Polesine.html

 
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bussola Disambiguazione – Se stai cercando altri toponimi con la parola Polesine, vedi Polesine (disambigua).
Questa cartina individua la posizione del Polesine odierno in Italia.

Il Polesine è una regione storica e geografica italiana la cui identificazione ha subito variazioni nel corso dei secoli. Al giorno d'oggi si identifica con la provincia di Rovigo[1] o genericamente con la regione del Veneto situata tra il basso corso dei fiumi Adige e Po fino al Mar Adriatico[2], comprendendo anche la bassa veronese e parte del comune di Cavarzere in provincia di Venezia. In passato aveva compreso anche la parte della provincia di Ferrara a nord del Po di Volano.

Indice

modifica Etimologia

Il nome Polesine è una voce veneta (in ortografia classica) che deriva dal latino medievale pollìcinum o polìcinum ossia "terra paludosa". Anticamente era usato come nome comune per indicare uno di tanti isolotti piatti di terra emersa che si trovano all'interno del corso di uno o più fiumi[1], dal carattere precario e destinati ad essere nuovamente sommersi alla successiva alluvione.

Il nome fa quindi riferimento alla caratteristica principale di questo territorio così come si presentava dopo gli sconvolgimenti idrografici seguiti alla caduta dell'Impero Romano d'Occidente e la conseguente scarsa manutenzione dei fiumi. Si può dunque parlare propriamente di "Polesine" solamente a partire dal Medioevo.

modifica Geografia

Per approfondire, vedi la voce Provincia di Rovigo.

Il territorio del Polesine si è modificato nel corso dei secoli seguendo i cambiamenti dei due fiumi che ne hanno delimitato i confini; siccome il Po e l'Adige sono il primo e il terzo fiume italiano per portata, il territorio ha dovuto da sempre smaltire una enorme quantità d'acqua. Un terzo fiume attraversa il Polesine mantenendo il proprio corso tra i due fiumi principali: il Tartaro-Canalbianco.

Per questo motivo il Polesine è solcato da una fitta rete di canali di bonifica[2] grazie soprattutto ai lavori effettuati dalla Repubblica di Venezia.

Il Polesine è inoltre soggetto al fenomeno della subsidenza.

Oltre alle modifiche operate dai cambiamenti dei corsi d'acqua dovuti agli eventi alluvionali e all'opera dell'uomo, il territorio polesano si espande costantemente verso est a causa dei sedimenti depositati dai fiumi alle foci.

modifica Storia

Ai tempi di Augusto (I secolo a.C.) l'Adige sfociava più a nord e il Po sfociava più a sud; tutta la regione a nord del Po di Volano, che ancora non si chiamava Polesine, faceva parte della Regio X Venetia et Histria
Nel 1050 il delta del Po e il territorio di Adria fanno parte della Romagna bizantina, mentre il resto del Polesine di lì a poco farà parte dei possedimenti di Matilde di Canossa
Il Polesine (a nord-est in questa cartina) e l'Emilia-Romagna nel 1585, quando ancora il corso principale del Po sfociava più a nord, prima del "taglio di Porto Viro" del 1604
In questa cartina del 1803 il Polesine fa parte della Repubblica Italiana; non era compreso nel Veneto, che faceva parte dei domini austriaci
Il medio e basso Polesine nel 1885; il corso principale dei fiumi è quello odierno

modifica Storia antica

Nell'antichità l'Adige sfociava nella laguna veneta seguendo un corso più settentrionale rispetto a quello odierno, mentre il corso principale del Po seguiva l'attuale ramo del Po di Primaro; il territorio compreso tra i due fiumi era dunque molto più vasto rispetto al Polesine odierno.

È certa la frequentazione del territorio costiero da parte dei Greci, che fondarono Adria intorno al XII-XI secolo a.C. su quello che allora era un ramo del delta del Po e che coincideva col tratto terminale del Mincio (attualmente è il tratto terminale del Canalbianco).

