Rionero in Vulture.html

 
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Rionero in Vulture
Panorama di Rionero in Vulture
Stato: bandiera Italia
Regione: Basilicata
Provincia: stemma Potenza
Coordinate: 40°55′0″N 15°40′0″E / 40.91667, 15.66667Coordinate: 40°55′0″N 15°40′0″E / 40.91667, 15.66667
Altitudine: 643 m s.l.m.
Superficie: 53 km²
Abitanti:
13.505 31-05-2008
Densità: 255 ab./km²
Frazioni: Monticchio Bagni, Monticchio Sgarroni 
Comuni contigui: Aquilonia (AV), Atella, Barile, Calitri (AV), Melfi, Rapolla, Ripacandida, Ruvo del Monte
CAP: 85028
Pref. telefonico: 0972
Codice ISTAT: 076066
Codice catasto: H307 
Nome abitanti: rioneresi 
Santo patrono: San Marco,Madonna del Carmelo 
Giorno festivo: 25 aprile  
Comune
Posizione del comune nell'Italia
Sito istituzionale
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Rionero in Vulture, chiamato generalmente Rionero (Arnìur in dialetto locale), è un comune di circa 14.000 abitanti della provincia di Potenza. É stato insignito della Medaglia d’argento al merito civile per atti di abnegazione durante il secondo conflitto mondiale. La città di Rionero è conosciuta in Italia anche per la sua ricchezza di acque Minerali. Qui opera l'azienda "Fonti del Vulture", che produce la famosa "Acqua Lilia". Inoltre è un rinomato centro produttivo di vini, come l'Aglianico del Vulture, il Moscato bianco e di olio come l'Olio DOP del Vulture.

Indice

modifica Onorificenze

Medaglia d'argento al merito civile - nastrino per uniforme ordinaria

Medaglia d'argento al merito civile

«Centro occupato dalle truppe tedesche, durante l’ultimo conflitto mondiale subì violente rappresaglie e rastrellamenti che provocarono la morte di diciotto concittadini inermi. Nobile esempio di spirito di sacrificio ed elette virtù civiche.»
— Rionero in Vulture (PZ), Settembre 1943

modifica Geografia

Si trova su due colline a sud-est del Vulture, vicino al confine con la Campania e la Puglia, a 645 metri sul livello del mare. Il suo territorio si estende per 53,1 km² ed i suoi abitanti sono divisi tra il centro abitato e le frazioni di Monticchio Bagni e Monticchio Sgarroni.

modifica Clima

Per approfondire, vedi la voce Stazione meteorologica di Monticchio Bagni.

Il clima è rigido d'inverno e caldo temperato d'estate. Secondo i dati medi del trentennio 1961-1990, la temperatura media del mese più freddo, gennaio, si attesta a +4,4°C, mentre quella del mese più caldo, agosto, è di +23,0°C [1].


MONTICCHIO BAGNI Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Inv Pri Est Aut
Temp. max. media (°C) 7.7 9.5 12.1 17.1 21.3 26.9 29.7 30.3 25.5 18.4 13.3 10.5 9.2 16.8 29 19.1 18.5
Temp. min. media (°C) 1.1 1.9 3.3 6.4 9.0 14.5 15.7 15.7 13.1 9.2 5.9 3.6 2.2 6.2 15.3 9.4 8.3



modifica Storia

Le origini del nome di questa cittadina non sono del tutto chiare. Secondo alcuni, la sua etimologia deriva da "Rivo Nigro" (ruscello nero) , sorgente affiorante dal tufo vulcanico (pozzolanico) di colore nero che attraversa il paese dividendolo in due parti (fonte ora conglobata nella fontana detta "Grande" o della "Baronessa"). Il territorio era abitato nel IV secolo a.C., come provano le tombe rinvenute nelle località "San Francesco", "Cappella del Priore" e "Padulo".

