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Il Senato della Repubblica (a volte chiamato semplicemente Senato) è una delle due assemblee parlamentari che, unitamente alla Camera dei deputati, costituiscono il Parlamento italiano. La Costituzione Italiana prevede che il Senato sia composto da 315 membri eletti tra i cittadini italiani che abbiano compiuto i 40 anni d'età. Il parlamentare del Senato è detto senatore (abbreviato: sen.). La carica di senatore è elettiva e termina con la fine della legislatura, tuttavia fanno parte del Senato anche alcuni senatori a vita e senatori di diritto e a vita in numero variabile. Sede del Senato della Repubblica è Palazzo Madama, a Roma, dove si riunisce sin dalla sua nascita (1948). In precedenza la stessa sede ospitava, dal 1871 (poco dopo lo spostamento della capitale del Regno d'Italia a Roma), il Senato del Regno; sedi precedenti del Senato del Regno furono Palazzo Madama a Torino (1861-1865) e Palazzo della Signoria a Firenze (1865-1871).
modifica Il sistema di elezione del SenatoPer l'articolo 57 della Costituzione, il Senato della Repubblica è eletto su base regionale; per l'art.58 i senatori sono eletti a suffragio universale e diretto dagli elettori che hanno superato il venticinquesimo anno di età. Sono eleggibili a senatori gli elettori che hanno compiuto il quarantesimo anno. Nella sua prima stesura, la Costituzione prevedeva un numero variabile di senatori in base alla popolazione di ciascuna regione; in seguito il numero dei Senatori elettivi venne fissato a 315. I seggi vengono divisi tra le regioni in base alla popolazione corrispondente, prevedendo che alla Valle d'Aosta spetti 1 senatore, al Molise 2, e a ciascuna delle restati regioni un numero non inferiore a 7. Per la Circoscrizione Estero (nella quale sono iscritti i cittadini residenti all'estero) sono riservati 6 seggi. La prima legge elettorale del dopoguerra, come per la Camera dei deputati, prevedeva una ripartizione dei seggi entro ciascuna regione in senso proporzionale. A partire dal 1994 era stato introdotto un nuovo sistema elettorale per la proclamazione dei senatori. È entrato in vigore, con la nuova legge elettorale, il cosiddetto periodo della Seconda Repubblica, che comportava una sostanziale abolizione del sistema proporzionale "puro" in vigore sino a quel momento. 232 senatori venivano eletti con un sistema di tipo maggioritario: in ciascuno dei 232 collegi in cui veniva diviso il territorio italiano, si presentano dei candidati (con delle liste collegate) e viene eletto chi raccoglie il maggior numero di voti. Questo sistema costituisce il fondamento del bipolarismo: generalmente, infatti, nei collegi si presenta un candidato del centrosinistra e uno del centrodestra, in aggiunta ad altri eventuali candidati di partiti minori. I restanti 83 senatori venivano eletti con un sistema di tipo proporzionale; questi seggi, già attribuiti in numero fisso alle 20 regioni italiane, venivano distribuiti tra le liste cui erano collegati i perdenti nei collegi uninominali della regione in proporzione alla somma dei voti di questi ultimi (i voti raccolti dai vincitori dei collegi non venivano conteggiati). Nel 2005 è stata introdotta una nuova legge elettorale, che prevede una ripartizione proporzionale dei seggi all'interno delle regioni, più un premio per la lista di maggioranza relativa. Le singole liste possono coalizzarsi per raggiungere il cosiddetto premio di maggioranza: alla coalizione che risulti di maggioranza relativa all'interno di ciascuna regione viene attribuito un numero di senatori pari ad almeno il 55% a meno che non le spetti comunque una quota superiore. Per l'attribuzione dei seggi sono previsti uno sbarramento del 20% dei voti per le coalizioni e uno dell'8% per i partiti non coalizzati (o facenti parte di coalizioni che non raggiungano il 20%). All'interno delle coalizioni i voti sono ripartiti tra le liste aventi raggiunto almeno il 3% dei voti. Tali sbarramenti sono solo teorici, in quanto l'esiguo numero di seggi per ciascuna circoscrizione pone di fatto il limite per l'accesso alla rappresentanza ben più in alto. modifica I senatori a vita
Rappresentazione di una seduta del Senato: Cicerone attacca Catilina da un affresco del XIX secolo di Cesare Maccari
modifica Gli organi parlamentarimodifica Il Presidente del Senato della Repubblica
L'attuale Presidente del Senato della Repubblica Renato Schifani.
