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Olona
Panorama di Olona
Il fiume che costeggia il Monastero degli Olivetani di Nerviano
Lunghezza: 131 km
Portata media: A Rho 15,22 [1] m³/s
Bacino idrografico: 1.038 km²
Altitudine della sorgente: 548 m s.l.m.
Nasce: Nasce in località Rasa di Varese a 548 m. Altre sorgenti a sud del Monte Martica a 937 m, al Passo Varrò (760 m), Alpe Ravetta (618 m), Pian Waldes (720 m), Miniera Valvassera (450 m).
Sfocia: Po a San Zenone.
Stati/regioni attraversati: province di Varese, Milano e Pavia
Mappa del fiume
« Mio paese natìo è Pianariva, che l'Olona divide a mezzo prima di confluire in Po. Sono cresciuto brado fra i paperi e le oche naviganti l'Olona[2]»
(Gianni Brera, Invectiva ad Patrem Padum, Guerin Sportivo, 28 ottobre 1963)

L'Olona (nelle varianti insubri, Ulona, Urona oppure Uòna) è un fiume di 131 km lunghezza e di 1.038 km² di bacino il cui corso si sviluppa interamente in Lombardia. Il fiume nasce in località Rasa, frazione di Varese, all'interno del Parco Regionale Campo dei Fiori, più precisamente alle Fornaci della Riana. Solcata l'omonima valle e attraversata l'alta pianura padana, giunge a Rho, dove alimenta il Canale Scolmatore di Nord Ovest. Subito dopo aver bagnato Milano, dà origine al Lambro meridionale. Confluisce infine nel Po a San Zenone.

Il fiume è noto per le cascate di Valganna, conosciute per le omonime grotte, e per essere stato uno dei fiumi più inquinati d'Italia[3].

Indice

modifica Geografia fisica

modifica Idrografia

L'Olona ancora ruscello alla Rasa di Varese.
Le Cascate di Valganna ghiacciate.
L'Olona a Pero.

Oltre alla sorgente principale alle Fornaci della Riana[4], il fiume sgorga anche da altre cinque piccole fonti[5], due in Val di Rasa e tre in Valganna. Queste sorgenti danno luogo a due rami che si uniscono a valle di Bregazzana (frazione di Varese). Il primo ramo dà origine al laghetto Fonteviva[6] ed alle cascate di Valganna.

Dopo questo tratto iniziale, caratterizzato dalla confluenza di molti piccoli affluenti[7] che danno vigore al corso d'acqua, il fiume inizia a percorrere la valle Olona. L'affluente principale in provincia di Varese è la Bevera. Altri tributari importanti sono il Vellone, il Gaggiolo (chiamato anche Rio Lanza, Ranza, Anza o Clivio), la Quadronna, la Selvagna, il Mornaga, il Riale delle Selve ed il Tenore. A Gorla Minore il fiume si dirama nell'Olonella che si ricongiunge all'alveo principale dopo 1200 m[8]. Esisteva un tempo anche un'altra diramazione naturale indicata con questo nome che attraversava Legnano: essa è stata interrata all'inizio del XX secolo[9]. Dopo aver superato Castellanza, il corso del fiume si dirige verso la Pianura padana attraversando il Seprio. Qui il corso dell'Olona si divide in alcuni canali artificiali, confluendo poi in un unico letto, prima di Legnano[9]. Dopo aver lambito il comune di Parabiago (più precisamente attraverso la frazione San Lorenzo), il fiume riceve a Rho i suoi due principali affluenti, il Bozzente e la Lura. A Rho ha origine anche il "deviatore dell'Olona", che si immette nel Canale Scolmatore di Nord Ovest (corso d'acqua artificiale scavato negli anni '60 per raccogliere le piene del Seveso e dell'Olona[10]). Da questo punto in poi il fiume non percorre più l'alveo naturale, ma un canale artificiale conosciuto come "Naviglio Vetra", scavato dagli antichi romani[11]. Entrato a Pero, dopo un tratto iniziale ancora all'aperto, il fiume inizia a scorrere sotto il manto stradale.