Resti di un acquedotto di epoca romana sono visibili sulla fiumara di Ripacandida, nei pressi dell'attuale abitato. Scavi archeologici in corrispondenza della "Torre degli Embrici" hanno riportato alla luce nel 2004 un insediamento agricolo-termale, risalente agli ultimi secoli avanti Cristo e proseguito fino al tardo Medioevo. Le prime notizie storiche sul casale di "Santa Maria di Rivonigro" risalgono al 1152, quando è menzionato come feudo del vescovo di Rapolla. Nel 1316, in seguito ad un bando di Giovanni D'Angiò che accordava esenzioni e immunità per popolare l'allora neonata Atella, Rionero fu quasi del tutto abbandonata. Il Casale subì quindi una lunga storia alterna di popolamento e spopolamento per tutto il XVI ed il XVII secolo, fino a quando non si stabilirono una comunità di contadini discendenti dagli albanesi emigrati a Melfi nel quattrocento.

Gravemente colpita dal terremoto del 1694, la sua popolazione in quel periodo non superava settecento persone. In seguito la nobile famiglia Caracciolo, ai quali spettava il feudo, concessero il disboscamento, il dissodamento e la coltivazione dei terreni occupati dai boschi della località "Gaudo" e in seguito allo sviluppo economico conseguente la popolazione subì un forte incremento: nel 1735 gli abitanti erano giunti a circa 3000, nel 1752 a circa 9000 e nel 1811 avevano superato gli 11000. Rionero divenne Comune autonomo con decreto di Gioacchino Murat l'1 maggio dello stesso anno.

Con l'avvento dell'unità d'Italia, Rionero divenne uno dei maggiori centri delle rivolte brigantesche, dando i natali al famoso brigante Carmine Crocco detto "Donatelli", che, organizzando una banda di 2000 uomini, riuscì a soggiogare la Basilicata e mettere in crisi il nuovo governo di Vittorio Emanuele II. La cittadina è stata anche luogo di nascita del politico e scrittore Giustino Fortunato, uno dei più importanti attivisti lucani della cosidetta questione meridionale, assieme a Francesco Saverio Nitti di Melfi. Nel 1943, si registrò a Rionero una delle più tristi tragedie della sua storia, ove 18 rioneresi furono trucidati da alcune truppe naziste, di cui due morirono nell’assalto ai magazzini dei viveri. Una stele eretta sul luogo dell’eccidio ne ricorda la tragedia per la quale la città di Rionero ha ottenuto la Medaglia d’Argento al Merito Civile. I successivi e periodici flussi emigratori fecero diminuire la popolazione sino agli attuali 14.000 abitanti.

