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La Chiesa cattolica (dal greco: καθολικός, katholikòs, cioé "universale") è la Chiesa cristiana che riconosce il primato di autorità al papa di Roma. Il nome deriva dal fatto che la Chiesa cattolica ritenga sussistere in sé la Chiesa universale fondata da Gesù Cristo, a cui appartengono tutti i battezzati, distinguendo poi tra coloro che sono in piena comunione con la Chiesa cattolica e coloro che appartengono alle altre Chiese che da essa sono separate.[1] Tra le Chiese cristiane, la Chiesa cattolica è quella che conta il maggior numero di fedeli a livello mondiale, con un'alta percentuale in America Latina e in Europa. modifica Chiese della comunità cattolicaLa Chiesa Cattolica è costituita dall'unione delle diverse Chiese sui iuris che con essa sono in comunione:
modifica Il termine cattolicoTre sono i significati principali del termine "cattolico": etimologico, confessionale, teologico.
Il termine compare per la prima volta con Ignazio di Antiochia (I sec.) che si rivolge alla comunità di Smirne: «Là dove c'è Gesù Cristo ivi è la Chiesa cattolica» (Ad Smyrnaeos, 8). modifica Panoramica
Immagine di Gesù Cristo, di cui la Chiesa si considera sposa
La Chiesa cattolica nella costituzione dogmatica sulla Chiesa Lumen Gentium, 8, del Concilio Vaticano II dichiara essere «l'unica Chiesa di Cristo, che nel Simbolo professiamo una, santa, cattolica e apostolica e che il Salvatore nostro, dopo la sua resurrezione, diede da pascere a Pietro (cfr. Gv 21,17), affidandone a lui e agli altri apostoli la diffusione e la guida» e dichiara che «Questa Chiesa, in questo mondo costituita e organizzata come società, sussiste nella Chiesa cattolica, governata dal successore di Pietro e dai vescovi in comunione con lui». La Chiesa stabilisce il proprio effettivo giorno di nascita già nel mattino di Pasqua[2], quando Cristo risorto si rese manifesto alle donne e agli apostoli. Da allora essa si materializza come conseguenza dell'imperativo missionario di Gesù:
La sua diffusione fu rapida e continua in numerose aree dell'Impero romano, anche se venne riconosciuta come lecita solo nel IV secolo con l'editto di Milano di Costantino I. La sua capacità di conversione fu dovuta anche al fatto di voler manifestare la propria religione non come una credenza tribale associata a un particolare popolo o etnia (quale era ad esempio quella ebraica), ma di presentarsi come Ecclesia, comunità di credenti aperta a tutti, indipendentemente dall'appartenenza di ognuno. L'universalità del suo messaggio, tramite cui si fece interprete della legge morale naturale, le consentì di andare oltre le divisioni di classe, di censo, di sesso e di nazione. La Chiesa cattolica esiste in forma attuale nella chiesa retta dal vescovo di Roma, il papa, e da tutti i vescovi in comunione con lui, senza escludere quindi che la Chiesa cattolica possa sussistere, in gradi differenti, anche in altre chiese locali non in comunione con il vescovo di Roma. Informazioni sugli insegnamenti e l'organizzazione della Chiesa cattolica possono essere reperite nel Catechismo della Chiesa cattolica, nell'Annuario pontificio, nel Codice di diritto canonico e nel Codice dei canoni delle Chiese Orientali. modifica Dottrina
Il crocifisso, l'immagine di Gesù sofferente sulla croce, si è diffusa nella chiesa cattolica latina dopo l'anno mille
La Chiesa cattolica afferma l'esistenza di un unico Dio creatore onnipotente dell'universo e dell'umanità. L'uomo è dotato di libero arbitrio, in grado cioè di scegliere fra il bene e il male. Dio ha rivelato la propria Legge prima al popolo d'Israele e in seguito, tramite Gesù Cristo, il figlio di Dio che condivide con Dio stesso la natura divina, agli altri popoli della Terra.