L'Olona, così occultato, giunge a Milano, attraversando dapprima i quartieri Gallaratese e T.8, dove raccoglie le acque del fiume Merlata (o Fugone). Nel tratto sotto piazza Stuparich riceve la confluenza del torrente Pudiga (o Mussa). Merlata e Pudiga sono i collettori delle acque che provengono dall'area a nord di Milano, le Groane. L'Olona bagna quindi San Siro, Lampugnano e si incanala sotto i viali della circonvallazione esterna (più precisamente viale Murillo, piazzale Brescia, viale Ranzoni, piazza Ghirlandaio, viale Bezzi, piazzale Tripoli, viale Misurata, piazza Bolivar, piazza Napoli, viale Troya, piazzale delle Milizie)[12][13]. In questo tratto il fiume dà origine ad un piccolo canale sotterraneo, creato durante i lavori di copertura del fiume, che va ad alimentare la Darsena di Porta Genova. Questo canale artificiale passa sotto via Costanza ed il Parco Solari. Il fiume supera poi il Naviglio Grande e torna allo scoperto in via Lodovico il Moro. Incanalato lungo via Santander oltrepassa, ricoperto, viale Famagosta e via Ovada. Costeggia quindi via San Paolino di nuovo a cielo aperto. Presso Conca Fallata, l'Olona riceve le acque di un canale colatore che prende origine dal Naviglio Grande, nei pressi di Abbiategrasso. Il fiume passa poi al di sotto del Naviglio Pavese. Giunto in via Aspromonte (quartiere Quinto Stampi) dà origine, cedendo la maggior parte delle sue acque, al Lambro meridionale. Costeggiato poi il quartiere Gratosoglio, l'Olona esce da Milano.

Giunto a Rozzano, l'Olona torna a percorrere l'alveo originale (questo tratto del fiume è anche conosciuto come "Olona Inferiore" o "meridionale"). Privato della maggior parte della sua portata, l'Olona giunge a Casirate Olona (frazione di Lacchiarella), dove riceve le acque del Canale Ticinello. Da qui in poi riceve le acque provenienti da numerosi fontanili, rogge, fossi e canali.

Tra le importanti risorgive che contribuiscono ad accrescere la portata del corso d'acqua si identificano il Cavo Carlesca, la Roggia Caronna e la Roggia Barona, che si incontrano nel Comune di San Genesio ed Uniti per poi confluire nell'Olona, ridando vigore al fiume. Dopo aver attraversato la bassa pianura padana, l'Olona sfocia nel Po, a San Zenone[14].

modifica La Valle Olona

Per approfondire, vedi la voce Valle Olona.
L'Olona presso Malnate.

La valle è stata originata dall'Olona e dal ritiro dei ghiacciai durante l'ultima era glaciale. Si presenta come una valle profondamente incisa con i centri abitati posti sulle colline prospicienti l'alveo del fiume, chiamate pianalti.

Alla destra orografica dell'Olona corrisponde una zona ricca di colture e boschi, mentre a sinistra prevale la brughiera.

Lungo la valle dell'Olona sorgono i comuni di Varese, Vedano Olona, Induno Olona, Lozza, Castiglione Olona, Lonate Ceppino, Gornate Olona, Castelseprio, Cairate, Solbiate Olona, Fagnano Olona, Gorla Maggiore, Gorla Minore, Olgiate Olona, Marnate e Castellanza.

modifica Le cascate della Valganna

Per approfondire, vedi la voce Valganna (valle).

L’Olona forma le cascate di Valganna nella valle omonima. Si trovano nel comune di Induno Olona e sono famose anche per le vicine grotte[15]. Sulla cascata si può ammirare il fenomeno dell'affioramento del travertino. In inverno, a causa del clima rigido, sono spesso ghiacciate.

modifica Affluenti

Il fiume Olona conta 39 affluenti. Quelli più importanti sono la Lura, la Bevera, il Gaggiolo (o Lanza), il Bozzente, il Vellone, il Rile-Tenore, il Merlata, la Mussa, la Quadronna, la Selvagna, ed il Fredda. Qui sotto tutti gli affluenti (tra parentesi gli immissari dei corsi d'acqua):

modifica Le acque

Il bacino dell'Olona misura 1.038 Km2 e si estende sulle province di Varese, Como, Milano, Pavia, interessando anche una piccola parte di territorio svizzero.

modifica Regime del fiume

Il regime dell'Olona è tipicamente prealpino, con periodi di portata elevata in autunno e primavera, e periodi di magra - seppur non di secca - in inverno e estate.

