all'espansione boera. Quando i boeri giunsero nei pressi dell'odierna Port Elizabeth, però, essi entrarono in attrito con gli xhosa, che si stavano espandendo in direzione opposta. Ne derivarono una serie di conflitti noti con il nome di Guerre della Frontiera del Capo.

modifica Il conflitto con gli inglesi

In seguito all'avanzata napoleonica in Europa e la successiva caduta dell'Olanda, gli inglesi occuparono la Colonia del Capo alla fine del XVIII secolo.

Nella prima metà del XIX secolo i boeri, oppressi dal dominio britannico, diedero il via a una grande migrazione verso nord alla ricerca di nuove terre, passata alla storia col nome di Grande Trek. I voortrekker si stabilirono in varie zone del nord, fondando una serie di piccole repubbliche boere, in seguito unitesi nello Stato Libero di Orange e nella Repubblica del Transvaal, che, insieme al Natal e al Capo, costituirono l'embrione delle future province sudafricane. Le personalità più eminenti di questa fase furono Paul Kruger e Marthinus Wessel Pretorius.

L'esistenza delle repubbliche era d'ostacolo all'espansione dell'Impero Britannico, e la scoperta di diamanti e oro nel nordest del Sudafrica contribuirono ad alimentare l'interesse degli inglesi per la completa annessione del paese. Fra la fine del XIX secolo e l'inizio del XX, inglesi e boeri si scontrarono in una serie di sanguinosi conflitti noti come guerre anglo-boere. Il conflitto contrappose anche i popoli bantu del Sudafrica; gli zulu si schierarono infatti con i boeri, mentre xhosa e swazi combatterono a fianco degli inglesi. Questi ultimi ebbero alfine la meglio e unificarono tutto l'odierno Sudafrica (1902), che nel 1910 fu formalmente costituito come dominion unitario all'interno del Commonwealth, col nome di Unione Sudafricana.

modifica Le due guerre mondiali

L'Unione Sudafricana prese parte alla prima guerra mondiale a fianco del Regno Unito. Nel 1920 ottenne il mandato della Società delle Nazioni per il controllo dell'Africa del Sud-Ovest (Namibia), strappata ai tedeschi. Nonostante l'aumento del suo prestigio internazionale, l'Unione attraversò un periodo di forte crisi interna, con attriti sempre più violenti fra i nazionalisti boeri e la rappresentanza inglese. Nel 1931, con l'approvazione dello Statuto di Westminster da parte del parlamento inglese, il Sudafrica ottenne piena indipendenza.

In occasione della Seconda guerra mondiale, i contrasti mai sopiti fra anglosassoni e boeri tornarono a emergere. Una parte dei boeri, rappresentata da alcune correnti del Partito Nazionale come la Ossewabrandwag, simpatizzava infatti apertamente per la Germania nazista. Ciononostante, il paese prese parte al conflitto sul fronte Alleato. Il boero James Hertzog, che governava il paese dal 1924 e pretendeva almeno la neutralità del paese, fu costretto a dimettersi.

modifica L'era dell'apartheid

Dopo la fine della guerra, il Partito Nazionale vinse le elezioni, e iniziò ad attuare nel paese la politica segregazionista nota come apartheid. L'ideologia dell'apartheid fu elaborata dai primi ministri boeri che si succedettero dal 1948 in poi, e soprattutto da Hendrik Frensch Verwoerd (in carica dal 1956 al 1966). Concettualmente, l'obiettivo dell'apartheid era quello di isolare i diversi gruppi etnici del Sudafrica, lasciando che ognuno di essi si sviluppasse in un proprio contesto sociale, economico e territoriale.[2] Verwoerd spiegò anche che il ruolo predominante dei bianchi nei processi politici che avrebbero portato all'autonomia delle diverse etnie era giustificato dalle circostanze storiche, ovvero dal ruolo fondamentale che i boeri avevano avuto nella nascita del Sudafrica.

