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La Provincia di Brindisi è una provincia della Puglia meridionale situata nella subregione del Salento. Comprende 20 comuni e conta 402.985 abitanti. Affacciata a nord-est sul Mar Adriatico, confina a nord con la Provincia di Bari, a ovest con la Provincia di Taranto e a sud-est con la Provincia di Lecce.
modifica Creazione della ProvinciaLa provincia è stata istituita nel 1927 dalla scissione dell'antica regione della Terra d'Otranto, suddivisa nelle tre province salentine. La provincia fu realizzata con l'unione di parte della allora Provincia di Lecce (18 comuni) e con due comuni della allora Provincia di Bari (Cisternino e Fasano). Il suo stemma è quello di un cervo, e ci sono due ipotesi sulle sue origini: la città potrebbe essere sorta in luogo che già i Messapi sapevano essere l'habitat naturale del cervo, in lingua Messapica brunda, da cui il nome Brindisi, oppure lo stesso nome sarebbe stato attribuito per via della conformazione della costa dove oggi sorge il porto cittadino, penetrata da un braccio di mare biforcuto, che ricorderebbe le corna di un cervo. modifica Storia
modifica Origini
Egnazia vista da una delle tre traverse attualmente scoperte della Via Traiana. Sullo sfondo, le mura dell'acropoli.
Tra il XII e l'XI secolo a.C. il territorio dell'attuale provincia era abitato da popoli indigeni mescolatisi con popolazioni d'origine cretese-micenea. Successivamente furono invasi da genti Illiriche provenienti da Sparta e dalla Grecia. Nacque così dalla fusione di tali popoli una civiltà del tutto particolare, gli Iapigi-Messapi, che costruirono le prime città fortificate, di cui alcune ancora oggi esistenti e la prima rete stradale, poi ricalacata dalle civiltà successiva e più o meno rimasta nelle sue linee generali invariata. I Messapi si insediarono in diversi centri a macchia di leopardo, alcuni di questi divennero le odierne città di Brindisi, Mesagne, Oria, Carovigno, Villa Castelli, Ceglie Messapica e San Pancrazio Salentino. Importanti i siti archeologici siti in Pezza Petrosa nel territorio di Villa Castelli; Egnazia presso Fasano,e Muro Tenente presso Mesagne. Nel periodo messapico, la terra di Brindisi disponeva di tre porti: Egnazia, vicino l'odierna Fasano che fu distrutta poi dai Goti nel VI secolo, quello di Brindisi. Dovevano inoltre essere presenti altri approdi secondari. La provincia seguì la storia dell'intero Salento, fu conquistato dai Romani nel 267-266 a.C.. Brindisi, divenne colonia latina nel 244 a.C. e poi municipio nell'89 a.C. crescendo economicamente e strategicamente per la posizione e per la ricchezza dei prodotti agricoli: l'olio, il vino e il frumento. Anche Oria, per la sua posizione tra Taranto e Brindisi conservò la sua importanza tanto da farvi passare la via Appia. Successivamente, nel 109 d.C., l'imperatore Traiano ordinò di lastricare la via che prese appunto il nome di Via Traiana, seguendo la costa. Di notevole importanza in questo periodo l'artigianato: nelle fornaci di Apani e Giancola venivano realizzate le ànfore che contenevano vini e oli e raggiungevano i porti della Grecia, dell'Egitto, della Siria e del Mar Nero. modifica Medioevo
Brindisi, colonna sulla via Appia
Con la caduta dell'Impero Romano d'Occidente nel 476 e il successivo dominio dei Bizantini, il territorio della provincia era parte della Diocesi di Oria, che ha protetto i territori dalle guerre tra Goti e Greci e dai continui attacchi dei Saraceni sulla costa. Tra il IV e V secolo d.C. cominciono a nascere i primi luoghi di culto cristiano, nei secoli successivi si diffondono anche degli insediamenti rupestri, come le Grotte di San Biagio nelle vicinanze di San Vito dei Normanni. Nel VII secolo Brindisi ed il Vescovado di Oria furono conquistate dai Longobardi. Le popolazioni conobbero un periodo di migrazione dalle zone costiere verso l'entroterra, in particolare le Murge meridionali che offrivano maggiore sicurezza dovuta all'altezza; nonostante ciò i Saraceni riuscirono comunque ad incendiare la foresta di Oria. Il territorio conobbe un nuovo periodo di rinascita con i Normanni che elevarono la sede episcopale ad arcivescovado e costruirono numerosissime chiese e castelli (Carovigno, San Vito dei Normanni, Mesagne) ancora oggi esistenti. Il porto di Brindisi divenne importantissimo per le crociate