Ordona.html

 
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Ordona
Ordona - Stemma
Stato: bandiera Italia
Regione: Puglia
Provincia: stemma Foggia
Coordinate: 41°19′0″N 15°38′0″E / 41.31667, 15.63333Coordinate: 41°19′0″N 15°38′0″E / 41.31667, 15.63333
Altitudine: 120 m s.l.m.
Superficie: 39,96 km²
Abitanti:
2.584 31/12/2003
Densità: 64,7 ab./km²
Comuni contigui: Ascoli Satriano, Carapelle, Foggia, Orta Nova, Cerignola
CAP: 71040
Pref. telefonico: 0885
Codice ISTAT: 071063
Codice catasto: M266 
Nome abitanti: ordonesi 
Santo patrono: San Leone Vescovo 
Giorno festivo: 22 gennaio 
Comune
Posizione del comune nell'Italia
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Ordona è un comune di 2.584 abitanti[1] della provincia di Foggia, in Puglia, posto a venti chilometri a sud del capoluogo e sulla linea ferroviaria Foggia-Potenza.

Il paese è situato sulle prime colline del Tavoliere centro-meridionale, fra la pianura e gli altri contrafforti collinari su cui sorgono gli scavi archeologici dell'antica Herdonia.


Indice

modifica Cenni Storici

Nei pressi della città romana di Herdonia furono combattute due importanti battaglie, nel 212 a.C e nel 210 a.C, tra i romani e i cartaginesi di Annibale nel pieno della seconda guerra punica[2]. Annibale, che all'epoca imperversava in Italia tra le odierne Puglia e Campania, dopo le schiaccianti vittorie riportate sui romani a Canne (216 a.C.) e a Herdonia (212 a.C.) tentò invano anche di assediare Roma nel 211 a.C.[3].
Per la sua fedeltà a Roma e la slealtà mostrata ai cartaginesi[4][5], Herdonia fu incendiata e distrutta per volere di Annibale al termine della seconda battaglia (210 a.C.)[6]. Solo dopo l'89 a.C. vi fu rifondato il Municipio Romano[2].

Grazie alla costruzione della via Traiana e della successiva via Herdonitana (che collegava Herdonia all'odierna Venosa), la città conobbe la massima fase di sviluppo e prosperità tra il I e il IV secolo d.C., diventando un grande centro di transito ed un fornito luogo di commercio dei prodotti agricoli del Tavoliere, come ad esempio il grano[2][7].

A testimonianza di ciò ancora oggi ci sono i resti dell'allora fiorente nucleo romano di Herdonia: le rovine del foro, della basilica civile, dell'anfiteatro, del mercato (macellum), delle terme, delle locande (tabernae) e dei numerosi magazzini adibiti allo stoccaggio del grano (le horrae) lungo la via Traiana.[7]

In seguito al sisma che nel 346 d.C. colpì l'Irpinia e il Sannio e che la investì in parte, molti edifici non vennero ristrutturati, bensì furono ricovertiti ad altri usi: di conseguenza il nucleo abitativo della città si spostò dal foro alle zone vicine alla via Traiana[2][7].

Dal V al VII secolo la città restò un centro di rilievo, anche se minore, come è emerso dai ritrovamenti risalenti a quel periodo.

Le rovine del Foro e della Basilica romana di Herdonia
Il macellum della città romana.

Con l'avvento del Cristianesimo in Italia, nel periodo tardoantico romano,
a Herdonia si attestò la presenza di due venerati martiri di origine nordafricana, i Santi Felice e Donato[8].

Subito dopo il crollo dell'impero romano d'occidente, le fonti[9] la accreditano come sede vescovile. Rimase così per molto tempo sotto
la protezione di un vescovo, una figura amministrativa di riferimento per
i nuovi governanti dell'epoca e che compensò il prestigio, ormai perduto, della civitas romana[9].

Nei secoli bui fu indicata via via con nomi diversi (Aerdonia, Erdonia, Ardonia, Ardona, oltreché Herdoniae), come riportano numerosi
documenti medievali e ottocenteschi[10][11][12].

Pare essere sopravvissuta alle razzìe degli ostrogoti di Totila nel VI secolo, e all'invasione del bizantino Costante II che nel VII secolo fronteggiò i longobardi già presenti nella Capitanata[13][14][15].

Il difficile contesto politico ed economico medievale trasformò il luogo, accentuandone il carattere più rurale. Ciò si tradusse con una parziale dispersione della popolazione[16], dal centro alle campagne circostanti.

Molte delle strutture romane, come le taverne e le terme[16], vennero recuperate e riutilizzate tra il VI e il VII secolo specie per scopi abitativi, mentre l'anfiteatro romano col tempo fu occupato dalle necropoli[17].

Sul finire dell'età altomedievale l'abitato si ridusse ulteriormente, e il territorio della città fu in parte invaso da spazi agricoli e boschivi[2][18].