Nell'ottica dell'isolamento delle etnie vennero formati i bantustan, territori riservati alle popolazioni nere delle diverse etnie. Complessivamente, circa il 13% del territorio del Sudafrica venne riservato alla popolazione bantu.[3] Contemporaneamente, il Sudafrica venne inteso sempre più nettamente come paese esclusivamente di bianchi, e i neri che continuavano a vivere nelle aree "bianche" (circa il 50%) persero gradualmente i propri diritti civili, come conseguenza del fatto che fosse stato avviato un processo la cui finalità era trasferirne la cittadinanza ai bantustan. Per esempio, ai neri fu vietato di frequentare le scuole e le università dei bianchi; Verwoerd giustificò questa misura osservando che l'istruzione di un nero deve svolgersi completamente nella tribù ed avere le radici nello spirito e nell’essenza stessa della società bantu.

L'applicazione di una politica sempre più apertamente razzista in Sudafrica causò gravi contrasti interni e alienò al paese il sostegno della comunità internazionale. Nel 1961 l'ONU dichiarò che l'apartheid era un crimine contro l'umanità e iniziò una campagna di sanzioni economiche contro il Sudafrica. Nello stesso anno il Sudafrica fu espulso dal Commonwealth e fu proclamata la repubblica. Cinque anni dopo venne revocato il suo mandato all'amministrazione della Namibia. Il governo sudafricano si rifiutò di ottemperare alle richieste dell'ONU, e di fatto procedette all'annessione della Namibia come propria provincia.

Balthazar Johannes Vorster (primo ministro dal 1966 al 1978) e i suoi successori Marais Viljoen (in carica dal 1979 al 1984) e Pieter Willem Botha (dal 1984 al 1989) dovettero fronteggiare sia l'isolamento internazionale sia l'emergere di importanti movimenti di opposizione nella comunità nera, fra cui l'African National Congress di Nelson Mandela. Botha fu l'ultimo strenuo difensore dell'apartheid, e cercò di convincere l'intero paese che questo regime era stato un elemento chiave della crescita economica del Sudafrica fra gli anni '60 e anni '90, superiore a quella di qualsiasi altro paese africano, e delle migliori condizioni di vita dei neri sudafricani rispetto a quelle della popolazione nera nel resto del continente.

Nelson Mandela
Nelson Mandela
Medaglia del Premio Nobel Nobel per la pace 1993

In questa fase Botha trovò alleati neri che lo sostennero, in particolare gli swazi; tra l'altro il Re dello Swaziland Sobhuza II aveva già collaborato in passato nella caccia ai ribelli più violenti dell'ala oltranzista dell'ANC[4]. Botha riuscì perfino a stringere un patto di amicizia e buon vicinato[5] col presidente del Mozambico Samora Machel, nero e comunista. Gli xhosa rimasero invece il gruppo più ostile al governo bianco. In questa fase furono organizzate altresì assemblee legislative autonome per coloureds e asiatici. Tuttavia il sistema si mostrò sempre più fragile e vicino al collasso, accentuando il carattere repressivo, sicché il successore di Botha, Frederik Willem de Klerk, che governò fino al 1994, intraprese la via della riforma, liberando e chiamando al suo fianco il capo dell'ANC Nelson Mandela, smantellando l'intero sistema dell'apartheid nel 1991. Gravi scontri avvennero però tra gli zulu dell'Inkatha freedom party guidati dal Re Zwelithini e dal segretario del partito Mangosuthu Buthelezi, che desideravano essere gli unici interlocutori di De Klerk, e gli xhosa dell'ANC, che alla fine ebbero la meglio. Gli zulu si dovettero accontentare dell'istituzione di un loro regno autonomo (il Kwazulu-Natal) nell'ambito della riforma amministrativa del paese (1994), che riunì le vecchie quattro province e i dieci bantustans nelle attuali 9 province.

modifica Il Sudafrica del post-apartheid

Il 27 aprile 1994 si tennero le prime elezioni democratiche con suffragio esteso a tutte le razze, in cui venne eletto presidente il capo dell'ANC Nelson Mandela, cui successe poi il delfino Thabo Mbeki nel 1999. Il nuovo regime è apparso comunque a sua volta piuttosto connotato razzialmente, poiché la razza nera bantù xhosa ha ottenuto tutti i posti di potere principali, a danno soprattutto dei bianchi boeri e dei neri bantù zulu. Tra le principali accuse che vengono mosse all'attuale regime c'è quella di sfruttare la democrazia a proprio uso e consumo, poiché, come recentemente affermò il deputato boero Pieter Mulder del Vryheidsfront (Fronte della Libertà) "è molto comodo essere democratici quando si è in maggioranza". Solo il futuro saprà dire se una vera convivenza pacifica tra razze è possibile in Sudafrica.