La portata media[16] dell'Olona a Ponte Gurone di Malnate è di 2,18 m3/s. In questa località è in fase di progettazione una diga e vasche di laminazione che regoleranno la portata del fiume, per contenerne le piene[17].
A Legnano la portata media aumenta fino a 5,8 m3/s, mentre a Rho, dopo che il fiume riceve gli apporti di Bozzente e Lura, essa tocca il valore di 15,22 m3/s.
Attraversato Milano, l'Olona cede gran parte delle sue acque al Lambro meridionale. Nel tratto tra Lacchiarella e San Zenone al Po, il fiume riceve abbondanti acque da rogge, fossi, canali e fontanili.

modifica Le inondazioni

L'Olona, prima della costruzione di argini e canali scolmatori, è stato un fiume che ha flagellato con frequenti esondazioni le aree che attraversa[9]. La più antica di cui si conserva qualche traccia documentale risale al 1548 e avvenne a Legnano[9]. L'ultima esondazione che ha fatto danni ingenti si è verificata il 13 settembre 1995[18], mentre l'ultima in ordine cronologico è avvenuta nel novembre 2002[19].

Nell'arco degli ultimi 400 anni vi sono state oltre settanta alluvioni, la maggior parte delle quali ha provocato gravi danni[9]. Da uno studio condotto nel 1990 per conto della facoltà di Scienze geologiche dell'Università degli Studi di Milano, risulta che il maggior numero di piene si è verificato nel tratto del fiume che attraversa la provincia di Milano. In particolare, il rhodense è risultato il luogo più interessato alle esondazioni. Nell'area più settentrionale del bacino, la zona più particolarmente colpita da fenomeni di piena è stata quella di Clivio.

Il giornalista italiano Gianni Brera, il 26 settembre 1947, descrisse così i danni causati dalla piena del fiume a San Zenone al Po, il Comune ove ha termine il suo corso: «Il ponte spazzato via, pensate, l'Olona, in piena rabbiosa, gli alberi sradicati, le volte che se ne crollano, i piloni che rotolan via: come un vecchio caro gigante che, stroncato, di schianto e miseramente finisce gambe all'aria: e non ne rimangono che i resti monchi e senz'anima... Caro vecchio domestico ponte. Era, del nostro paese, qualcosa che non pareva fatto da uomini, ma sorto fuor d'acqua con la terra sulla quale siam nati: due rive divise da un fiume e forse anche diverse, che il ponte "naturalmente" univa, sicché anche esso era via di terra ferma, era andito, corte, trave per starci seduti insieme, ritrovo. E non a caso i nostri padri lo gettarono fra i due edifici che sono il segno più manifesto di una convivenza civile: il Castello e la Chiesa. In tempi antichi ci avrebbero perfino dissertato, quasi in concordia, i fautori del Papato e dell'Impero. Noi ci si passava invece, quando c'era, senza nemmen nostro, e nessuno pensava che potesse un giorno finire: era parte della nostra terra e dunque parte di noi».

modifica La qualità delle acque

L'Olona in centro a Nerviano.

La qualità delle acque del fiume è monitorata in cinque stazioni: (Varese, Lozza, Fagnano Olona, Legnano e Rho)[20].

Nelle prime stazioni di monitoraggio, Varese, Lozza e Fagnano, l'acqua del fiume risulta "accettabile" o "sufficiente"[21], ed è in costante miglioramento. A Legnano la qualità delle acque peggiora, assumendo il grado "scadente"[22], ma anche qui si nota un miglioramento, visto che fino a pochi anni fa lo stato delle acque dell'Olona era "pessimo". A Rho, anche se in lieve miglioramento, le acque del fiume mantengono il grado "pessimo"[22]. Dopo il depuratore di Pero le acque dell'Olona migliorano. Superata Milano, le acque del fiume vengono diluite dalle acque delle risorgive e dei fontanili, che vi confluiscono abbondantemente. A Corteolona, le acque dell'Olona risultano di grado "accettabile". Il consorzio di tutela del fiume si è posto l'obiettivo di far raggiungere in tutte le stazioni di monitoraggio, entro la fine del 2008, il grado "accettabile" ed entro la fine del 2016 il grado "buono"[8].

modifica Flora

Una robinia.

