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Rionero in Vulture, chiamato generalmente Rionero (Arnìur in dialetto locale), è un comune di circa 14.000 abitanti della provincia di Potenza. É stato insignito della Medaglia d’argento al merito civile per atti di abnegazione durante il secondo conflitto mondiale. La città di Rionero è conosciuta in Italia anche per la sua ricchezza di acque Minerali. Qui opera l'azienda "Fonti del Vulture", che produce la famosa "Acqua Lilia". Inoltre è un rinomato centro produttivo di vini, come l'Aglianico del Vulture, il Moscato bianco e di olio come l'Olio DOP del Vulture. modifica OnorificenzeMedaglia d'argento al merito civile «Centro occupato dalle truppe tedesche, durante l’ultimo conflitto mondiale subì violente rappresaglie e rastrellamenti che provocarono la morte di diciotto concittadini inermi. Nobile esempio di spirito di sacrificio ed elette virtù civiche.»
— Rionero in Vulture (PZ), Settembre 1943modifica GeografiaSi trova su due colline a sud-est del Vulture, vicino al confine con la Campania e la Puglia, a 645 metri sul livello del mare. Il suo territorio si estende per 53,1 km² ed i suoi abitanti sono divisi tra il centro abitato e le frazioni di Monticchio Bagni e Monticchio Sgarroni. modifica Clima
Il clima è rigido d'inverno e caldo temperato d'estate. Secondo i dati medi del trentennio 1961-1990, la temperatura media del mese più freddo, gennaio, si attesta a +4,4°C, mentre quella del mese più caldo, agosto, è di +23,0°C [1].
modifica StoriaLe origini del nome di questa cittadina non sono del tutto chiare. Secondo alcuni, la sua etimologia deriva da "Rivo Nigro" (ruscello nero) , sorgente affiorante dal tufo vulcanico (pozzolanico) di colore nero che attraversa il paese dividendolo in due parti (fonte ora conglobata nella fontana detta "Grande" o della "Baronessa"). Il territorio era abitato nel IV secolo a.C., come provano le tombe rinvenute nelle località "San Francesco", "Cappella del Priore" e "Padulo". Resti di un acquedotto di epoca romana sono visibili sulla fiumara di Ripacandida, nei pressi dell'attuale abitato. Scavi archeologici in corrispondenza della "Torre degli Embrici" hanno riportato alla luce nel 2004 un insediamento agricolo-termale, risalente agli ultimi secoli avanti Cristo e proseguito fino al tardo Medioevo. Le prime notizie storiche sul casale di "Santa Maria di Rivonigro" risalgono al 1152, quando è menzionato come feudo del vescovo di Rapolla. Nel 1316, in seguito ad un bando di Giovanni D'Angiò che accordava esenzioni e immunità per popolare l'allora neonata Atella, Rionero fu quasi del tutto abbandonata. Il Casale subì quindi una lunga storia alterna di popolamento e spopolamento per tutto il XVI ed il XVII secolo, fino a quando non si stabilirono una comunità di contadini discendenti dagli albanesi emigrati a Melfi nel quattrocento. Gravemente colpita dal terremoto del 1694, la sua popolazione in quel periodo non superava settecento persone. In seguito la nobile famiglia Caracciolo, ai quali spettava il feudo, concessero il disboscamento, il dissodamento e la coltivazione dei terreni occupati dai boschi della località "Gaudo" e in seguito allo sviluppo economico conseguente la popolazione subì un forte incremento: nel 1735 gli abitanti erano giunti a circa 3000, nel 1752 a circa 9000 e nel 1811 avevano superato gli 11000. Rionero divenne Comune autonomo con decreto di Gioacchino Murat l'1 maggio dello stesso anno. Con l'avvento dell'unità d'Italia, Rionero divenne uno dei maggiori centri delle rivolte brigantesche, dando i natali al famoso brigante Carmine Crocco detto "Donatelli", che, organizzando una banda di 2000 uomini, riuscì a soggiogare la Basilicata e mettere in crisi il nuovo governo di Vittorio Emanuele II. La cittadina è stata anche luogo di nascita del politico e scrittore Giustino Fortunato, uno dei più importanti attivisti lucani della cosidetta questione meridionale, assieme a Francesco Saverio Nitti di Melfi. Nel 1943, si registrò a Rionero una delle più tristi tragedie della sua storia, ove 18 rioneresi furono trucidati da alcune truppe naziste, di cui due morirono nell’assalto ai magazzini dei viveri. Una stele eretta sul luogo dell’eccidio ne ricorda la tragedia per la quale la città di Rionero ha ottenuto la Medaglia d’Argento al Merito Civile. I successivi e periodici flussi emigratori fecero diminuire la popolazione sino agli attuali 14.000 abitanti. modifica Evoluzione demograficaAbitanti censiti modifica Monumenti e luoghi d' interessemodifica Architetture religiose
modifica Architetture civilimodifica Palazzi
modifica Altri