modifica Geografia

La Repubblica del Sudafrica si trova all'estremità meridionale dell'Africa, e comprende un tratto di costa sia a est, sull'Oceano Indiano, che a ovest sull'Oceano Atlantico.

modifica Morfologia

Il territorio sudafricano è in gran parte formato da altopiani, il cosiddetto Alto Veld, che in generale si innalza verso ovest, raggiungendo quote comprese fra i 900 e i 1.800 m s.l.m. Verso le coste l'altopiano presenta un orlo rialzato, detto Grande Scarpata, che si articola in diverse catene montuose separate da aree livellate dall'erosione (il principale agente modellatore del territorio, che non fu più interessato da ingressioni marine importanti dopo il Paleozoico). La Scarpata include a sud-ovest massicci isolati, come Table Mountain (1.914 m), un massiccio di arenaria che incombe su Città del Capo; a est e a nord si sviluppa invece in catene montuose importanti; le principali sono i monti Drakensberg (Monti dei Draghi), caratterizzati da effusioni basaltiche e cime che toccano altezze superiori ai 3000 m (la più alta è il Njesuthi, 3.408 m), da cui si dipartono catene minori (Stormberg, Nieuwveld e Sneeuwberg). Sempre nella zona nordorientale si trovano anche i sistemi montuosi Swartberg e Langeberg. Al di là della Scarpata si estende la pianura alluvionale costiera detta Basso Veld, salvo nella zona della Penisola del Capo, dove le formazioni rocciose giungono direttamente all'Oceano in una successione di promontori con coste a falesia. Il centro del paese è in gran parte occupato dai bacini semi-desertici del Grande e Piccolo Karoo, che sfumano a nord-ovest nel deserto del Kalahari, condiviso da Sudafrica e Namibia.

Da un punto di vista geologico, il territorio del Paese poggia su uno zoccolo di rocce cristalline del Precambriano, venate da importanti filoni auriferi e uraniferi (concentrati nella regione del Witwatersrand, in Transvaal). Il Karoo ricopre questo zoccolo con sedimenti di età paleozoica e mesozoica in alcuni punti fino a 7.000 m di profondità; anche questi sedimenti hanno un'importanza economica, essendo non raramente ricchi di carbone.

modifica Idrografia

Idrograficamente, il Sudafrica è diviso in diversi bacini, ma tributa essenzialmente nell'Oceano Atlantico. Il fiume più importante è l'Orange (1860 km) a ovest, che nasce dal Lesotho e il cui vasto bacino (1.020.000 km²) corrisponde a buona parte degli altopiani; il fiume segna anche un tratto del confine con la Namibia. Il corso del fiume è però accidentato da rapide e cascate che ne rendono difficile la navigazione. Tra gli affluenti dell'Orange hanno una certa importanza il Vaal (1.200 km) e il Molopo (circa 1.000 km) che segna per lungo tratto il confine col Botswana ma è quasi sempre asciutto.

Nell'Oceano Indiano sfocia invece il Limpopo (1600 km), che divide il Paese dal Botswana; anch'esso impossibile da navigare. Gli altri fiumi nascono in genere nella Grande Scarpata e presentano un andamento normale alla costa; fra i molti è celebre il Tugela che si origina sulle Drakensberg, ai confini col Lesotho, e forma le cascate omonime.

Tra i laghi del Sudafrica vi sono il Grootvloer, formato dal fiume Sak (che però è pressoché asciutto per gran parte dell'anno) e il lago Saint Lucia nei pressi di Durban.

Fanno parte del Sudafrica anche diverse isole, tra cui le Isole del Principe Edoardo, circa 1.770 km a sud-est di Port Elizabeth, e numerose minori lungo la costa.

modifica Clima

Il clima del Sudafrica è notevolmente vario in rapporto sia alla grande estensione territoriale, sia all'altitudine, sia all'esposizione al mare. La latitudine subtropicale e il profondo influsso marittimo sono all'origine del clima mediterraneo che caratterizza la parte meridionale del territorio, dove le temperature sono miti e le precipitazioni superano i 600 mm; le piogge sono legate all'avanzata di fonti freddi di origine antartica durante l'inverno, mentre quasi tutto il resto dell'Africa australe nello stesso periodo è sovrastato da un'area anticiclonica che impedisce l'afflusso di masse d'aria umida degli oceani circostanti.