I pendii lungo l'Olona sono dominati da boschi di latifoglie.

La prima parte del corso del fiume attraversa il Parco Regionale Campo dei Fiori. Fino a 600 m di altitudine prevalgono i castagni, i frassini ed i tigli. Nelle valli più umide sono comuni gli aceri. Sulla parte sommitale del Massiccio del Campo dei Fiori vengono sostituiti dal faggio, mentre i versanti aridi del Monte Martica sono dominati da betulle e dal pino silvestre. Gli spazi aperti sono impreziositi da decine di specie di orchidee selvatiche, come vesparia, moscaria e Gentiana pneumonanthe.

A valle del Campo dei Fiori è stato istituito il Parco Rile Tenore Olona. Le specie che compongono la flora sono principalmente farnie, carpini, robinie, noccioli, platani, frassini, querce, pioppi, olmi, aceri ed ontani. Molte sono anche le specie autoctone di arbusti, funghi e felci che crescono nel parco[23].

La flora caratteristica il tratto pianeggiante dell’Olona, che è la maggior parte del percorso, è caratterizzato dalla presenza infestante della robinia, originaria dell'America settentrionale.

modifica Fauna

Nella prima parte del percorso, quello non inquinato, la fauna è ricchissima. Le rive del fiume ospitano due tra i più maestosi ungulati, il cervo ed il capriolo, oltre a decine di piccoli mammiferi e roditori, tra i quali citiamo lo scoiattolo, il riccio, il toporagno e la donnola. Diversi sono anche i rapaci presenti: alcuni stanziali come il Nibbio bruno, il Falco pecchiaiolo, la Poiana, lo Sparviero, l'Astore ed il Falco pellegrino, altri migratori come il Biancone e il Falco di palude. Tra gli anfibi sono presenti salamandre e diverse specie di raganelle, rospi e rane. Tra i rettili citiamo la lucertola, l’orbettino, la vipera ed il ramarro [24].

Nella seconda parte del corso, la fauna caratteristica si impoverisce. Dei mammiferi ancora presenti lungo le rive del fiume citiamo il ghiro, il tasso, la faina, la volpe, il coniglio selvatico, la donnola, la lepre, l'airone cinerino, la cicogna il picchio e molte altre [25].

modifica Parchi

modifica Parco Regionale Campo dei Fiori

Per approfondire, vedi la voce Parco Regionale Campo dei Fiori.

Il Parco del Campo dei Fiori, tutela l'area dei massicci del Campo dei Fiori (1227 m) e della Martica-Chiusarella (1032 m), zona in cui sgorga l'Olona. È delimitato a Nord e a Nord-Ovest della Valcuvia, ad Est dalla Valganna e a Sud dalla città di Varese e dalla strada statale che conduce a Laveno-Mombello. I due massicci sono separati dalla Val di Rasa che unisce la Valcuvia alla Valle dell'Olona.

Il Parco, che ha una superficie di 5.400 ha, è gestito da un consorzio formato dalle comunità montane della Valceresio, Valcuvia e Valganna-Valmarchirolo, dalla Provincia di Varese e dai quattordici comuni compresi nel territorio del Parco: Barasso, Bedero Valcuvia, Brinzio , Castello Cabiaglio, Cocquio-Trevisago, Comerio, Cuvio, Gavirate, Induno Olona, Luvinate, Orino, Rancio Valcuvia, Valganna, Varese.

Ha sede a Brinzio. Attualmente si sta lavorando ad un progetto di recupero dell'area della sorgente principale dell'Olona, alla Rasa di Varese. In particolare saranno risanate le Fornaci della Riana e Villa Cagnola.

modifica Parco Agricolo Sud Milano

Per approfondire, vedi la voce Parco Agricolo Sud Milano.
Il Parco verso Milano.