modifica Evoluzione demografica

Abitanti censiti


modifica Monumenti e luoghi d' interesse

modifica Architetture religiose

Chiesa di San Marco
  • Chiesa di San Marco Evangelista (o Chiesa Madre) - Costruita nel 1695, fu dedicata nel 1700 a San Marco Evangelista, patrono di Rionero. Fino al 1728 presentava una navata, ma in seguito venne ricostruita completamente secondo la struttura attuale a croce latina, con la facciata in stile barocco e con tre navate. L'interno è costituito da una cupola, due cappelle laterali, soffitto a cassettoni nella navata centrale. Nel 1798 ebbe il titolo di "Arcipretura collegiata di San Marco Evangelista", retta da un regolamento e da norme molto restrittive. I terremoti del 1851, 1930 e 1980 hanno seriamente danneggiato la struttura, più volte restaurata nel rifacimento del soffitto, del tetto e degli altari.
  • Chiesa del SS. Sacramento - fu edificata ove era situata l’antica chiesa di Santa Maria di Rivonigro, cuore del primitivo nucleo abitato scomparso nella prima metà del 1300. Fu parrocchia rurale concessa agli albanesi nel 1530, che praticarono il rito greco fino al 1627, quando il vescovo di Melfi, Diodato Scaglia, li indusse al rito latino. In origine l’edificio era formato da un'unica navata e nel 1794 venne ampliato con l’aggiunta di una navata laterale. Nel 1826 la "Confraternità dei Morti" fece sostituire il vecchio campanile con un altro a base quadrata, la cui cuspide è stata ripristinata nel 2004, dopo essere stata danneggiata dal terremoto del 1980. Nella Sacrestia è conservata una tela del XVI secolo, “la Madonna col Bambino e San Giovannino” di Luca Giordano.
  • Chiesa della SS. Annunziata - La data di costruzione è piuttosto incerta (si pensa agli inizi del 1700, analizzando le decorazioni di tardo barocco del soffitto). La chiesa della SS. Annunziata sorse come oratorio privato per conto del nobile di Rionero Marcantonio Di Silvio, che la dedicò alla B.V.(Beata Vergine) Annunziata. Secondo i primi registri di battesimi, matrimoni e defunti, l'edificio divenne parrocchia nel 1780. Dopo i lavori di restauro, la parrocchia, su richiesta dei cittadini, fu spostata nella "Chiesa di Caravaggio" nel rione "Costa" fino al mese di maggio 1831, quando il vescovo Sellitti ne permise il ritorno. A causa del terremoto del 1851, la parrocchia tornò di nuovo nella "Chiesa di Caravaggio" (dopo verrà riportata nel suo luogo originario definitivamente). Dopo il terremoto del 1980, il parrocco Don Domenico Travierso fece apportare altre restaurazioni: i pilastri vennero rinforzati, la torre campanaria venne abbattuta e la porta d'ingresso venne rifatta con decorazioni di lamine bronzee.
Chiesa del SS Sacramento
  • Chiesa di Sant'Antonio Abate - di origini incerte, si pensa sia stata costruita dagli abati benedettini di Monticchio tra la fine del XII secolo e l'inizio del XIII, stando allo stile architettonico dei muri e delle finistre molto simile a quello del castello e della Cattedrale di Santa Maria Assunta di Melfi e della Abbazia della SS. Trinità di Venosa. L'edificio ha subito vari restauri dopo i terremoti del 1316, 1651, 1851. La chiesa di Sant'Antonio fu anche luogo di incontro il 1 aprile 1502 tra Ludovico d’Armagnac, duca di Nemours e Consalvo Fernandez di Cordova, supremi comandanti degli eserciti francese e spagnolo, incontratisi per decidere la spartizione del Regno di Napoli. Una dimostrazione è una lapide posta all'esterno che ricorda questa riunione.
  • Chiesa di San Nicola - cappella privata fatta costruire da don Leonardo De Martinis per la sua famiglia nel 1769 in onore di San Nicola di Bari. In passato esisteva anche la Chiesa di Caravaggio, consacrata dal vescovo Luca Antonio della Gatta, costituita da una navata e da un unico altare alla Madonna di Caravaggio. Venne distrutta dal terremoto del 1930 e non fu più riedificata. Altri edifici religiosi sono la Chiesa del Santissimo, dedicata a San Michele, e la Chiesa di San Pasquale, costruita dai Corona, famiglia agiata del posto, nel 1773.

modifica Architetture civili

modifica Palazzi

Palazzo Fortunato
  • Palazzo Fortunato - il più importante degli edifici signorili della città. Fu costruito agli inizi del '700, quando Carmelo Fortunato, ascendente di Giustino, lasciò Giffoni Sei Casali per stabilirsi a Rionero. Tra la fine del '700 e gli inizi dell'800, il palazzo venne ampliato dal figlio Pasquale e, in seguito, dal nipote Anselmo. Qui l'11 aprile 1807 si fermarono i sovrani Giuseppe Bonaparte, durante un viaggio da Venosa a Valva, e Ferdinando di Borbone, il quale, partito da Potenza, doveva giungere a Melfi. Nel 1970, il Palazzo Fortunato è stato acquistato dall'amministrazione comunale e, attualmente, ospita la Biblioteca Comunale ed è sede di varie manifestazioni culturali.
  • Palazzo Pierro - situato nel centro storico, fu costruito nella seconda metà del XVIII secolo, come attestato dalla data incisa sulla chiave del portale in pietra viva. I proprietari erano persone di spicco della zona, ad esempio l'avvocato Francesco "Ciccio" Pierro è stato sindaco della località per vari anni, oltre che consigliere e deputato provinciale. Dopo il terremoto del 1980, il Palazzo Pierro fu oggetto di ristrutturazione, conservando lo stile architettonico originario.
  • Palazzo Giannattasio - XVII secolo
  • Palazzo Catena - XVII secolo
  • Palazzo Ciasca - casa natale del senatore Raffaele Ciasca e inagibile a causa del terremoto del 1980
  • Palazzo Rotondo - attuale sede del Municipio.

