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Categoria:Storia dell'arte
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Un'opera di Victor Vasarely a Pécs, in Ungheria

L’optical art, nota anche come op art, è un movimento di arte astratta nato intorno agli anni cinquanta e sviluppatosi poi negli anni sessanta del Novecento.

In essa si vogliono provocare principalmente le illusioni ottiche, tipicamente di movimento, attraverso l'accostamento opportuno di particolari soggetti astratti o sfruttando il colore.

Si tratta di una corrente artistica che viene spesso inclusa nel piu' grande movimento dell'arte cinetica, della quale approfondisce l'esame dell'illusione bidimensionale.

È un'arte essenzialmente grafica, basata su una rigorosa definizione del metodo operativo. Gli artisti vogliono ottenere, attraverso linee collocate in griglie modulari e strutturali diverse, effetti che inducono uno stato di instabilità percettiva. In tal modo, essi stimolano il coinvolgimento dell'osservatore. La Op Art riprende ancora una volta la ricerca del Bauhaus, di De Stijl, quella concretezza e quella cinetica del Futurismo, dando risalto ai puri valori visivi.

I primi esperimenti cinetici sono stati realizzati dagli artisti Richard Anuszkiewicz, Bridget Riley e Victor Vasarely dove nelle sue composizioni l’effetto ottico è fortissimo, e Julio Le Parc.

Per approfondire, vedi la voce arte cinetica.

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