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Il toponimo Pianura Padana o Val Padana indica propriamente una regione geografica dell'Italia settentrionale che coincide con il bacino idrografico del fiume Po, nelle regioni Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto e Friuli comprendendo anche una piccola parte del Canton Ticino. Raramente viene usato anche il sinonimo "bassopiano padano". Il delta del Po continua ad avanzare ogni anno verso il Mare Adriatico, anche se tale processo è reso molto più limitato dalla presenza di sbarramenti che limitano la portata solida dei fiumi. Un tempo era ricoperta da foreste nella parte più umida (bassa pianura) e da brughiere in quella più arida (alta pianura). Di fatto costituisce un tutt'uno con: a nord-est la Pianura Veneta, detta Pianura padano-veneta, di origine alluvionale; a sud-est la piccola Pianura romagnola, ugualmente di origine alluvionale, dovuta ai corsi d'acqua che si gettano nel mare Adriatico a partire dal fiume Montone e procedendo verso est. La superficie occupata dalla Pianura Padana è di circa 45000 chilometri quadrati. [1].
modifica L'origine della Pianura PadanaLa Pianura Padana, una delle più grandi pianure mediterranee, occupa buona parte dell'Italia settentrionale, dalle Alpi occidentali al Mare Adriatico, ed ha all'incirca la forma di un triangolo. Quasi al centro c'è il fiume Po. Prende il nome dal fiume che l'attraversa in direzione ovest-est, il Po, Padus in latino, da cui deriva l'aggettivo padano. Fu proprio il Po, insieme con i suoi affluenti, a dare origine alla pianura. I corsi d'acqua, scendendo dalle montagne, trascinavano con sé enormi quantità di detriti. Questi si depositarono e si accumularono sul fondo del mare, fino a colmare quello che, 5 milioni di anni fa, era un grande golfo del Mare Adriatico. Il processo d'interramento, lento ma inesorabile, durò milioni di anni e continua tuttora. modifica L'alta e la bassa pianura
Val Padana in provincia di Mantova, sul fondo la montagna
La Pianura Padana comprende due zone con differenti caratteristiche: l'alta e la bassa pianura. Vi è una netta distinzione tra le due fasce, differenti non solo per l'altezza, ma anche per la natura dei terreni, il regime delle acque e la vegetazione. L' alta pianura, detta anche pianura asciutta, si stende ai piedi delle Prealpi e del pedemonte degli Appennini; il suolo è permeabile, composto da sabbie e ghiaie, e non riesce a trattenere l'acqua piovana. Perciò questa penetra per decine di metri sotto la superficie fino ad incontrare uno strato di materiale impermeabile. Sulle rocce impermeabili l'acqua scorre fino al punto in cui ha la possibilità di riaffiorare dalla falda freatica, dando origine ai fontanili o risorgive. Tali sorgenti, grazie alla temperatura costante (compresa tra i 9 e i 12 °C) delle loro acque, hanno permesso la diffusione nelle aree interessate di particolari coltivazioni a prato chiamate marcite. In corrispondenza della linea delle risorgive inizia la bassa pianura, detta anche pianura irrigua. Questa ha invece suoli formati da materiali più fini, argille di solito, impermeabili o poco permeabili, dove le acque ristagnano originando facilmente paludi e acquitrini. modifica Clima e ambiente
Tipico scenario estivo della bassa pianura padana: le campagne di Soresina, in provincia di Cremona, coltivate intensivamente
Il clima è caratterizzato da un'ampia escursione termica annuale con temperature medie abbastanza basse in inverno (0°/4°C) ed alte in estate (da 23 a 25 °C)[2]. Va detto inoltre che, nella stagione fredda, le temperature minime possono attestarsi anche diversi gradi al di sotto dello zero nelle ore notturne, e talvolta permanere negative o prossime allo zero anche nelle ore centrali del giorno (specialmente in caso di nebbia). In estate invece le temperature massime possono toccare punte di 38 gradi, ed anche superiori. La piovosità è concentrata principalmente nei mesi primaverili ed autunnali, ma nelle estati calde e umide sono frequenti i temporali, soprattutto a nord del Po. La caratteristica conformazione a "conca" della Pianura Padana fa sì che sia in inverno che in estate vi sia un notevole ristagno dell'aria (è una delle aree meno ventilate d'Italia), con effetti diversi nelle due stagioni. In