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Elia Zenonis (latino: Aelia Zenonis; ... – Cappadocia, inverno 476/477) fu augusta dell'Impero romano d'Oriente e moglie dell'imperatore Basilisco (9 gennaio 475-agosto 476); fu deposta assieme al marito dall'imperatore Zenone.
modifica BiografiaZenonis era probabilmente di origine isaurica. Sposò Basilisco, fratello della imperatrice Elia Verina, cui diede almeno un figlio, Marco, forse altri due, Zenone e Leone.[1] Nel gennaio 475 Basilisco approfittò di una sommossa della popolazione di Costantinopoli contro l'imperatore Zenone per salire al trono; allo scopo di fondare una dinastia, Basilisco nominò il figlio Marco cesare e poi augusto, e conferì a Zenonis il titolo di augusta. Basilisco aveva un nipote, Armazio, il quale era un discreto comandante militare e un bell'uomo. L'imperatore permise al nipote e alla moglie di frequentarsi, e tra i due nacque una relazione sentimentale, sebbene fossero costretti a nasconderla; loro confidenti erano l'eunuco Daniele e l'ostetrica Marica, la quale riuscì a farli incontrare di nascosto e ad avere dei rapporti; Zenonis riuscì a convincere il marito imperatore a nominare il nipote magister militum.[2] Questo fatto fu la causa della caduta di Basilisco:[3] nell'estate del 476, infatti, Zenone riuscì a ritornare sul trono, dopo che Basilisco aveva perso il sostegno dell'esercito, del popolo e del clero (il clero di Costantinopoli era calcedoniano, mentre Basilisco e Zenonis erano caduti sotto l'influenza del patriarca monofisita Timoteo Eluro). Basilisco e la sua famiglia si nascosero in una chiesa, ma furono traditi dal patriarca di Costantinopoli Acacio: Basilisco accettò di consegnarsi a patto che Zenone non "versasse il sangue" suo della sua famigli, ma Zenone lo mandò con Zenonis in una fortezza dell'Isauria,[4] dove furono rinchiusi in una cisterna e lasciati morire di fame.[5] modifica MonetazioneFurono coniate diverse monete recanti l'effige e il nome di Zenonis. Su quelle in oro presente la leggenda AVGGG, dove le tre 'G' si riferiscono ai tre augusti, Basilisco, Zenonis e Marco.[6] Quelle in bronzo recano al rovescio il monogramma di Zenonis. modifica Note
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