modifica Altri

Orologio del Rione Costa
  • Orologio del "Rione Costa" - in genere chiamato Orologio della Costa, sorge nel rione omonimo ed offre un suggestivo panorama del comune. Venne costruito su commissione della Giunta comunale (delibera del 21/12/1888) per collocarvi il vecchio orologio. Il progetto venne attuato dal perito Giulio Pallottino, mentre la costruzione venne curata dal muratore Francesco Di Lonardo. La sua posizione strategica garantiva a tutti i cittadini (a quel tempo) di poter osservare l'orario in qualsiasi punto della città, ai tempi in cui l'orologio non era alla portata di tutti.
  • Monumento ai Caduti della Prima Guerra Mondiale, collocato vicino alla Chiesa del SS. Sacramento, per onorare i 180 rioneresi morti durante il conflitto. Inaugurato il 26 giugno 1927, è sormontato da una scultura che rappresenta due giovani soldati e dietro domina la statua della dea Minerva, simbolo della Vittoria.
  • Stele ai Trucidati della Seconda Guerra Mondiale - eretta nel "Rione Sant'Antonio", nello stesso punto in cui 16 rioneresi furono barbaramente uccisi dai soldati nazisti il 24 settembre 1943. Il 29 settembre 2003, l'on. Pierferdinando Casini, allora presidente della camera dei deputati, giunse a Rionero per rendere omaggio al loro sacrificio e donare al comune la medaglia al merito civile.

modifica Economia

Rionero è uno rinomato produttore dell'Aglianico del Vulture, vino DOC considerato tra i migliori rossi d'Italia e un ottimo accompagnamento con l'arrosto e i formaggi molto stagionati. In aggiunta, il comune è un grande esportatore di acque minerali, le cui sorgenti rappresentano da millenni un grande bacino idrominerario. Le aziende Fonti del Vulture (ora parte della Coca Cola Company) e Fonti di Monticchio (residente nella frazione Monticchio Bagni) negli ultimi anni hanno ricevuto ottimi consensi ed esportano la loro produzione in tutta Italia. Altro prodotto da menzionare è l'olio d'oliva del Vulture, di colore giallo ambrato con riflessi verdi e di sapore fruttato con un lieve tono piccante.

modifica Festività

  • 17 gennaio - Festa in onore di Sant’Antonio Abate presso la chiesa di Sant’Antonio
  • 19 marzo - Tradizionali falò sparsi nei rioni della città
  • Giovedì Santo - Sacra Rappresentazione dell’Ultima Cena presso il Palazzo Fortunato
  • Sabato Santo - Sacra Rappresentazione della Passione di Cristo. Processione per le vie della città.
  • 2 maggio - Festa di San Mauro
  • 13 giugno - Processione in onore di Sant'Antonio
  • 2° domenica di agosto' - Festa in onore della Madonna del Carmelo
  • 24 settembre - Anniversario dell’eccidio nazi-fascista
  • 26 settembre - Festa dei SS. Medici
  • 24-25 dicembre - Presepe vivente

modifica Sport

modifica Calcio

Lo sport principale della città è il calcio. La maggiore squadra locale è la C.S. Vultur Rionero che milita nel Campionato di Eccellenza della Basilicata. La società fu fondata nel 1921 da alcuni pionieri fra i quali Carlo Sforza e Mauro Corona che la nominarono "Vultur Circolo Sportivo". Agli inizi le discipline sportive praticate furono l'atletica, il pugilato ed il ciclismo. Dal 1923 al 1926 organizzò e partecipò ai Convegni Atletici Lucani con risultati più che soddisfacenti. Dal 1929 al 1930 fece la comparsa il calcio dilettantistico con calciatori locali come Amorosino Angelo ed il fratello Vito, Consiglio Michele, Bocchetti Alfredo, Volonnino Dario, Plastino Giovanni, Argentino Giuseppe, Traficante Renato. Negli anni del secondo conflitto mondiale, il calcio rivolse l'attenzione ai vivai giovanili che, alcuni anni dopo, portarono il C.S. Vultur nel campionato semiprofessionistico, 1958/59, grazie alla passione del suo presidente Pasquale Corona. A lui è intitolato lo stadio comunale di Rionero. L'altra squadra di Rionero è la Fortiduto San Tarcisio, nata nel 1972 dalla fusione delle due società San Tarcisio, per volere di padre Carlo Palestina e la Fortitudo, nata qualche anno dopo grazie al fondatore Carlo Pesacane. Attualmente la squadra milita nel campionato di I° Categoria Lucana.