inverno infatti, quando vi è un accumulo freddo e scarsità di vento, si forma un cuscinetto freddo che può perdurare anche diversi giorni, specie nelle giornate umide e nebbiose, causando giornate molto rigide e gelo intenso. Tuttavia in questa stagione vi sono anche diverse giornate più secche ma comunque sempre rigide, poiché entra direttamente sulla pianura vento freddo dalla "porta della Bora" (da nordest) e dalla valle del Rodano (da nordovest); ed è proprio la bora ad essere foriera di perturbazioni fredde provenienti dalle zone polari che possono portare forte maltempo con temperature molto basse e neve. In alcune occasioni soffia anche il buran, vento orientale di origine russa che in certe occasioni riesce a raggiungere la Pianura Padana sferzandola con intense raffiche foriere di neve. Per contro, nelle zone ai piedi delle Alpi possono soffiare venti di caduta (occidentali e nord-occidentali in Piemonte e Valle d'Aosta, settentrionali in Lombardia) che oltre a rendere il cielo limpidissimo portano giornate decisamente miti anche in pieno Gennaio. In estate invece l'effetto cuscinetto della Pianura Padana produce effetti opposti, favorendo il ristagno di aria calda e molto umida che produce temperature alte, connesse a tassi di umidità altrettanto alti, che causano giornate molto calde ed afose (specialmente in presenza dell'anticiclone africano). Tale umidità, inoltre, tende spesso a scaricarsi sotto forma di violenti temporali e grandine. Si può quindi notare la sostanziale continentalità della Pianura Padana. Tuttavia questa regione geografica è una zona di "transito" tra il tipico clima mediterraneo (a sud) e quello oceanico o marittimo temperato (a nord, nord-ovest). In termini climatologici il clima che caratterizza quasi l'intera Pianura del Po è detto "temperato umido" (quello mediterraneo è "temperato secco subtropicale"). Alla luce delle caratteristiche evidenziate, in linea generale, si può definire il clima della Pianura Padana come semicontinentale, con caratteristiche di continentalità molto più marcata rispetto al resto dell'Italia. La Pianura Padana è limitata a nord e ad ovest dalle Alpi, a sud dagli Appennini e ad est dal mare Adriatico. La particolare orografia (che la vede chiusa tra alte catene montuose e libera solo sul lato orientale), ostacolando in parte i venti e favorendo l'accumulo di forte umidità nell'aria, è causa del noto fenomeno della nebbia. Le città con più giorni di nebbia in Italia si addensano infatti attorno al fiume Po, soprattutto verso la zona del delta. A causa dell'industrializzazione e dell'alta densità di popolazione (particolarmente in Lombardia ma distribuita su tutta l'area di pianura che conta circa 20 milioni di abitanti [3] ) dagli anni sessanta è molto cresciuto il problema dello smog e dell'inquinamento dell'aria in genere, inquinamento che non colpisce solo le grandi città o le aree industriali ma che si distribuisce a ricoprire l'intera macroregione. I telerilevamenti da satellite mostrano come l'inquinamento dell'aria nella Pianura Padana sia il più grave in Europa, (quarto nel mondo), pari a quello che vede coinvolta la zona del Benelux insieme alla regione della Ruhr.[4] Inoltre, a differenza delle altre grandi pianure europee, la Pianura Padana è quasi totalmente coltivata, lasciando spazi irrisori a boschi e altri ambienti naturali. Alcune amministrazioni provinciali e regionali, ad esempio Milano e Lodi, stanno prodigandosi per migliorare i pochissimi ambienti naturali rimasti nella pianura e per crearne artificialmente altri, ad esempio col progetto "dieci nuove foreste di pianura" della Regione Lombardia. In altre province ci si sta prodigando per passare a un'agricoltura meno intensiva e più estensiva, con la creazione di corridori ecologici, nell'ambito della protezione della biodiversità di una macroregione geografica tra le più impoverite d'Europa. modifica EconomiaNella pianura padana si concentrano diverse aree agricole e industriali. Coltivazioni tipiche della pianura padana sono il grano. Nella pianura trovano spazio anche coltivazioni destinate all' industria di trasformazione come la barbabietola da zucchero per gli zuccherifici e l'allevamento intensivo dei bovini. modifica Note
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