e la popolazione ritornò ad abitare città sul mare. Anche gli Svevi, con Federico II, lasciarono il loro segno: costruirono il castello fortezza di Oria per controllare l'Adriatico e il Mar Jonio ed il castello "di terra" a Brindisi, nel punto in cui termina la via Appia, e ampliarono i castelli di Mesagne e del resto della provincia. Sotto gli Angioini, il porto di Brindisi continuò a crescere e divenne lo scalo principale per il commercio con Oriente, ma anche per la Sicilia. Nel 1450 circa, il principe di Taranto Giovanni Antonio Orsini Del Balzo, volendo difendere meglio la città, realizzò l'interramento del canale che collegava il porto interno a quello esterno. Si trattava di un espediente strategico non originale: 1400 anni prima era già stato utilizzato da Cesare nella guerra contro Pompeo). Ci furono degli effetti collaterali disastrosi: le acque stagnanti causarono la malaria, che si ripercosse nei secoli successivi come causa principale del declino economico, dell'elevata mortalità, e di una nuova migrazione verso l'entroterra, più salubri. Gli insediamenti rurali si svilupparono con fortuna soprattutto nei territori di Francavilla, San Vito dei Normanni, Ostuni, Fasano. Sotto il dominio degli Aragonesi e il nuovo pericolo degli attacchi dei Turchi, che nel 1480 avevano assediato Otranto, le aree costiere tornarono ad essere fortificate. Un esempio di tali fortificazioni è il comune di Torchiarolo, dove furono costruite case e corti fortificate circondate da un robusto muro di cinta. modifica Storia modernaA partite dal XVII secolo i comuni interni ritornarono a svilupparsi a causa dell'incremento demografico e lo sviluppo delle colture agricole. In questo periodo i feudi di Francavilla e Oria e degli Ungaro a Villa Castelli raggiunsero l'àpice della loro potenza. Nel porto di furono ripristinati i traffici delle grandi navi mercantili per decisione dei Borboni. La vera e propria rinascita della città di Brindisi avvenne nel 1870, con l'apertura della cosiddetta "Valigia delle Indie", la linea mercantile prima ferroviaria e poi marittima che collegava rapidamente, attraverso il porto brindisino e il canale di Suez, Londra all'India. Tra il XIX e il XX secolo si sviluppa l'industria della trasformazione dei prodotti agricoli a Brindisi, San Pietro Vernotico, Mesagne, Ostuni e Fasano; inoltre si diffusero gli stabilimenti vinicoli e oleari. A Brindisi nacquero le fabbriche di botti per il commercio del vino. modifica Storia contemporaneaDurante la Grande Guerra Brindisi contribuì in maniera preponderante agli eventi bellici sfruttando l'ampiezza e la sicurezza del porto e le industrie meccaniche lavorarono a ritmi frenetici. Non mancarono i conflitti interni, durante il Biennio Rosso. Nel 1921 a Villa Castelli i contadini e i cavalieri di Vittorio Veneto avanzano la prima richiesta di indipendenza da Francavilla Fontana, inizia la prima ondata di occupazione delle terre, nasce il sindacato. Nel 1927, nonostante la resistenza di molti centri comunali, in pieno ventennio fascista venne istituita, la provincia di Brindisi con un territorio che comprende venti Comuni. Nei primi anni sessanta a Brindisi, fu realizzata una grande industria petrolchimica che si aggiungeva alle imprese meccaniche e aeronavali che ha potuto dare lavoro a tecnici e operai provenienti del territorio provinciale, ma anche dalle province e regioni limitrofe. Il territorio provinciale invece si specializza nell-agricoltura di tipo intensivo caratterizzata da piccole e medie imprese. Con la crisi della grande industria chimica e la creazione di un grande polo industiale a Taranto, si è verificata una migrazione degli operai specializzati verso Bari e Taranto. Oggi il territorio della provincia conosce il successo del processo di terziarizzazione dell'economia che punta sullo sviluppo e la commercializzazione di prodotti locali di qualità, nonché una valorizzazione del suo patrimonio artistico e naturalistico che sono alla base di un solido turismo culturale. modifica Comuni e DemografiaI comuni della Provincia sono 20. In ordine di popolosità sono i seguenti:
modifica Geografia
modifica Aree Protette
modifica Trasporti e Collegamentimodifica Statali e ProvincialiStrade Statali