Il sen. Renato Schifani è stato eletto Presidente del Senato della Repubblica il 29 aprile 2008, nel corso della prima seduta della XVI Legislatura, al primo scrutinio di voto.
modifica Il Consiglio di PresidenzaIl Consiglio di Presidenza costituisce il vertice amministrativo del Senato. È composto dal presidente, che lo presiede, e da:
modifica Il Collegio dei QuestoriI tre senatori questori sovrintendono collegialmente al buon andamento dell'Amministrazione, al cerimoniale, al mantenimento dell'ordine e alla sicurezza delle sedi del Senato, secondo le disposizioni del presidente. Essi compongono altresì il Collegio dei Questori. modifica I gruppi parlamentariI senatori si organizzano in gruppi parlamentari a seconda dello schieramento politico di appartenenza. È previsto un gruppo misto per quei senatori le cui formazioni non raggiungono la consistenza di almeno 10 parlamentari, e i senatori non iscritti ad alcuna componente. Tuttavia il Consiglio di Presidenza può autorizzare la costituzione di gruppi con meno di 10 iscritti, purché rappresentino un partito o un movimento organizzato nel paese che abbia presentato, con il medesimo contrassegno, in almeno 15 regioni, proprie liste di candidati alle elezioni per il Senato ed abbia ottenuto eletti in almeno tre regioni, e purché ai gruppi stessi aderiscano almeno 5 senatori (anche se eletti con diversi contrassegni).
modifica La Conferenza dei capigruppoLa Conferenza dei capigruppo è presieduta dal presidente del Senato e costituita dai presidenti dei gruppi parlamentari. Il Governo è sempre informato delle riunioni della Conferenza per farvi intervenire un proprio rappresentante. modifica L'AssembleaL'Assemblea è costituita da tutti i senatori riuniti in seduta a Palazzo Madama, che organizzano il proprio lavoro secondo un calendario costituito da ordini del giorno. modifica Commissioni e GiunteSono organi collegiali, costituite da senatori per attingere informazioni o indagare su indirizzi specifici. Attualmente (XVI Legislatura) operano le seguenti Commissioni permanenti:
e le seguenti Giunte:
modifica Le Commissioni bicameraliLe Commissioni bicamerali sono composte collegialmente da senatori e deputati. modifica Elezione del Presidente del SenatoAll'apertura di una nuova legislatura il presidente provvisorio del Senato è il senatore più anziano. In fase di elezione del nuovo presidente i sei senatori più giovani fungono da segretari. L'elezione del presidente del Senato comporta al massimo quattro scrutini di votazioni a scrutinio segreto da effettuarsi in due giorni differenti. Nelle prime due votazioni, per essere eletti, è necessario raggiungere il quorum della maggioranza assoluta dei componenti del Senato (315 senatori più quelli a vita). Nello scrutinio successivo, che viene effettuato il giorno successivo le prime due votazioni, è necessario raggiungere la maggioranza dei voti dei presenti conteggiando anche le schede bianche. Nel caso non si sia ancora riusciti a eleggere un presidente si procede alla quarta, ed ultima votazione che consiste in un ballottaggio tra i due candidati che precedentemente hanno ottenuto più voti. Viene eletto chi riceve la maggioranza relativa dei voti; in caso di parità tra i due è eletto il più anziano. modifica Verso un Senato federaleDopo la bocciatura referendaria della riforma costituzionale della Casa delle Libertà che prevedeva l'istituzione di un nuovo Senato con l'aggettivo "federale" ma che, per struttura, elezione e composizione, non differiva di molto dal Senato di oggi, l'Unione aveva in cantiere una revisione del bicameralismo volta a sostituire l'attuale camera alta italiana con un Senato federale composto di membri nominati direttamente dalle Regioni, sul modello del Bundesrat tedesco. Il 21 giugno 2007 la Commissione affari costituzionali della Camera, presieduta da Luciano Violante, ha adottato all'unanimità un testo base di riforma costituzionale che disegna un Senato federale eletto in parte a suffragio universale, in parte dai Consigli regionali e in parte dai Consigli delle autonomie locali, mentre il 17 ottobre 2007 la stessa Commissione ha licenziato per l'Aula, senza voti contrari, una proposta di Senato federale simile al Bundesrat austriaco (ad elezione esclusivamente indiretta). A inizio 2008 è stata allo studio, in sede di comitato dei nove della Commissione, una norma transitoria per rinviare di una legislatura l'elezione indiretta del Senato federale, tuttavia lo scioglimento anticipato delle Camere ha fatto sì che l'istituzione del Senato federale sarà compito del prossimo Parlamento. modifica Voci correlate
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