Fu poi abitato da Veneti ed Etruschi tra il VI ed il IV secolo a.C. ed ebbe in Adria il centro più importante, al punto che la città diede il suo nome a tutto il mare Adriatico. Gli Etruschi per bonificare il territorio costruirono le prime Fosse Filistine, che furono poi mantenute ed ampliate dai Romani.

Il territorio faceva parte della Regio X Venetia et Histria, che aveva come confine meridionale il ramo del Po di Volano.

modifica Storia medievale

Dopo la caduta dell'Impero Romano d'Occidente l'Adige cambiò il proprio corso e a causa della scarsa manutenzione delle opere idrauliche il territorio si tramutò in palude. La tradizione identifica questo evento con la rotta della Cucca del 589, ed è da quel momento che il territorio si cominciò a chiamare Polesine. Anche il Po mutò il proprio corso, e il ramo principale venne a trovarsi sull'attuale Po di Volano.

Nel 585 fu fondato l'Esarcato di Ravenna, una provincia dell'Impero bizantino la cui zona più settentrionale era il territorio di Adria con tutto il delta del Po. Il resto del Polesine entrò a far parte dei territori dell'antico Ducatus Ferrariae sotto i Longobardi.

In seguito alla rotta di Ficarolo del 1152 anche il corso principale del Po si spostò più a nord; nel frattempo, la terra aveva cominciato a riemergere dalla palude, dando al territorio l'aspetto che grossomodo ha ancora oggi. In quel periodo il territorio del Polesine, dall'Adige al Po di Volano, faceva formalmente parte dello Stato Pontificio entro i confini del Marchesato di Ferrara.

Gli Estensi governarono su tutto il Polesine dal 1264 fino alla sconfitta nella "Guerra del Sale" del 1482-1484.

modifica Storia moderna

A seguito di questa sconfitta i territori a nord del Tartaro-Canalbianco, Polesella, Guarda Veneta, Adria e tutto il delta (che all'epoca era più a nord) passarono sotto Venezia col nome geografico di "Polesine di Rovigo", mentre il resto del territorio rimase agli Estensi col nome geografico di "Polesine di Ferrara" e comprendeva la cosiddetta Transpadana Ferrarese e i territori a nord del Po di Volano. L'unità del territorio venne mantenuta all'interno della Diocesi di Adria, che allora dipendeva dall'Arcidiocesi di Ravenna.

Durante la guerra della Lega Santa del 1508-1516, gli Estensi tornarono per un breve periodo a governare su tutto il Polesine, ma al termine della guerra i confini tornarono quelli del 1484 e il Polesine fu nuovamente diviso.

Tra il 1602 e il 1604 un accordo tra la Repubblica di Venezia e lo Stato Pontificio permise la deviazione del tratto finale del corso del Po tramite l'opera che fu chiamata "taglio di Porto Viro". Questa fu l'ultima variazione importante nell'idrografia del Polesine, ed ebbe tra le conseguenze che il nuovo delta venne a trovarsi completamente in territorio pontificio.

Con il trattato di Campoformio del 1797 il Polesine di Rovigo fu ceduto all'Austria mentre il Polesine di Ferrara entrò a far parte della Repubblica Cisalpina. Il confine interno venne leggermente modificato, e posto sul Tartaro-Canalbianco fino alla Fossa Polesella e posto sul Po da questa fino al mare, seguendo il ramo chiamato nel trattato "il Po Grande". Dal 1802 al 1813 tutto il Polesine entrò a far parte della Repubblica Italiana, trasformata nel 1805 in Regno d'Italia, il cui confine settentrionale venne posto sull'Adige. Il territorio faceva parte del Dipartimento del Basso Po, che comprendeva anche l'attuale provincia di Ravenna.

modifica Storia contemporanea

Dopo la caduta di Napoleone, nel 1815 il Congresso di Vienna stabilì che il Polesine di Rovigo, che entrò a far parte del Regno Lombardo-Veneto, fosse delimitato a sud dal Po e comprendesse tutto il delta. Nel 1819 anche la Diocesi di Adria riflesse gli stessi cambiamenti: i confini furono ridisegnati e vi fu uno scambio di territori con la Diocesi di Ferrara; infine la Diocesi di Adria venne a dipendere dall'Arcidiocesi di Venezia. Il Polesine di Ferrara fu così limitato al solo territorio compreso tra il corso principale, il ramo del Po della Gnocca e il Po di Volano; questa indicazione geografica venne poi a cadere in disuso, facendo di fatto coincidere il Polesine con la sola provincia di Rovigo.

