Dialetti italiani meridionali estremi.html

 
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Siciliano, Calabrese, Salentino ({{{nomenativo}}})
Creato da: {{{creatore}}} nel {{{anno}}}
Contesto: {{{contesto}}}
Parlato in: Italia
Regioni:Parlato in: Calabria Puglia
Sicilia
Periodo: {{{periodo}}}
Persone: n.d.
Classifica: non nei primi 100
Scrittura: alfabeto latino
Tipologia: regionale
Filogenesi:

lingue indoeuropee
 lingue romanze
  
   Gruppo Meridionale Estremo
    
     
      
       
        
         
          
           
            
             
              

Statuto ufficiale
Nazioni:
Regolato da:
Codici di classificazione
ISO 639-1
ISO 639-2
ISO 639-3 {{{iso3}}}  (EN)
SIL   (EN)
SIL {{{sil2}}}
Estratto in lingua
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Il Padre Nostro
Traslitterazione
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Il gruppo Meridionale Estremo (anche chiamato gruppo siciliano) è un'insieme di parlate romanze dell'Italia meridionale con caratteristiche fonetiche e sintattiche comuni, e con esperienze letterarie di prestigio legate agli sviluppi della lingua siciliana. Appartiene alla famiglia delle lingue indoeuropee.

Indice

modifica Classificazione

Tradizionalmente sono ascritti al gruppo siciliano i dialetti del Salento (l'intera provincia di Lecce, parti di quelle di Brindisi e di Taranto a sud della soglia messapica), della Sicilia intera e della Calabria meridionale (a sud della Sila).

Sono geograficamente ripartiti entro tre gruppi:

Al gruppo siciliano si potrebbe anche aggiungere il cilentano meridionale che presenta lo stesso sistema vocalico.

Occupano grossomodo l'area in cui la colonizzazione greca si è imposta stabilmente sulle popolazioni osco-italiche o messapiche (Velia, Calabria antica, Italia antica), e ha costituito la maggioranza etnica fino alla conquista romana. È evidente perciò una diversa recezione della romanizzazione che, come per il toscano in Etruria, dev'esser avvenuta attraverso lo studio diretto della lingua latina da parte delle classi cittadine.

modifica Caratteristiche comuni

La caratteristica fonetica che accomuna i dialetti del gruppo siciliano è l'esito delle vocali finali che presenta una costante territoriale fortemente caratterizzata e assente nelle altre lingue e dialetti italiani:

  • da -A finale latina > -a
  • da -E, -I finali latine > -i
  • da -O, -Ọ finali preromanze > -u
  • da -LL- latina o altra > -ḍḍ- (trascritto nella letteratura come ḍḍ, dd, ddh, o ddr)

Assenza totale delle mute e dello schwa.

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