La Bibbia che, per il cattolicesimo, è una delle fonti (non l'unica) della Rivelazione
Secondo la dottrina, l'opera di Gesù Cristo prosegue nella Chiesa cristiana, guidata dallo Spirito santo e istituita da Dio per la salvezza di tutte le genti (vedi anche Trinità, incarnazione e redenzione). Questo scopo viene raggiunto con gli insegnamenti e l'amministrazione dei sacramenti attraverso cui Dio garantisce la grazia. Sono considerate fonti della rivelazione la Bibbia e la Tradizione. Vengono considerati autorevoli i canoni di 21 Concili ecumenici, di cui i primi sette in comune con le Chiese orientali, e gli scritti dei Padri della Chiesa. Una menzione particolare meritano le lettere encicliche attraverso cui il Papa insegna in qualità di successore di Pietro. Una moderna sintesi di tutta la dottrina cattolica può essere trovata nel Catechismo della Chiesa Cattolica, la cui ultima versione è stata redatta nel 1992 sotto papa Giovanni Paolo II da una commissione con a capo il cardinale Joseph Ratzinger, dal 2005 papa Benedetto XVI. Recentemente è stato pubblicato il Compendio del Catechismo della Chiesa cattolica, che contiene in forma sintetica tutta la dottrina. modifica Organizzazione ecclesiasticamodifica Suddivisioni territorialiLa Chiesa cattolica è composta da tutti i suoi battezzati, e da un punto di vista territoriale è suddivisa in sedi o chiese particolari, chiamate diocesi nella Chiesa latina ed eparchie nelle Chiese orientali. Alla fine del 2004 il numero delle sedi era 2.755 (Annuario Pontificio del 2005). Le diocesi sono affidate ad un vescovo (eparca per le eparchie), che è considerato il successore degli apostoli. A capo del collegio dei vescovi sta il vescovo di Roma, il papa, che è considerato il successore dell'apostolo Pietro. Le diocesi sono a loro volta suddivise in parrocchie, rette dai parroci. Col Concilio di Trento (XVI secolo) venne data grande importanza anche alle parrocchie rurali, mentre più anticamente erano state le pievi, raggruppamenti di paesi intorno al centro più grande della zona, a segnare la divisione delle diocesi. modifica Chiese e riti cattolici
Basilica di San Pietro nello stato della Città del Vaticano
Diversamente dalle "famiglie" o "federazioni" di Chiese formate dal riconoscimento mutuo di corpi ecclesiali distinti, la Chiesa cattolica si considera un'unica chiesa incarnata in una pluralità di chiese locali o particolari, in quanto «realtà ontologicamente e temporalmente preesistente ad ogni chiesa individuale particolare».[3] La Chiesa cattolica riconosce grande importanza alle chiese particolari, la cui importanza teologica è stata evidenziata dal Concilio Vaticano II; il termine chiesa particolare ha due usi distinti:
modifica L'Ordine sacro
La struttura ecclesiastica cattolica è organizzata secondo una gerarchia di livelli del sacramento dell'ordine sacro. In ordine decrescente essi sono:
Questi ordini (insieme, in passato, agli ordini minori) costituiscono nel complesso il clero. Non sono invece sacramenti, né gradi dell'ordine sacro, altri titoli e cariche che vengono attribuiti ai membri del clero in funzione dell'incarico loro affidato: né cardinale, né arcivescovo, né monsignore, o altri esempi. Lo stesso Papa, per l'ordine sacro, è semplicemente il Vescovo di Roma. modifica Il Papa
La Chiesa cattolica afferma che Gesù conferì all'apostolo Pietro l'autorità ultima su tutta la comunità dei suoi discepoli: secondo l'interpretazione cattolica Cristo conferì a Pietro nei pressi di Cesarea di Filippo il primato sugli altri apostoli e su tutta la Chiesa (Matteo 16,13-20) e lo riconfermò dopo la resurrezione nell'apparizione presso il lago di Tiberiade (Giovanni 21,15-19). Il contesto del primo episodio è quello della domanda di Gesù ai discepoli riguardo alla sua identità. Alla risposta di Pietro «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente», Gesù replica: «Beato te, Simone figlio di Giona, perché né la carne né il sangue te l'hanno rivelato, ma il Padre mio che sta nei cieli. E io ti dico: Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia chiesa e le porte degli inferi non prevarranno contro di essa. A te darò le chiavi del regno dei cieli, e tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli». Nel secondo episodio invece Gesù chiede per tre volte a Pietro: «Simone di Giovanni, mi ami?», e ogni volta alla sua risposta affermativa replica: «Pasci le mie pecorelle.» Tali passi sono volutamente interpretati dalla Chiesa cattolica nel senso forte di un primato di insegnamento e giurisdizione su tutta la Chiesa, e sono anche interpretati a fondamento della dottrina del primato papale. Essendo stato Pietro il fondatore, o almeno il primo vescovo della Chiesa di Roma, il suo primato si trasmette al suo successore nella stessa sede, quindi al Vescovo di Roma.