Durante l'epoca federiciana una preesistente costruzione religiosa normanna del XI secolo (castellum[19]) fu rielaborata e in parte riedificata dagli Svevi, che ne mutarono l'utilizzo in una domus imperiale[19]. Grazie a questa nuova residenza federiciana il luogo venne in qualche misura ripopolato, come è emerso dai ritrovamenti circostanti alla domus di alcune costruzioni rurali[20]. Il complesso del castello svevo, di cui oggi resta solo qualche traccia, secondo alcuni studiosi era per le sue funzioni e per le sue dimensioni del tutto simile alla domus di Castel Fiorentino[20], il borgo presso Torremaggiore dove Federico II morì nel 1250. Il villaggio medievale di Herdonia fu definitivamente abbandonato solo intorno al XIV-XV secolo[2].

I tracciati della via Appia e della via Traiana ai tempi dell'antica Roma.
Ordona e gli scavi archeologici dal satellite

Tra il XVII e XVIII secolo cominciò il primo vero reinsediamento, in una zona vicina al sito dell'antica città.
Sul luogo che poi diventerà il nucleo originario dell'attuale Ordona nacque prima un’azienda agricola di gesuiti, e successivamente sorse uno dei nuovi cinque reali siti colonici[2], istituiti nel XVIII secolo da Ferdinando IV Re di Borbone per ripopolare e riqualificare l'area agricola del tavoliere meridionale.


Dal 2004 Herdonia è una sede vescovile titolare.

modifica Voci correlate


modifica Collegamenti esterni


modifica Evoluzione demografica

La chiesa di San Leone vescovo di Ordona

Abitanti censiti


modifica Note e approfondimenti

  1. ^ Annuario statistico regionale Puglia 2004
  2. ^ a b c d e f g dagli studi condotti dagli archeologi Joseph Mertens e Giuliano Volpe, e dalle università di Foggia e Bari. Herdonia. Breve profilo storico-archeologico
  3. ^ Nuovo Atlante istorico di Leonardo Cacciatore (1835). Il fallito assedio di Roma da parte dei cartaginesi di Annibale
  4. ^ Antica topografia istorica del regno di Napoli (1818) di Domenico Romanelli, pag. 255. Annibale sdegnato dalla fedeltà di Herdonia a Roma
  5. ^ Arpi: l'ipogeo della Medusa e la necropoli di Marina Mazzei e Fabio Colivicchi, pag. 65. I principi di Herdonia che tramarono contro Annibale
  6. ^ Il manoscritto di Sterne: ovvero parte secunda del Viaggio di Yorick di Leonardo Antonio Forleo (1832), pag. 309, La fuga di Annibale verso Cartagine e la distruzione di Herdonia
  7. ^ a b c da Contadini, pastori e mercanti nell'Apulia tardoantica di G.Volpe, pagg. 127-132, 156, 259, 352 Le ragioni dell'importanza di Herdonia nel periodo imperiale e tardoantico romano
  8. ^ da La daunia alle origini cristiane di Di Ada Campione, Donatella Nuzzo, pag. 63 e seguenti I martiri Felice e Donato e l'attestazione della diocesi
  9. ^ a b da Archeologia e società fra il tardo antico e l'alto medioevo di Giuliano Volpe, pagg. 87 e 88. I vescovi e la società nell'alto medioevo,
  10. ^ Dizionario universale della lingua italiana di Carlo Antonio Vanzon (1844), pag. 299, I vari nomi medievali attribuiti al luogo di Herdonia
  11. ^ Atti della Società pontaniana di Napoli (1825), pagg. 286, 287 e 288, Gli scritti dello storico romano Tito Livio La confusione di alcuni geografi medievali con Lacedonia
  12. ^ Antica topografia istorica del regno di Napoli Domenico Romanelli (1818), pagg. 256, 257 Il luogo storico di Herdonia, cui si attribuirono anche i nomi Herdonea, Ardonea e Cerdonia
  13. ^ Codice diplomatico longobardo dal DLXVIII al DCCLXXIV di AA.VV., pag. 56, Herdonia e la presunta distruzione longobarda
  14. ^ Della storia di Bari di Giulio Petroni, pag. 39, L'invasione di Costante II in Puglia,
  15. ^ Cenni storici su la origine della città di Foggia... di Casimiro Perifano, pag. 42, L'invasione di Costante II e l'occupazione di Herdonia,
  16. ^ a b da Città apule fra destrutturazione e trasformazione: i casi di canusium e Herdonia di Giuliano Volpe, pag.568 e seguenti. Herdonia dopo il V secolo
  17. ^ da Puglia paleocristiana e altomedievale di Giuseppe Di Cagno, pag.21 L'anfiteatro e le necropoli
  18. ^ Indagine archeozoologica ad Herdonia in età tardoantica ed altomedievale di Antonietta Buglione, pagg. 352 e 353 (Conclusioni), Herdonia in età altomedievale
  19. ^ a b da Castelli medievali di Raffaele Licinio, pag. 152 Il castello di Dordano, donato dal normanno Guiscardo ai benedettini di Venosa
  20. ^ a b da Herdonia di Mertens&Volpe, pag. 102 La domus di Federico II


modifica Amministrazione comunale

Sindaco: Michele Pandiscia (centrodestra) dal 05/04/2005
Centralino del comune: 0885 796221
Posta elettronica: non_disponibile

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