modifica Ciclismo

Questa disciplina è rappresentata dalla Gran Fondo del Vulture, evento ciclistico a livello nazionale giunto alla sua VI edizione che coinvolge centinaia di ciclisti da tutta Italia, organizzato dalla società sportiva locale "Il Velocifero", la quale coordina anche il "giro dei castelli Federiciani", competizione rivolta e riservata alla categoria Allievi e Juniores. Il settore Mountain Bike è curato invece dalla sezione "MTB Vulture" della stessa società, che dal 2006 organizza annualmente il "Trofeo MTB Sette Colli", gara di ciclocross appartenente al Circuito Lucano MTB che vede ogni anno la partecipazione di centinaia di atleti provenienti da ogni parte d'Italia. Da ricordare anche che Rionero è stato anche traguardo del Gran Premio della Montagna di terza categoria del 91° Giro d'Italia della Tappa Potenza-Peschici.

modifica Altri sport

Da ricordare ancora in città le due società di basket AICS E VIRTUS, entrambe partecipanti al campionato Regionale di Serie D. La Rionero Volley, società di pallavolo locale, è una delle migliori società a livello giovanile Regionale, attualmente partecipa al Campionato Regionale di Serie C, ed è formatrice di tante giovani giocatrici. La Strarionero, giunta alla sua XX edizione, è un evento podistico che oggi riservato ai bambini della locale scuola elementare con una notevole partecipazione (circa 450), ma che ha avuto ottime edizioni a livello nazionale con partecipazione di atleti di ottimo livello. Da menzionare ancora, il motoraduno organizzato dal Motoclub "Giacinto Cerviere", da sei anni a livello Nazionale, ma organizzato da circa 12 anni, che prevede la partecipazione di tanti centauri.

modifica Tradizioni e folklore

In questa cittadina (ma del resto in tutta la zona del Vulture) è conosciuto il mito del "munacidd" (chiamato anche, in maniera meno diffusa, "gravand"). I "munacidd" sono spiriti di bambini morti che non sono stati battezzati e, di conseguenza, non sono andati in Paradiso. Questi si presentano negli orari notturni (secondo la tradizione alle tre del mattino) e disturbano le persone che dormono in posizione supina. Il "munacidd" si posiziona sull'addome del suo bersaglio, facendogli avvertire un forte dolore allo stomaco. Se la persona riesce a svegliarsi, il "munacidd" scompare. Per altri, invece, se il malcapitato riesce ad acchiappare il suo “cuppulin” (il cappello), il giorno dopo riuscirà a trovare dei soldi sotto il cuscino o a farsi dire il sito di un eventuale tesoro. Altra leggenda metropolitana vuole che le massaie possedenti un terreno coltivato in campagna non possono andare a raccogliere verdura durante la controra estiva, altrimenti saranno costrette a subire la collera degli spiriti maligni.
Altra tradizione è l'usanza ormai persa di non benedire gli animali ma di utilizzare l'espressione "morb fess" (morbo fesso) altrimenti l'animale potrebbe morire.

modifica Sanità

Per approfondire, vedi la voce Ospedale Regionale Oncologico CROB.

modifica Personalità legate a Rionero

modifica Amministrazione comunale

Sindaco: Antonio Placido (centrosinistra) dal 30/05/2006
Centralino del comune: 0972 729111
Posta elettronica: info@comune.rioneroinvulture.pz.it

modifica Note

  1. ^ http://erg7118.casaccia.enea.it/profili/tabelle/597%20%5BRionero%20in%20Vulture%5D%20Bagni%20di%20Monticchio.Txt Tabella climatica

modifica Voci correlate

modifica Bibliografia

  • Antonio Canino, Basilicata Calabria , Touring Editore, 1980 .
  • AA. VV, Patrimonio Artistico di Rionero in Vulture, Litostampa Ottaviano, 2007 .

modifica Altri progetti

modifica Collegamenti esterni


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