Benedetto XVI, l'attuale papa della Chiesa Cattolica
Il ruolo del Papa è andato crescendo nel II millennio, fino a raggiungere il suo apice nel XIX secolo con la dichiarazione sull'infallibilità papale del Concilio Vaticano I. Secondo questa dottrina il Papa può esercitare il diritto di dare insegnamenti riguardo alla fede ed alla morale da ritenere parte del deposito della fede, quando parla ex cathedra, cioè quando esercita il "suo supremo ufficio di Pastore e di Dottore di tutti i cristiani" e "definisce una dottrina circa la fede e i costumi". A partire dalla definizione dell'infallibilità del 1870, quest'ultima è stata esercitata formalmente una sola volta dai pontefici, e questo con la promulgazione del dogma dell'Assunzione di Maria da parte di papa Pio XII nel 1950. Tutti gli altri insegnamenti impartiti dai Papi negli ultimi 150 anni, non sono stati formalmente definiti "dogmi". La procedura per l'elezione del Papa e la nomina dei vescovi ha subito numerosi cambiamenti nel corso dei secoli: dai tempi moderni (Viterbo, 1271), il Papa viene eletto in conclave dai cardinali, i Principi della Chiesa; a lui compete invece di nominare direttamente i membri del clero di gerarchia più elevata di rito latino, a partire dai vescovi (normalmente dopo consultazione con gli altri prelati). Nelle Chiese cattoliche orientali i vescovi vengono nominati dai rispettivi patriarchi, secondo gli usi locali. Il Papa è assistito nei suoi compiti dai cardinali. Tutti i membri della gerarchia ecclesiastica rispondono a lui ed alla Curia Romana nel suo insieme. Ogni Papa continua il suo servizio fino alla morte (ciò valeva anche per gli altri vescovi fino a non molto tempo fa) o rinuncia (che è avvenuta una sola volta, con Celestino V, in tutta la storia del papato). Il Papa risiede attualmente nella Città del Vaticano, un piccolo Stato indipendente situato nel centro di Roma e riconosciuto dalla maggioranza della diplomazia internazionale come ambito di sovranità della Santa Sede. modifica Istituti di Vita consacrata
Nel corso dei secoli si sono sviluppate esperienze comunitarie al di fuori della diocesi, soprattutto configurate in Monachesimo, Ordini mendicanti e Congregazioni religiose. I primi, a cui si può dare la nascita in occidente con la Regola benedettina, si svilupparono in un momento di crisi (VIII - XII secolo) come tentativo di instaurare un particolare e più intimo legame con Dio. I secondi, nati durante la riforma del XII sec. si caratterizzano nelle loro diversità per la ricerca di attualizzare il messaggio cristiano nella società, tra questi i Carmelitani, i Francescani e i Domenicani. Non sono mancate, dal XIX secolo, le Congregazioni religiose maggiormente attente ai bisogni dei giovani, degli anziani e di altre categorie sociali svantaggiate. Tra esse spiccano le comunità missionarie, con lo scopo precipuo di diffondere la fede cattolica in tutto il mondo. modifica Movimenti, Associazioni e Prelature