modifica EconomiaRionero è uno rinomato produttore dell'Aglianico del Vulture, vino DOC considerato tra i migliori rossi d'Italia e un ottimo accompagnamento con l'arrosto e i formaggi molto stagionati. In aggiunta, il comune è un grande esportatore di acque minerali, le cui sorgenti rappresentano da millenni un grande bacino idrominerario. Le aziende Fonti del Vulture (ora parte della Coca Cola Company) e Fonti di Monticchio (residente nella frazione Monticchio Bagni) negli ultimi anni hanno ricevuto ottimi consensi ed esportano la loro produzione in tutta Italia. Altro prodotto da menzionare è l'olio d'oliva del Vulture, di colore giallo ambrato con riflessi verdi e di sapore fruttato con un lieve tono piccante. modifica Festività
modifica Sportmodifica CalcioLo sport principale della città è il calcio. La maggiore squadra locale è la C.S. Vultur Rionero che milita nel Campionato di Eccellenza della Basilicata. La società fu fondata nel 1921 da alcuni pionieri fra i quali Carlo Sforza e Mauro Corona che la nominarono "Vultur Circolo Sportivo". Agli inizi le discipline sportive praticate furono l'atletica, il pugilato ed il ciclismo. Dal 1923 al 1926 organizzò e partecipò ai Convegni Atletici Lucani con risultati più che soddisfacenti. Dal 1929 al 1930 fece la comparsa il calcio dilettantistico con calciatori locali come Amorosino Angelo ed il fratello Vito, Consiglio Michele, Bocchetti Alfredo, Volonnino Dario, Plastino Giovanni, Argentino Giuseppe, Traficante Renato. Negli anni del secondo conflitto mondiale, il calcio rivolse l'attenzione ai vivai giovanili che, alcuni anni dopo, portarono il C.S. Vultur nel campionato semiprofessionistico, 1958/59, grazie alla passione del suo presidente Pasquale Corona. A lui è intitolato lo stadio comunale di Rionero. L'altra squadra di Rionero è la Fortiduto San Tarcisio, nata nel 1972 dalla fusione delle due società San Tarcisio, per volere di padre Carlo Palestina e la Fortitudo, nata qualche anno dopo grazie al fondatore Carlo Pesacane. Attualmente la squadra milita nel campionato di I° Categoria Lucana. modifica CiclismoQuesta disciplina è rappresentata dalla Gran Fondo del Vulture, evento ciclistico a livello nazionale giunto alla sua VI edizione che coinvolge centinaia di ciclisti da tutta Italia, organizzato dalla società sportiva locale "Il Velocifero", la quale coordina anche il "giro dei castelli Federiciani", competizione rivolta e riservata alla categoria Allievi e Juniores. Il settore Mountain Bike è curato invece dalla sezione "MTB Vulture" della stessa società, che dal 2006 organizza annualmente il "Trofeo MTB Sette Colli", gara di ciclocross appartenente al Circuito Lucano MTB che vede ogni anno la partecipazione di centinaia di atleti provenienti da ogni parte d'Italia. Da ricordare anche che Rionero è stato anche traguardo del Gran Premio della Montagna di terza categoria del 91° Giro d'Italia della Tappa Potenza-Peschici. modifica Altri sportDa ricordare ancora in città le due società di basket AICS E VIRTUS, entrambe partecipanti al campionato Regionale di Serie D. La Rionero Volley, società di pallavolo locale, è una delle migliori società a livello giovanile Regionale, attualmente partecipa al Campionato Regionale di Serie C, ed è formatrice di tante giovani giocatrici. La Strarionero, giunta alla sua XX edizione, è un evento podistico che oggi riservato ai bambini della locale scuola elementare con una notevole partecipazione (circa 450), ma che ha avuto ottime edizioni a livello nazionale con partecipazione di atleti di ottimo livello. Da menzionare ancora, il motoraduno organizzato dal Motoclub "Giacinto Cerviere", da sei anni a livello Nazionale, ma organizzato da circa 12 anni, che prevede la partecipazione di tanti centauri. modifica Tradizioni e folkloreIn questa cittadina (ma del resto in tutta la zona del Vulture) è conosciuto il mito del "munacidd" (chiamato anche, in maniera meno diffusa, "gravand"). I "munacidd" sono spiriti di bambini morti che non sono stati battezzati e, di conseguenza, non sono andati in Paradiso. Questi si presentano negli orari notturni (secondo la tradizione alle tre del mattino) e disturbano le persone che dormono in posizione supina. Il "munacidd" si posiziona sull'addome del suo bersaglio, facendogli avvertire un forte dolore allo stomaco. Se la persona riesce a svegliarsi, il "munacidd" scompare. Per altri, invece, se il malcapitato riesce ad acchiappare il suo “cuppulin” (il cappello), il giorno dopo riuscirà a trovare dei soldi sotto il cuscino o a farsi dire il sito di un eventuale tesoro. Altra leggenda metropolitana vuole che le massaie possedenti un terreno coltivato in campagna non possono andare a raccogliere verdura durante la controra estiva, altrimenti saranno costrette a subire la collera degli spiriti maligni. modifica Sanità
modifica Personalità legate a Rionero
modifica Amministrazione comunaleSindaco: Antonio Placido (centrosinistra) dal 30/05/2006 modifica Note
modifica Voci correlatemodifica Bibliografia
modifica Altri progetti
modifica Collegamenti esterniBasilicata · Comuni della provincia di Potenza
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