Il Parco, che interessa 61 comuni della provincia di Milano, si estende nella zona agricola intorno il capoluogo lombardo, ed interessa il tratto dell'Olona tra Rozzano e Lacchiarella.

Vi si possono trovare i tipici tratti caratteristici della Pianura Padana: un'agricoltura intensiva che risale alle prime bonifiche del medioevo (soprattutto riso e mais) e l'abbondante presenza dell'acqua (è infatti attraversato, oltre che dall'Olona anche dall'Adda e dal Lambro, oltre che da corsi d'acqua artificiali come la Vettabbia, il Ticinello, l'Addetta, la Muzza e i Navigli Grande e Pavese). Di interesse sono le aree protette attorno ai fontanili, come le Sorgenti della Muzzetta[26] di Rodano e Settala, ed il Fontanile nuovo[27] di Bareggio.

Nel Parco ci sono più di 1400[28] aziende agricole, la cui attività principale è l'allevamento di bovini e suini; la coltura più diffusa e è quella dei cereali (43%), seguono il riso (22%) ed il prato (16%). Sono presenti inoltre colture di girasole e soia, orti e vivai[28]. Nel Parco sono state censite 41 marcite.

Il territorio è ricco di nuclei rurali e cascine, oltre a notevoli presenze storiche e architettoniche[28] come le abbazie di Chiaravalle, di Mirasole e Viboldone.

modifica Parco Rile Tenore Olona

Per approfondire, vedi la voce Parco Rile Tenore Olona.

Costituito nel 2006, è limitato a nord dai Comuni di Gazzada Schianno e Lozza, ad ovest dai Comuni di Morazzone e Caronno Varesino, ad est dai Comuni di Castiglione Olona, Gornate Olona e Lonate Ceppino e a sud dai Comuni di Castelseprio e Carnago.

Il Parco è costituito da un territorio caratterizzato da estesi terrazzamenti di origine fluvio-glaciale, i cosiddetti pianali morenici ed è ricco di siti di rilevanza storica e culturale. La particolare geologia del territorio permette la nascita di numerosi piccoli torrenti alimentati da acque risorgive e acque piovane. I principali sono il Rile ed il Tenore.

modifica Parco del medio Olona varesino

Per approfondire, vedi la voce Parco medio Olona varesino.

Nel 2006 è stato istituito il Parco del medio Olona varesino, che comprende il tratto della Valle Olona tra Fagnano Olona e Marnate. Il Parco comprende i Comuni di Fagnano Olona, Gorla Maggiore, Solbiate Olona, Gorla Minore, Olgiate Olona e Marnate. Oltre alla Valle Olona il Parco include anche il tratto fagnanese del Tenore e i boschi ad est di Gorla Maggiore, in cui scorre il Fontanile di Tradate.

modifica Parco Locale del Bosco di Legnano (Parco Castello)

Per approfondire, vedi la voce Parco locale del bosco di Legnano.

Nato[29] negli anni '70, sorge accanto al Castello di Legnano, al confine con i Comuni di Canegrate e San Vittore Olona. È anche noto come "Parco castello" (o "Parco di Legnano").

Nel periodo della costituzione del Parco i rimboschimenti non erano fondati sulle conoscenze delle specie locali, e dunque l’area protetta annovera molte piante non autoctone della zona. Solamente i pioppi lungo le rogge ricordano l'ambiente agricolo lungo le sponde del fiume.

Dal 1981 è stato realizzato un sistema di laghetti e paludi frequentato da un grande numero di uccelli acquatici, e abitato da molte specie ittiche.

modifica Parco dei mulini

Per approfondire, vedi la voce Parco dei mulini.

Istituito il 20 marzo 2008, interessa le aree boschive ed agricole dei Comuni di Legnano, Canegrate, San Vittore Olona e Parabiago. Il Parco parte dal già esistente Parco Castello di Legnano. È in fase di studio l'estensione fino all'ex Monastero Olivetano a Nerviano.

La superficie, oltre 264 ettari, è quasi interamente impiegata ad attività agricole.

