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Rodi Garganico è un comune di 3.702 abitanti[1] della provincia di Foggia. Fa parte del Parco Nazionale del Gargano. Rinomata stazione balneare garganica, per la qualità delle sue acque di balneazione è stata più volte insignita della Bandiera Blu[2], prestigioso riconoscimento della Foundation for Environmental Education. Centro famoso, soprattutto nell'Ottocento, per la produzione di agrumi.
modifica GeografiaIl centro abitato è abbarbicato su un promontorio roccioso nel versante nord del Gargano tra due lunghi arenili e si trova a pochi chilometri ad est del Lago di Varano ed è circondato da una lussureggiante vegetazione, composta soprattutto da agrumeti, ulivi, pini, carrubi e alberi di fichi. Il centro storico dell'abitato, d'origine medievale, è caratterizzato da viuzze strette e in buona parte ripide, con tracciati intricati e complessi, affiancate da bianche case. Grazie alla rivalutazione messa in atto dalla recente amministrazione sono riemersi veri e propri gioielli architettonici di epoca pre-medievale La recente costruzione di un ampio porto, le permette una migliore conservazione della fauna, in quanto, al contrario di quanto si possa pensare, quest'infrastruttura crea una vera e propria oasi senza nè correnti nè inquinamento dove la fauna marina si sta ricreando. Da molto tempo scomparsi nella zona, ad esempio, sono ricomparsi cavallucci marini e stelle marine. Oggi è diventata una località balneare davvero esclusiva: non di rado vanta la presenza di noti personaggi del mondo dello spettacolo Dista dal capoluogo circa 99 km. modifica StoriaL'origine di Rodi Garganico va collegata al movimento espansionistico dei Rodii argivi che, attratti dal clima e dalle immense pinete, nell'VIII secolo a. C. ne colonizzarono le coste. Secondo Cellarius e Mommsen, invece, Rodi Garganico potrebbe essere stata riedificata sulle rovine della mitica Uria distrutta dopo le guerre puniche. Plinio, infine, fa menzione di un portus Garnae che gli storici identificano con il porto di Rodi Garganico, i cui ruderi erano visibili fino agli inizi del Secolo. Nella località sotto il castello si notano ancor'oggi le mura difensive del porto di Rodi Garganico e, interrata nella rupe, una botola tramite la quale si accedeva ad un locale sul cui architrave si leggeva la scritta Tabularium. Il tabulario, presso i Romani, era la persona addetta alla vigilanza dei misuratori di cereali e frumento per impedire frodi che spesso si commettevano. Quindi quella stanzetta doveva essere il luogo dove il tabularius registrava, portava la contabilità e teneva conservati i pesi e le misure. Certamente, essendo l'attività marinara di Rodi Garganico l'unica via di comunicazione del Gargano, quella botola doveva servire ad imbarcare sui bastimenti i prodotti agricoli di tutta la Capitanata. Un'epigrafe, un tempo murata all'esterno del Santuario dedicato alla Madonna della Libera, fa supporre che Rodi Garganico in epoca romana fosse un municipio amministrato dal Comite Gneo Suilio Mascillioni, magistrato ed esattore di tributi. Caduta Roma si susseguirono tempi difficili: Rodi Garganico fu distrutta dai Goti nel 485 d. C., ricostruita nel 553 dopo la guerra greco-gotica e attaccata dai Saraceni nel 950. Nel 1240, alleata di Federico II, fu saccheggiata dai Veneziani e nel 1446 fu feudo di Alfonso d’Aragona e tale rimase fino al XIX secolo. Nel XVIII secolo ospitò [Gioacchino Murat], che cercava di tornare a Napoli nel proprio castello rischiando di essere assediata dall'intero esercito francese. Oggi è protagonista del turismo italiano emergente. Già meta balneare di lusso nella metà del 900, Rodi, attraverso importanti