Nel 1866, dopo la terza guerra di indipendenza, fu annesso all'Italia. Dagli ultimi decenni dell'Ottocento e fino alla prima guerra mondiale, il Polesine fu oggetto di un enorme flusso migratorio in uscita indirizzato soprattutto verso il Sudamerica (Brasile e Argentina), ma anche verso il triangolo industriale (Torino-Genova-Milano). In epoca fascista l'emigrazione verso l'estero va spegnendosi, mentre inizia un movimento di popolazione verso l'Agro Pontino, nell'ambito dei progetti di bonifica promossi dal regime.

Nel 1893 nasce l'organizzazione del Partito Socialista Italiano (PSI) nel rodigino. Il padre del socialismo rodigino fu Nicola Badaloni con la collaborazione di Gino Piva. L'entusiasmo politico e sindacale di Gino Piva fu così contaggioso che il primo sciopero del 1894 rimase memorabile tra i braccianti del Polesine da essere ricordato in un canto popolare del tempo:

Evviva Gino Piva / che col suo bel parlare / tutta la provincia / ha fatto ribellare.

modifica Alluvioni

Il Polesine è stato soggetto a numerose alluvioni; le principali furono:

  • 17 ottobre 589: la "rotta della Cucca" già ricordata, che sconvolse i corsi dell'Adige e del Tartaro;
  • 1152: la "rotta di Ficarolo" già ricordata, che sconvolse il corso del Po;
  • 1438: una rotta dell'Adige ne spostò il corso principale più a nord, dove si trova ora; nell'antico alveo ora scorre l'Adigetto;
  • 1882: una rotta dell'Adige inondò il territorio fino al Canalbianco; 63 000 persone abbandonarono la terra ed emigrarono in Sud America[3];
  • 14 novembre 1951: a seguito delle forti precipitazioni che gonfiarono il corso del Po, il Polesine venne devastato da una catastrofica alluvione che provocò 84 morti e più di 180.000 senzatetto.
  • 4 novembre 1966: una sfortunata unione di piena del Po e vento Scirocco impedì al fiume di scaricare in mare, e provocò la rottura degli argini nel basso Polesine e la definitiva perdita di alcuni territori strappati al mare pochi decenni prima.

modifica Note

  1. ^ a b polesine in Il Vocabolario Treccani, Roma, Istituto della Enciclopedia Italiana, 1992.
  2. ^ a b Polesine in Enciclopedia Generale Sapere.it, Novara, De Agostini Scuola, 2001.
  3. ^ Storia. PolesineOnLine, 19-11-2007

modifica Bibliografia

Dalla Barbarie alla Civiltà nel Polesine, di Emilio Zanella, Rovigo, 1947;

In Polesine, una pagina di storia proletaria di Antonio Cappellini, dattiloscritto, Genova, aprile 1954. Il manoscritto è reperibile presso l'Accademia dei Concordi di Rovigo;

L'evoluzione demografica nel Polesine dal 1870 al 1970, a cura dell'Amministrazione Provinciale di Rovigo;

Gente Polesana AA.VV., Giacobino Editore, Treviso, 1980;

Cronache Agricole del Polesine (1945-1970) Giovanni Osti - Rovigo - Istituto Padano di Arti Grafiche - 1980;

Cronache Polesane (1866-1894) - Ives Bizzi - Giacobino Editore, Susegana, 1982;

modifica Collegamenti esterni

  • Polesine 1951-2001 Serie di articoli pubblicati sul quotidiano "Il Gazzettino" in occasione del cinquantesimo anniversario dell'alluvione.
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