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Il Padre Nostro (in latino Pater Noster, in greco Πάτερ ἡμῶν) è la più conosciuta delle preghiere cristiane. È chiamata "Padre Nostro" dalle parole iniziali della preghiera, oppure "Preghiera del Signore". Secondo quanto riportato nel Vangelo secondo Luca 11,1 la preghiera fu insegnata da Gesù ai suoi apostoli quando, in occasione di un momento in cui egli si era ritirato in preghiera, gli apostoli stessi gli chiesero che insegnasse loro a pregare, così come Giovanni Battista aveva insegnato ai suoi discepoli.
modifica Il testomodifica Originale Greco (testo di Matteo)
Traslitterazione:
modifica In Aramaico/Siriaco
modifica Traduzione Latina (Vulgata)
La pronuncia della preghiera Pater Noster in Latino.
modifica Traduzione Italiana (versione liturgica cattolica)
modifica Il Padre Nostro nella Bibbiamodifica Il racconto evangelicoNei due vangeli, è Gesù che insegna il Padre Nostro ai suoi discepoli per insegnar loro il modo corretto di pregare. Il racconto evangelico sembra indicare che i suoi seguaci prestavano completa fiducia ai suoi insegnamenti. Si deve ricordare che la religiosità ebraica del tempo era molto rigida ed aveva riti ed orazioni molto precisi. La relazione con Dio, che secondo le loro credenze reggeva tutto ciò che esiste, era qualcosa di molto delicato, e per questo chiesero a Gesù di indicar loro il modo corretto di rivolgersi a Lui. Con la preghiera che insegnò loro, Gesù cercò di rompere con l’attitudine che tendeva ad allontanare l’uomo da Dio, e trovò nella semplicità lo strumento che facilitasse il dialogo con quell’Assoluto che Gesù chiamò ed insegnò a chiamare Padre. modifica Versioni del Padre NostroNei vangeli sinottici la preghiera del Padre Nostro è presente in due forme leggermente diverse: modifica Racconto di MatteoLa versione di Matteo (Mt 6,9-13) è di tenore più ebraico. La preghiera appare nel contesto del Discorso della Montagna: Gesù aveva già iniziato la sua vita pubblica e, per il fatto di essere un predicatore già conosciuto, raccolse molta gente disposta a ricevere i suoi insegnamenti. Decise dunque di salire su un monte perché tutti potessero sentirlo, e da qui pronunciò, secondo Matteo, un discorso che riunisce molti dei passaggi salienti di tutta la sua predicazione: le beatitudini (Mt 5,1-12), la comparazione dei discepoli con la luce del mondo (Mt 5,14-16), le sue posizioni sulla Legge di Mosè (Mt 5,17-20) ed i suoi commenti ai comandamenti (Mt 5,21-37). Il contesto in cui Gesù espose il Padre Nostro è in risposta a coloro – sia giudei sia gentili – che hanno convertito la preghiera, come anche la carità, in un atto meramente esteriore (Mt 6,5-8). Gesù raccomanda di pregare in segreto e con semplicità, ed offre il Padre Nostro ai suoi come esempio di preghiera con la quale rivolgersi al Padre. modifica Racconto di LucaIl contesto in cui l’evangelista pone la preghiera è diverso: racconta infatti (cf. Lc 11,1-4) che Gesù stava pregando da solo in un certo posto. Luca sembra fornire l’immagine di Gesù che si ritira e che perciò nessuno osasse distoglierlo dal suo dialogo con Dio: solo al termine di questo momento, uno dei suoi discepoli gli chiese di insegnar loro a pregare, ed Egli dunque pronunciò il Padre Nostro. modifica Confronto delle versioniLuca racconta che uno dei discepoli chiese a Gesù di insegnar loro a pregare subito dopo un suo momento di preghiera personale. In Matteo non si legge della richiesta del discepolo, ma fu iniziativa di Cristo l’insegnamento del Padre Nostro. Le differenze fra le due versioni sono le seguenti:
Lo sfondo dei due racconti è lo stesso: Gesù mostra alla sua gente qual è la forma corretta di rivolgersi a Dio. Matteo lo sviluppa però in modo più intenso e profondo. Il racconto di Matteo sul Padre Nostro risulta così più appassionato, anche per il fatto che qui Gesù è su una montagna circondato da una moltitudine di persone ansiose di ascoltare le sue parole; la versione di Luca, per contro, ci restituisce un Cristo più spirituale, che prega solitario, causando l’ammirazione di un discepolo che aspetta pazientemente che finisca di pregare per chiedergli di insegnare a sua volta a pregare. modifica Ipotesi sulle differenze fra Matteo e LucaVi sono tre ipotesi sulle differenze fra i racconti del Padre Nostro che ci rendono i due vangeli. Se si assume che Gesù abbia pronunciato una sola volta il Padre Nostro, si conclude che uno dei due vangeli è più fedele ai fatti, e l’altro un po’ meno:
La terza ipotesi presume che Gesù avesse pronunciato in più occasioni il Padre Nostro:
In effetti, le differenze fra le due versioni del Padre Nostro sono abbastanza marginali, ed in pratica la Chiesa primitiva optò per il testo di Matteo, probabilmente in quanto più adorno e bilanciato. La differenza fra le due versioni può altresì indicare che Gesù non volesse indicare una preghiera da recitare a memoria, ma appunto un modello da seguire rivolgendosi a YHWH modifica L’incorporazione della dossologia finaleEsistono alcune formule di dossologia che possono in alcune occasioni specifiche concludere la preghiera:
In questa parte della preghiera si manifesta il totale riconoscimento da parte dell'orante che Dio è un essere assoluto e supremo, che non ha inizio né fine. Molto verosimilmente si tratta di un'aggiunta sorta attorno al II-III secolo: secondo Joachim Jeremias, non sarebbe stato accettabile che la preghiera terminasse con la parola "tentazione", e per questo motivo la Chiesa primitiva aggiunse per l'uso liturgico tale dossologia, basandosi probabilmente sul testo di 1 Cronache 29,11-13. modifica Uso del Padre NostroQuesta preghiera ha un largo impiego sia nella preghiera privata che nella preghiera pubblica delle Chiese cristiane, dove viene recitata o cantata coralmente. I cattolici di rito latino e di rito bizantino usano recitarla o cantarla durante la Messa, dopo la consacrazione. Il canto gregoriano la presenta in una melodia antichissima. Nella liturgia delle ore viene recitata nelle lodi mattutine e nei vespri. Nel Rosario viene anteposta a ogni decina di Ave Maria. Ricorre poi nella recita di innumerevoli devozioni, talvolta accompagnata da un Ave Maria e da un Gloria. Diversamente dalle altre tradizioni, i Testimoni di Geova e le chiese evangeliche pentecostali associate all' Assemblee di Dio in Italia non usano recitare parola per parola pubblicamente la preghiera del Padre Nostro, ma la ritengono una "preghiera modello". modifica Questioni teologiche e di traduzione
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