Al contrario, d'estate, quando in ambito continentale si instaurano condizioni di bassa pressione, le masse d'aria umida provenienti dall'Oceano Indiano al seguito dell'aliseo di sud-est investono le coste orientali e la Grande Scarpata irrorandole di abbondanti precipitazioni (1000-1500 mm). In particolare il Natal gode di un clima caldo umido, che fa di questa provincia l'area più favorevole alla coltivazione di colture tropicali.

Man mano che si prosegue verso l'interno le precipitazioni diminuiscono: sugli altopiani si aggirano sui 500-800 mm annui. In modo più netto si riducono proseguendo verso ovest fino a toccare i 60 mm a Port Nolloth, sull'Atlantico. Le escursioni termiche, sensibili sugli altopiani, sono alquanto contenute sulle coste.

modifica Popolazione

Il Sudafrica ha circa 45 milioni di abitanti (stima del 2007).

modifica Demografia

Crescita demografica del Sud Africa dal 1961 l 2003

Il Sudafrica è un paese fortemente multirazziale; convivono, spesso con difficoltà, etnie bianche, nere, asiatiche e miste. La legge sudafricana riconosce formalmente quattro macro-categorie razziali: neri, bianchi, "coloured" (gruppi etnici di origine mista), e Asiatici.


Al censimento dell'ottobre 1996 la popolazione del Sudafrica ammontava a 40.583.611 persone, con una densità di popolazione di 36 per km². La stima del 2002 conta 45.185.680 abitanti, benché la crescita annua sia diventata oggi di segno negativo, a causa dei gravi effetti dell'AIDS, diffusissimo qui come in altre nazioni africane: esso causa una speranza di vita più bassa, una più alta mortalità (anche infantile), e tassi di accrescimento e cambiamenti nella ripartizione demografica dall'età e dal sesso diversi rispetto al previsto.

modifica Etnie

I neri bantu formano circa il 75% della popolazione, e sono suddivisi ufficialmente in 9 "nazioni": zulu 23%; xhosa 18%; sotho (del nord e del sud) 16%; tswana 7%; tsonga 4%; swazi 2,5%; venda 2%; ndebele 1,5%; pedi 1%.

I bianchi formano circa il 13% della popolazione, e si suddividono in tre gruppi: boeri (afrikaner) 6,5%, anglosassoni 5,5%, altri (ascendenza principalmente portoghese, tedesca e italiana) 1%.

Gli asiatici formano circa il 3% della popolazione e si suddividono in due gruppi: indiani 2,5%, cinesi 0,5%.

Le persone a sangue misto (coloureds) formano circa il 9% della popolazione.

Boscimani e ottentotti non raggiungono lo 0,1% della popolazione.


ETNIA PERC.
Zulu 23%
Xhosa 18%
Sotho 16%
Bianchi 13%
Coloured 9%
Tswana 7%
Tsonga 4%
Swazi 2,5%
Venda 2%
Pedi 1%
Indiani 2,5%
Cinesi 0,5%
Boscimani e
Ottentotti
0,1%

modifica Religione

Le religioni più diffuse sono quelle cristiane: Protestantesimo della chiesa riformata sudafricana (circa 35%); Cattolicesimo (10%); Anglicanesimo (10%); metodismo, il luteranesimo e altre fedi Cristiane (nel complesso circa 30%).

Si hanno poi animisti 12%; induisti (1,5%); islamici (1%) ed ebrei (0,5%).

Ecco il quadro completo secondo il censimento del 2001:

RELIGIONE PERC.
Chiesa di Zion 11,1%
Pentecostali 8,2%
Cattolici 7,1%
Metodisti 6,8%
Chiesa Riformata Olandese 6,7%
Anglicani 3,8%
altri Cristiani 36%
Musulmani 1,5%
Induisti 1,2%
Ebrei 0,3%
altro (animisti e buddisti) 2%
non specificata 1,4%
nessuna (atei e agnostici) 14,9%

modifica Lingue

Le lingue ufficiali sono 11 e corrispondono alle varie etnie Afrikaans, Inglese, Zulu, Xhosa, Swazi, Ndebele, Sesotho, Sepedi, Tsonga, Tswana, Venda. I coloureds parlano in maggioranza l'afrikaans, mentre gli asiatici usano soprattutto l'inglese.