Nel Parco sono presenti importantissime testimonianze storiche come il Castello di Legnano, l’ex opificio Visconti di Modrone (oggi adibito a centro residenziale) e sei mulini, ultima testimonianza dell’antica tradizione molinatoria della zona[9].

modifica Parco Valle del Lanza

Per approfondire, vedi la voce Parco Valle del Lanza.

Questo Parco interessa marginalmente l'Olona, visto che comprende solo il breve tratto in cui confluisce il torrente Lanza (ovvero il Gaggiolo), presso la Folla di Malnate.

Il Parco include i Comuni di Malnate, Cagno, Bizzarone e Valmorea.

modifica Geografia antropica

modifica Comuni attraversati

I Comuni attraversati dal fiume sono:

modifica Navigabilità

Il fiume è navigabile a tratti[9][30]. Recentemente sono state eseguite opere di allargamento dell'alveo originale per contenere le esondazioni: questi lavori hanno portato, in molte zone, all'abbassamento del livello minimo delle acque per garantire la navigabilità.

modifica Cartografia

Una vecchia mappa idrografica di Milano. In questa cartina si vede l'Olona che confluisce nella Darsena del capoluogo meneghino.

La mappa più antica che rappresenta il corso dell’Olona è carta datata 1608. Su questa cartina sono anche segnati i ponti e, con una buona precisione, le costruzioni lungo il fiume.

Quella più precisa, tra le mappe più antiche, è del 1789 ed è opera del frate Mauro Fornari e di Domenico Cagnoni. La carta inquadra la provincia di Varese fino a qualche chilometro a sud di Legnano. La prima cartina disegnata dal “Consorzio del Fiume Olona” è del 1722, ed stata tracciata dall’ingegner Gaetano Raggi. Oltre che le infrastrutture, riporta anche i canali e le chiuse.

Tra le cartine del XIX secolo sono da citare la mappa disegnata dall’ingegner Vittore Vezzosi nel 1861, che riferisce anche di alcuni rilievi effettuati sul fiume, e quella dell’ingegner Villoresi, su cui sono tracciate con dovizia di particolari le zone irrigate dall’Olona. Quest'ultima riporta infatti anche i canali e le rogge originate dal fiume[31].

modifica Infrastrutture e progetti

L'Olona, in tutto il suo percorso, viene scavalcato da 57 ponti, tra i quali ve ne sono alcuni di interesse storico, come il ponte romanico a Castiglione Olona (presso la località Mulino Celeste).
Dal 2004, in località Mulini di Gurone a Malnate, è in fase di costruzione una diga finalizzata alla protezione contro le alluvioni. Sarà larga 156 metri, per un'altezza di 16 metri; il volume di invaso sarà di 1.570.000 metri cubi, mentre la portata di progetto in uscita di 36 metri cubi[20]. È in fase di progettazione un'importante pista ciclabile che costeggerà le rive del fiume: essa collegherà Castellanza a Mendrisio, passando per il confine con la Svizzera. Il tragitto ricalcherà il percorso della ferrovia della Valmorea. Il primo tratto della pista ciclopedonale è stato inaugurato nel 2007 e si snoda, lungo il fiume, tra Castellanza e Fagnano Olona.

modifica Storia

modifica L'alveo originale

L'alveo originale dell'Olona è stato modificato durante i secoli, soprattutto nell’area di Milano. Provenendo dal Seprio e dalla Burgaria, il fiume, dopo aver passato Lucernate (frazione di Rho), toccava Settimo Milanese (una delle frazioni del Comune è chiamata "Cascine Olona") e Quinto Romano. Lambiva poi la zona est di Baggio, bagnava Cesano Boscone, Corsico, Assago, Lardirago, per poi attraversare la Pianura Padana nell'alveo attuale e confluire a San Zenone.

Dell'antico alveo rimane traccia in un corso d'acqua esistente ancora oggi, la roggia Belgioioso[9].

modifica Dalla preistoria allo sviluppo industriale

Il cotonificio Dell'Acqua a Legnano, sorto lungo l'Olona.