Nel XX secolo ha preso avvio il fenomeno dei movimenti ecclesiali: questi sono associazioni di fedeli ispirate da un carisma particolare e che si organizzano autonomamente dalla normale gerarchia (vescovi e parroci). La differenza fra i Movimenti e le Associazioni è che queste ultime non sono organizzate autonomamente dalla gerarchia (come invece avviene per i Movimenti), ma collaborano con essa in modo integrato e coordinato, partecipando attivamente in pressoché tutti i momenti della vita parrocchiale e diocesana. Gli aderenti ai Movimenti, al contrario, hanno un calendario spesso molto fitto di eventi caratteristici del proprio Movimento e celebrano fra di loro la Messa domenicale, con l'effetto quindi di limitare o azzerare (a seconda dei Movimenti) i contatti con la vita parrocchiale e di consentire una partecipazione quasi sempre marginale ai momenti diocesani. modifica Liturgia
La liturgia è il culto pubblico della Chiesa. Essa consiste nei sacramenti e nella preghiera pubblica, secondo le feste dell'anno liturgico. Le forme sono molto variate nel corso dei secoli e, fino agli anni '60 del XX secolo, nelle Chiese cattoliche di rito romano e ambrosiano essa era celebrata in latino, ragione per cui la Chiesa cattolica occidentale era anche detta Chiesa latina. Esistono tuttora altri tre riti latini, conservati in alcune zone:
Le liturgia varia in base ai riti e alle famiglie liturgiche: il più diffuso, specialmente in occidente, è il rito latino (il più seguito in Italia). La Chiesa cattolica celebra la Eucaristia (o Messa) in modo particolare la domenica e gli altri giorni festivi come celebrazione solenne e festosa della "resurrezione di Cristo", considerata conseguenza diretta del suo sacrificio sul Calvario. Messe feriali sono celebrate tutti i giorni a parte il Venerdì Santo e il Sabato Santo (giorni aliturgici). Altro pilastro della preghiera liturgica è la Liturgia delle ore (o ufficio divino), che consiste nella "consacrazione" di ore canoniche nel corso del giorno e della notte. Le principali ore sono Lodi e Vespri (Preghiera del mattino e della sera). Le preghiere consistono principalmente in salmi. Possono essere aggiunti da uno a tre periodi di preghiera intermedi (Terza, Sesta e Nona) e un'altra preghiera dopo il tramonto (Compieta), ed un altro periodo variabile dedicato principalmente a letture dalla Bibbia o a padri della Chiesa. Come per la messa, la liturgia delle ore ha ispirato importanti composizioni musicali dal canto gregoriano alla polifonia, fino alle complesse orchestrazioni dell'età barocca. modifica Culto mariano
La Madonna, che è vista spesso come immagine della Chiesa che in sé custodisce Gesù
La Chiesa di Roma è stata anche il primo e più vasto centro di culto verso Maria, la Madre di Gesù. Il culto di Maria è presente nella liturgia della Chiesa fin dalle origini, sia come oggetto di venerazione in se stesso, sia come elemento potentissimo di intercessione presso Gesù Cristo. Oltre a ciò, Maria è vista anche come modello di imitazione.[6] Dal punto di vista storico, la sua opera di mediazione tra Dio e l'umanità si spiega con l'investitura che ricevette da Gesù sulla croce, quando venne "donata" agli uomini per farli sentire più vicini a Lui. Soprattutto dopo l'ascensione di Gesù, Maria rimase il punto di riferimento per la comunità dei credenti appena sorta, preservandone l'unità di fronte alle nuove sfide e alle potenziali discordie che caratterizzarono la primissima era cristiana. Il culto verso la Beata Vergine andò poi aumentando fino a quando si arrivò a una notevole diffusione dopo il Concilio di Efeso (431), che la riconobbe ufficialmente come "Madre di Dio". Nell’Esortazione Marialis Cultus di Papa Paolo VI del 1974 al culto di Maria vengono date le seguenti indicazioni: esso deve attingere il