Ecco il quadro ompleto secondo il censimento del 2001:

LINGUA PERC. AB.
Zulu 23,8% 10.677.000
Xhosa 17,6% 7.907.000
Afrikaans 13,3% 5.983.000
Sesotho del Nord 9,4% 4.209.000
Tswana 8,2% 3.677.000
Inglese 8,2% 3.673.000
Sesotho 7,9% 3.555.000
Tsonga 4,4% 1.992.000
Swati 2,7% 1.194.000
Venda 2,3% 1.022.000
Ndebele 1,6% 712.000
Altre lingue 0,5% 217.000
TOTALE 100,0% 44.820.000

modifica Ordinamento dello Stato

modifica Suddivisione amministrativa

Fino al 1994, il Sudafrica era suddiviso nelle tradizionali quattro repubbliche boere (Capo, Transvaal, Orange e Natal) e in 10 bantustans. Questa suddivisione venne sostituita con una più aderente alla distribuzione demografica, che conta nove province autonome. Il Kwazulu-Natal ha una struttura amministrativa diversa dalle altre province, di tipo monarchico; l'attuale sovrano (re degli zulu) è Zwelithini.

Province del Sudafrica
Provincia Capoluogo Abitanti capoluogo Superficie (km²) Abitanti Densità (ab./km²)
Western Cape (Provincia del Capo Occidentale) Città del Capo ca. 2.984.100 129.370 ca. 4.893.900 37,82
Northern Cape (Provincia del Capo Settentrionale) Kimberley 166.100 361.830 ca. 814.200 2,25
Eastern Cape (Provincia del Capo Orientale) Bisho 137.900 169.580 ca. 6.514.500 38,41
KwaZulu-Natal Ulundi/Pietermaritzburg 15.200 ca. 92.000 ca. 10.070.500 109,46
Free State Bloemfontein 349.000 129.480 ca. 2.749.300 21,23
North West Mafikeng 50.900 ? ca. 3.865.100 ?
Gauteng Johannesburg 3.225.500 ca. 17.000 ca. 9.839.100 578,77
Mpumalanga Nelspruit 112.400 ? ca. 3.327.100 ?
Limpopo Pietersburg 104.000 ? ca. 5.482.300 ?

modifica Città principali

modifica Istituzioni

In base alla costituzione del 1997 il presidente della repubblica sudafricana è eletto dall'assemblea nazionale ed esercita il potere esecutivo direttamente. Il potere legislativo spetta al parlamento bicamerale, composto di Consiglio Nazionale delle Province (Senato), di 90 membri nominati dalle assemblee provinciali, e Assemblea Nazionale, di 400 membri eletti a suffragio universale col sistema proporzionale senza sbarramento (allo scopo di rappresentare anche le etnie minoritarie). Per legge devono partecipare al governo attraverso la nomina di vicepresidenti tutti i partiti che superano il 20% dei suffragi. Il sistema giudiziario si basa sulla Common Law britannica e sul diritto olandese. Le forze armate sono state riorganizzate nel 1994 e ora sono racchiuse nella SANDF, organo cui fanno capo tutte le armi dell'esercito e della polizia. La SANDF ha assorbito tutte le precedenti strutture militari ufficiali e non, ivi comprese la vecchia SADF, i servizi segreti sudafricani e l'ala militare dell'ANC.

modifica Istruzione

L'istruzione è obbligatoria tra i 7 e gli 11 anni. L'istruzione primaria dura 7 anni; essa è divisa in una sezione inferiore (due anni) e una superiore; l'istruzione secondaria è quadriennale e comprende una sezione inferiore triennale che termina con un esame (Junior Certificate) e una sezione superiore, che si conclude con un esame di ammissione universitaria (Matriculation).