I ritrovamenti più antichi scoperti nelle zone intorno l'Olona sono dell'Età del bronzo (XIII secolo a.C.) e sono riconducibili alla cultura di Canegrate. Furono scoperte 50 tombe con ritrovamenti databili fino all’Età del Ferro[32].

L'Olona fu poi artefice indiscusso dello sviluppo economico delle popolazioni che abitavano le sue rive. Fin dal X secolo si moltiplicarono lungo il corso dell'Olona i mulini, protetti da torri e case fortificate poste sui cigli della valle.

Le acque del fiume facilitarono poi il sorgere di numerosi altri insediamenti di tipo preindustriale come le concerie, le sbianche per la lavatura del tessuto (tela olona) e le segherie per il legname e marmo (specialmente sul torrente Bevera). Verso la metà del XIX secolo crebbero lungo il corso dell'Olona cartiere, filande di cotone e seta, tintorie, sbianche, fornaci, industrie meccaniche. Le vecchie ruote dei mulini furono successivamente sostituite dalle turbine, in grado di sfruttare meglio la corrente del fiume.

Una fiorente attività economica legata all’Olona fu la pesca, più antica perfino dell’uso dei mulini. Pur essendo molto diffusa nei secoli XVII e XVIII, andò scemando a partire dalla seconda metà del XIX secolo a causa dei rifiuti delle industrie, fino a scomparire del tutto alla fine del secolo con la rivoluzione industriale[9]. Nonostante l’inquinamento, problematica che divenne sempre più seria, la pesca nell’Olona continuò, esclusivamente a livello amatoriale, fino alla seconda guerra mondiale.

Lo sviluppo industriale ha inferto però un grave danno all'ambiente del fiume, che ancor oggi è un corso d'acqua particolarmente inquinato. Nel periodo di massimo tasso di inquinamento, le acque dell'Olona apparivano colorate dagli scarichi delle tintorie e con una spessa schiuma bianca sulla superficie, ed il colore mutava giornalmente a seconda delle industrie che vi scaricavano[33]. Ancora oggi raccoglie scarichi civili ed industriali[20] ma dagli anni '80 è in atto un'azione di bonifica con la costruzione di depuratori[9].

Nel 1610 nacque il "Consorzio del fiume Olona"[8], che ancor oggi gestisce l'uso delle acque del fiume. Ha sede a Castellanza.

modifica L'Olona e Milano

La darsena di Milano in una foto d'epoca.
« Il Pudico Midland - Sulla rorida piana del Midland volitano come ombre i fenici e gli ebrei che vi anticiparono Roma verso le mitiche spiagge dell’ambra. Di passaggio, i più fantasiosi ebrei hanno battezzato Olan, Olona, il fiume che imboccavano per risalire dal Po. ...Il Midland ha questo nome perché giace tra due fiumi di acqua purissima, il Lambro e l’Olona. L’umida nebbia è connettivo cromatico di utilità non solo ottica. Terra pudica, madre Lombardia si affretta ad avvolgersi in quella non appena la spoglia il crudo inverno padano. L’Olona fornisce buona acqua da bere e lambisce, divisa, le mura della città... »

Insieme al Seveso, ai torrenti, ai canali artificiali che attraversano Milano, l'Olona fa parte della complessa idrografia della città lombarda. Il fiume ha influenzato notevolmente la storia di Milano, fin dalle origini. Passando molto vicino al centro della città, ha fornito nei secoli l'acqua per la sussistenza e per l'artigianato. Fino all'inizio del XX secolo l'Olona immetteva gran parte delle sue acque nella darsena di S. Eustorgio (ora di Porta Ticinese)[34]. I lavori di deviazione risalgono al 1927[11].

Con la copertura dell'Olona, sparì anche l'Isola di Brera[11], che il fiume formava tra due anse, ricoperte anch'esse dal cemento.

modifica I mulini

Il Mulino Montoli a San Vittore Olona.
Il mulino Gajo a Parabiago.