processi di riqualificazone sta rivalutando la propria immensa storia e sta riscoprendo l'originalità dei profumi e dei frutti che a sua terra offre. Pochi sanno, infatti che Rodi, all'inizio del secolo era la prima città per import ed export di agrumi. L'attuale costruzione di un [porto turistico] l'ha posta come centro di spicco nel commercio turistico mediterraneo. modifica Leggendemodifica Il quadro della Madonna della LiberaLa leggenda vuole che quando Costantinopoli, capitale dell'Impero romano d'Oriente, fu nel 1453 fu conquistata dai Saraceni, i Veneziani prima di abbandonare la città sul Bosforo cercarono di mettere in salvo quante più sacre icone potevano imbarcandole sulle loro galee. Una di queste navi, giunta all'altezza di Rodi non riuscì a proseguire il suo viaggio verso Venezia nonostante il vento favorevole. Infatti inspiegabilmente si arrestò, mentre le altre proseguivano la loro rotta. Il capitano della galea sorpreso dall'accadimento sbarcò per chiedere ragguagli agli abitanti che non seppero spiegargli il fenomeno. Mentre questi s'incamminava fuori dalle mura cittadine per tornare all'imbarcazione vide ritto sopra un macigno senza alcun supporto il sacro quadro della Vergine, e lo riconobbe come una delle opere portate in salvo dalla capitale orientale. Sospettoso che l'immagine fossa stata sbarcata furtivamente da qualcuno dell'equipaggio il capitano la riportò a bordo. La galea non riuscì a riprendere il largo per tutta la notte nonostante il perseverare delle correnti e del vento favorevole. Questo spinse la mattina seguente il capitano a riscendere a terra. Appena messo piede sulla terraferma la sua attenzione fu attirata dal grido <<Miracolo, miracolo>>, e in seguito a questo notò che sul medesimo macigno del giorno prima e nella medesima posizione si trovava nuovamente ritta la sacra icona. Questo fu ritenuto dal capitano come una chiara manifestazione del desiderio mariano di voler restare a Rodi e quindì donò il quadro alla popolazione rodiana. Dopo questo gesto la nave riuscì a riprendere la rotta e anche se partita con un ritardo di due giorni, giunse miracolosamente nel porto di Venezia tre giorni prima delle altre. modifica SportRodi Garganico è stata attraversata più volte dalla carovana del Giro d'Italia, e in due edizioni ha visto nel suo territorio un arrivo di tappa della manifestazione ciclistica. Il 19 maggio 1981 ha visto l'arrivo della 5^ tappa del Giro d'Italia 1981, partita da Marina di San Vito e conclusasi con la vittoria di Giuseppe Saronni. Il giorno seguente sarà sede della partenza della 6^ che si concluderà a Bari. Il 26 maggio 1988, durante il Giro d'Italia 1988, è stata sede di arrivo della prima semitappa della 4^ tappa, partita da Vasto e conclusasi con la vittoria di Massimo Podenzana, che in quell'occasione conquisterà anche la maglia rosa. Inoltre, la seconda frazione della medesima tappa, corsa lo stesso giorno della prima, ha avuto come partenza Rodi per concludersi a Vieste. modifica Cittadini illustriRodi ha dato i natali a diversi personaggi famosi, tra cui ricordiamo:
modifica Amministrazione comunaleSindaco: Carmine d'Anelli (lista civica) dal 29/05/2007 modifica Evoluzione demograficaAbitanti censiti modifica Rodi Garganico nella LetteraturaRodi Garganico viene citato nel romanzo Il piatto piange di Piero Chiara, insieme a Vieste, come tappa dell'improbabile raid, come lo definisce l'autore, da Luino a Roma, di un vogatore del Lago Maggiore che innamoratosi di Edda Mussolini coinvolge un amico nella speranza che la circumnavigazione dell'Italia in barca a remi possa concludersi alla presenza della figlia del Duce.
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