Università:

modifica Sanità

Il sistema sanitario e di sicurezza sociale sono da sempre molto sviluppati e fortemente integrati, sia nel settore pubblico che in quello privato. Essi assicurano benefici o sussidi ai disoccupati, agli invalidi civili e militari, agli anziani, ai malati cronici. L'assistenza medica è gratuita per i bambini fino al compimento del sesto anno di età e per le donne incinte. La legge sudafricana impone un basso costo per i medicinali contro l'AIDS sin dal 1999. Dopo un'iniziale opposizione, nel 2001 le case farmaceutiche hanno accettato questa legge. La prima operazione di trapianto cardiaco al mondo avvenne in Sudafrica nel 1967 ad opera del chirurgo Christiaan Barnard.

modifica Politica

modifica Politica interna

L'attuale politica interna è volta soprattutto alla lotta all'AIDS e alla criminalità, che ha raggiunto, specie nelle grandi città, livelli insostenibili. Altro punto delicato che il governo si trova costantemente ad affrontare è quello della tutela delle diverse etnie, tutte molto gelose della propria autonomia. Anche il problema della corruzione ai vertici dell'ANC, che ha il monopolio del potere politico, ha causato notevoli dissidi.

modifica Politica estera

Il Sudafrica del post-apartheid ambisce, in quanto stato più sviluppato, ad assumere il ruolo di guida degli stati del continente, e in particolare dell'Africa australe, nonché di mediatore super partes dei vari conflitti. La sua azione nell'ambito della SADC, dell'OUA e dell'ONU è stata in questi anni molto incisiva. Il paese è altresì rientrato nell'orbita britannica, aderendo al Commonwealth e instaurando ottimi rapporti anche con gli altri paesi economicamente più sviluppati.

modifica Economia

Nonostante i gravi problemi sociali ereditati dall'apartheid, l'economia del Sudafrica è la più sviluppata del continente africano. Il Sudafrica produce da solo oltre un quarto del reddito continentale, grazie soprattutto alle risorse minerarie (oro, diamanti, platino, ferro, cromo, carbone) e alle industrie collegate. Anche l'agricoltura è tra le più sviluppate dell'Africa, anche se con forti squilibri: alle efficienti e produttive aziende agricole che attuano un'agricoltura di piantagione altamente specializzata si affiancano le agricolture di sussistenza, praticate nei villaggi con metodi tradizionali. L'agricoltura e la pesca non solo soddisfano l'intero fabbisogno nazionale, ma producono anche prodotti di esportazione. Il 69% del terreno agricolo del paese è comunque destinato all'allevamento; il Sudafrica è uno dei principali produttori di lana di pecora e di pellicce di karakul, ei pascoli occupano il 69% del territorio.

Per quanto riguarda la silvicoltura, il paese ha messo a punto programmi di rimboschimento di pini ed eucalipti, specie che sono alla base delle esportazioni di legno grezzo e dello sviluppo d'importanti attività industriali.

L'attività mineraria e l'industria rappresentano i settori più importanti dell'economia sudafricana. Ai giacimenti di oro e diamanti, iniziale richiamo per i colonizzatori, si affiancano altre risorse presenti in maniera diversificata e in grande quantità nel sottosuolo, come argento, platino, uranio e carbone. Grazie a ciò si è sviluppata anche un'importante industria pesante, che va a sommarsi a quelle che producono beni di consumo (meccaniche, tessili e alimentari) o di lavorazione dei prodotti agricoli e della pesca.

All'incirca il 93% dell'energia è di origine termica.

modifica Trasporti

Strade: 33.800 km (la guida è a sinistra)
Autostrade: 1.142 km
Ferrovie: 22.916 km
Porti: Città del Capo, Durban, East London, Mosselbaii, Port Elizabeth, Richards Bay, Saldanha
Marina mercantile: 8 navi per 371.000 tsl

  • portacontainer 6
  • petroliere 2

Aeroporti: 740 (2001)

  • OR Tambo International Airport (ex Johannesburg International ex ex Jan Smuts International) (Johannesburg)

modifica Ambiente

Il 5% del territorio è protetto (il 4% è parzialmente protetto).