modifica Aeroporto Internazionale del SalentoL'aeroporto di Brindisi (Papola-Casale) ha collegamenti giornalieri con le maggiori città italiane ed europee. Lo scalo, distante 6 km dal centro cittadino, serve l'intera provincia di Brindisi, quella di Taranto (in parte) e quella di Lecce. Nel 2004 sono transitati complessivamente 754.289 passeggeri, sono state imbarcate e sbarcate merci per 805.108 t, vi hanno fatto scalo 9.418 aeromobili. Collegato con le città della provincia attraverso la linea della Pugliairbus, progetto della società Aeroporti Pugliesi. L'aeroporto è dotato di due piste, una in direzione NW-SE lunga 2.628 m, l'altra in direzione NE-SW lunga 1.970 m. Attivo già prima della seconda guerra mondiale, l'aeroporto di Brindisi ebbe dal 1928 regolari collegamenti aerei con Valona in Albania cui seguirono quelli, dal 1933, sulla linea Brindisi - Atene - Rodi e Brindisi- Atene - Istanbul. Interrotta nel 1943 per gli eventi bellici, l'attività civile riprese regolarmente nel 1947. Tra il 1960 e il 1970 la seconda pista viene allungata fino ai 2.628 metri attuali. Negli anni ottanta le strutture vengono sostanzialmente modificate con l'edificazione di una serie di edifici, tra cui una caserma dei Vigili del Fuoco ed una struttura per il traffico merci. Attualmente, la struttura è gestita dalla S.E.A.P. - Aeroporti di Puglia, ed è parte del sistema aeroportuale pugliese con gli scali Bari Karol Wojtyla, Foggia "Gino Lisa" e Taranto-Grottaglie. modifica Economia
modifica Luoghi di interesseLa costa, lunga 80,606 km in parte rocciosa, è ricca di piccoli approdi ed insenature che si alternano a lunghe spiagge sabbiose. Importanti ed avviati insediamenti turistici sono a nord del capoluogo. Non mancano importanti zone naturalistiche protette: di particolare pregio ambientale sono da segnalare Torre Guaceto ed il Parco delle Dune costiere da Torre Canne a Torre San Leonardo Lungo tutto questo percorso sono stati individuati i resti di ben 431 fortificazioni, tra torri e altri sistemi di avvistamento e difesa della costa. Testimonianze storiche di grande interesse come i numerosi castelli, presenti quasi in ogni paese, da quelli importanti nati come poderosi sistemi di fortificazione a quelli realizzati come residenze di alcuni sovrani, ad altri trasformati nel tempo in abitazioni fortificate o palazzi baronali. Un territorio di grande vocazione agricola, dove dominano l'olivo, circa 60 mila ettari di uliveti con piante secolari che assumono forme uniche e particolari, un patrimonio di assoluto valore paesaggistico, e i vigneti (25 mila ettari) con le uve tipiche del Negroamaro, della Malvasia e l’Ostuni Ottavianello dal quale si producono vini a Denominazione di Origine Controllata. Sulle colline della Valle d'Itria, tra le campagne delimitate da antichi e caratteristici muretti a secco, non mancano i mandorleti, mentre in pianura i pescheti si alternano agli altri frutteti. Numerose e differenti coltivazioni ortive di qualità, come il pomodoro, il carciofo, i cereali, e le angurie. Da questi nascono gli originali piatti della gastronomia locale, genuina e profumata. Alle zone coltivate seguono le aree boschive e la macchia mediterranea. La campagna è divenuta nel tempo ideale sede di vacanze agrituristiche nelle tante Masserie, alcune fortificate, o in abitazioni signorili e nei tipici e bianchi Trulli, dove è facile incontrare importanti insediamenti rupestri, con cripte e tempietti originati dal VI secolo ad opera dei monaci basiliani (Grotte di San Biagio a San Vito dei Normanni). Alti cumuli di pietre, che rappresentano le misteriose Specchie, installazioni megalitiche nate in epoca remota come torri di avvistamento o come luoghi di sepoltura, spiccano all’improvviso nelle zone tra Francavilla, Villa Castelli e Ceglie. Aree archeologiche di epoca messapica e romana sono presenti in tutta l’area provinciale, con necropoli, terme, strade, cinte murarie e domus, hanno fornito numerosi reperti (monete, ceramiche, statue) oggi custoditi nei musei. Importantissimi esempi di architettura del periodo Barocco e Romanico. L'unicità del borgo di Ostuni con le case in calce bianca. modifica Culturamodifica Biblioteche della Provincia
modifica Teatri
modifica Arte e Monumentimodifica Castelli
modifica Musei
modifica Architetture religiose
modifica Manifestazioni
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modifica Galleria fotografica
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