Tra le sorgenti e Nerviano il corso del fiume era un tempo disseminato di mulini. Fin dal Medio Evo, a Legnano in particolare, prosperava l'attività molitoria[9]. Tale era il numero di mulini da far supporre che nel XV secolo questa attività costituisse per l'intera zona una notevole fonte economica. Il più antico documento conosciuto nel quale si nomina un mulino sull'Olona è del 1043[9]: esso fa riferimento ad una struttura situata tra Castegnate e la località "Gabinella" a Legnano, di proprietà di Pietro Vismara. Le Signorie degli Sforza e dei Visconti posero a presidio dei più importanti raggruppamenti di mulini sull'Olona alcune fortificazioni, sfruttando fortilizi e castelli già esistenti. Nel 1608 si contavano sulle sponde dell'Olona 116 mulini[9], fra i quali un maglio da rame, un follone o gualchiera per i panni e diversi torchi da olio.

Durante lo sviluppo industriale del XIX e XX secolo i mulini vennero gradatamente abbandonati[9]. A Legnano furono demoliti i 7 mulini della città dalle grandi industrie cotoniere per permettere l'installazione delle più moderne ed efficienti ruote idrauliche. Nel periodo post bellico crebbe il fabbisogno di corrente elettrica, e l'uso delle vecchie ruote diventò economicamente conveniente per le piccole officine. Gli antichi mulini ripresero dunque ad azionare trapani, piallatrici, mole a smeriglio, ecc.. ma anche questo nuovo risveglio si spense presto col mutare delle condizioni economiche[9].

Attualmente ne restano, a monte e a valle del castello visconteo di Legnano, soltanto sei[9] e da essi prende il nome una tradizionale gara di cross campestre, la Cinque Mulini, che si corre ogni anno, in primavera, a San Vittore Olona. Si tratta dei mulini "Meraviglia" (già Melzi Salazar), "Cozzi", "Cornaggia" (lungo l'Olona adiacente al Parco comunale del Castello di Legnano), "De Toffol", "Montoli" di San Vittore Olona e "Galletto" di Canegrate. L'unica struttura con le macine ancora in efficienza di questa zona (destinata a triturare foraggio per bestiame) è il mulino annesso alla fattoria agricola "Meraviglia" nel territorio di San Vittore Olona, che è certamente il più antico tra i rimasti: risalirebbe infatti al XIV secolo[9]. A valle del Castello ne rimangono pochi altri, come il mulino "Gajo" a Parabiago ed un altro a valle di Nerviano.

modifica Galleria fotografica

modifica Note

  1. ^ Da Osservatorio Reti e Servizi di Pubblica Utilità - Regione Lombardia
  2. ^ Da sito www.brera.net
  3. ^ Liceo Tosi di Busto Arsizio - Olona, fiume e civiltà - Note conclusive.
  4. ^ Da "Varesefocus" - Periodico dell'Unione industriali della provincia di Varese - "C'era una volta l'Olona (e c'è ancora)".
  5. ^ Scheda del fiume su sito web della valle Olona.
  6. ^ Da sito web "Assolaghi" - Federazione nazionale centri di pesca
  7. ^ Liceo Tosi di Busto Arsizio - Olona, fiume e civiltà - il percorso dell'Olona
  8. ^ a b c Sito Valle Olona - Storia
  9. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q Giorgio D'Ilario; Egidio Gianazza; Augusto Marinoni; Marco Turri, Profilo storico della città di Legnano, (in italiano) , 1984.
  10. ^ Il canale scolmatore nord-ovest - Provincia del Ticino.it
  11. ^ a b c A.A. V.V., Le vie di Milano, (in italiano) , 1986.
  12. ^ A.A. V.V., Istituto Geografico De Agostini - Atlante Stradale d'Italia - 2005-2006, (in italiano)
  13. ^ Documento ARPA Lombardia
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  34. ^ Storia di Milano - Idrografia

modifica Bibliografia

  • Pietro Macchione, Mauro Gavinelli, Olona. Il fiume, la civiltà, il lavoro, Macchione Editore.
  • P. Di Maio, Lungo il fiume. Terre e genti nell'antica valle dell'Olona, 1998, Ed. Museo civico Sutermeinster.
  • Silvia Antonia, Conca Messina, Cotone e imprese. Commerci, credito e tecnologie nell'età dei mercanti-industriali. Valle Olona 1815-1860, Venezia, Marsilio, 2004.

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