Trattati ambientali:

modifica Parchi nazionali

modifica Flora

In relazione alle variazioni climatiche, la copertura vegetale è alquanto differenziata; sugli altipiani predominano le praterie temperate, che trapassano in steppe cespugliose e xerofile verso le aree meridionali ed occidentali meno piovose; sul versante orientale si incontrano savane arbustive, spesso associate a piante d'alto fusto come acacia e baobab, e lembi di foresta tropicale, con carattere di foresta a galleria lungo i corsi di alcuni fiumi (Tugela). La copertura vegetale tipica della fascia sud-occidentale del paese, che gode di clima mediterraneo, è la macchia sempreverde; si trova in questa zona il Cape Floral Kingdom, una delle sei ecoregioni floristiche principali del mondo.

modifica Cultura e arte

In Sudafrica coesistono numerose culture, e di conseguenza anche numerose tradizioni artistiche. La cultura boera (caratterizzata da valori come il pionierismo, la frugalità, la famiglia patriarcale e i vincoli di sangue, il patriottismo, nonché dalla lingua afrikaans e la religione calvinista riformata) si esprime in numerosi settori, dall'architettura (tipico del Sudafrica è lo stile coloniale noto come Cape Dutch) alla letteratura. Quest'ultima ebbe il suo periodo d'oro nel XIX secolo, in cui la creazione di una letteratura boera era interpretata come affermazione dell'indipendenza culturale dei pionieri rispetto all'Europa e agli inglesi. Un genere letterario tipico di quest'epoca è il pamphlet accusatorio, spesso rivolto contro gli inglesi, considerati i nemici del popolo boero. Negli anni '20, all'antianglicismo si affiancarono progressivamente altri temi politici, come l'anticomunismo. Negli anni '30 una nuova generazione di scrittori boeri (tra cui Van Wyk Louw, Krige ed Eybers) iniziarono ad allargare i propri orizzonti e trattare temi di carattere più universale. Durante l'apartheid, parte della letteratura boera si pone in posizioni di antagonismo rispetto al governo e al segregazionismo (per esempio Opperman, Breytenbach e Brink).

Le culture aborigene delle etnie bantu comprendono anch'esse una propria letteratura, tramandata oralmente da generazioni. In tempi recenti le forme letterarie occidentali sono state acquisite anche dai neri; importanti scrittori di origine bantu sono per esempio lo xhosa Jordan e lo zulu Dhlomo. Di etnia bantu è anche Mphahlele, a cui si deve una delle principali opere della letteratura sudafricana moderna, The African Image (1962).

La letteratura in lingua inglese è piuttosto tarda e si sviluppa appieno solo nel XX secolo. Essa è caratterizzata dall'approfondimento sociale, dall'opposizione ai boeri, dalla visione romanticheggiante dell'Africa. La principale autrice sudafricana in lingua inglese è certamente Nadine Gordimer, vincitrice nel 1991 del Premio Nobel per la letteratura.

Anche gli indiani hanno un discreto repertorio letterario, spesso in lingua inglese, più raramente in hindi. Le tematiche affrontate sono spesso di natura filosofico-religiosa.

modifica Sport

Lo sport nazionale del Sudafrica è il Rugby. La Nazionale di rugby sudafricana ha infatti ospitato e vinto i mondiali di rugby 1995, quelli in Francia nel 2007 e due edizioni del Tri Nations (1998 e 2004).

Altri sport in cui il Sudafrica eccelle sono il Rugby a 7, l'Hockey su prato, il Cricket e il Polo.

Nel Calcio il Sudafrica eccelle nei tornei continentali come la Coppa d'Africa, vincendo l'edizione del 1996 giocata proprio in terra sudafricana, ma stenta nei campionati del mondo, partecipando nel 1998 e nel 2002 senza mai raggiungere gli ottavi di finale. Per il 2010, però, la FIFA ha permesso al Sudafrica di ospitare la XIX edizione della Coppa del Mondo di Calcio.

modifica Note

  1. ^ Valsecchi P., Sudafrica, in Dizionario di Storia, il Saggiatore–B-Mondadori, Milano 1993.
  2. ^ Bantu Education, «Policy for the Immediate Future», Dichiarazione del Dr. Verwoerd, 1954
  3. ^ Bantustan, «Britannica Online», [1]
  4. ^ A. Booth, Swaziland (1984)
  5. ^ Nkomati Accord del 1984).

modifica Voci correlate

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