più possibile alle Sacre Scritture, va collocato nel ciclo annuale delle liturgie ecclesiastiche, ha un orientamento ecumenico (volto cioè a promuovere l'unità dei cristiani), e guarda a Maria come a un modello di vergine, di madre e di sposa. Nell’Esortazione sono presenti anche descrizioni e suggerimenti circa la preghiera del Santo Rosario, uno dei principali esercizi attraverso cui la Chiesa manifesta la propria devozione a Maria; sul Rosario è tornato Giovanni Paolo II con la Lettera Apostolica Rosarium Virginis Mariae del 2002 per aggiungere ai quindici tradizionali misteri della gioia, del dolore e della gloria, cinque «misteri della luce» riguardanti la vita pubblica di Gesù (Battesimo, Nozze di Cana, Predicazione del Regno, Trasfigurazione, Istituzione dell'Eucaristia). Giovanni Paolo II nel 1986 ha anche fatto pubblicare un nuovo messale comprendente messe specifiche da dedicare alla Beata Vergine. modifica Storia della Chiesa
Si è soliti distinguere 4 fasi della storia della Chiesa:
modifica La denominazione Chiesa cattolicaAnticamente per Chiesa cattolica si intendevano tutti i cristiani la cui dottrina era considerata ortodossa; Agostino d'Ippona scrisse nel 397 riguardo ad alcune Chiese che considerava eretiche[7]:
Fino all'anno Mille, prima dello scisma d'Oriente (1054), con il termine Chiesa cattolica si identificava l'intera Chiesa orientale e occidentale, e prima della Riforma protestante il termine "cattolico" non aveva assunto anche il significato confessionale che ha avuto dal Concilio di Trento, che può essere considerato l'evento che ha formato la fisionomia moderna della Chiesa, anche in rapporto alle altre confessioni cristiane. Tutte le Chiese cristiane si professano parte dell'una, santa, cattolica ed apostolica chiesa dichiarata nel simbolo niceno-costantinopolitano, non intendendo con questo la chiesa cattolica come confessione. In conseguenza del significato odierno del termine cattolico alcune chiese protestanti preferiscono la dizione Chiesa universale ed aggiungono l'attributo romana alla dizione della Chiesa cattolica. modifica La denominazione Chiesa cattolica apostolica romanamodifica Storia del nome "Chiesa cattolica romana"La Chiesa cattolica venne ad essere reputata romana col volervela ricondurre nella chiesa romana riguardo alla dimensione unitaria e direttiva di questa per tutte le chiese particolari che compongono la Chiesa cattolica genericamente intesa. Ossia la Chiesa romana la si declinò romana cattolica intanto che la si veniva ad intendere come fondazione di una dimensione ecclesiale in cui essa si svelava madre e maestra delle chiese particolari. Secondariamente poi il nome di chiesa cattolica romana appare nel linguaggio ecclesiale definito e stabilito della chiesa romana medesima anche per identificare la chiesa cattolica nel suo rapportarsi alle chiese separate. Così il termine di Chiesa cattolica romana si diffonde ulteriormente dopo delle divisioni causate dagli scismi irrisolti nella compagine della grande Chiesa del millennio precedente, anche per ribadire un senso e una direzione dell'unità da ritrovare. Individuiamo dei luoghi decisivi dell'insegnamento trasmesso, indicandone tra parentesi il numero di riferimento all'Enchiridion symbolorum ( "Denzinger") con l'abbreviazione "DS". Un passaggio significativo lo ritroviamo nel Concilio di Lione II, nel 1274, (DS 861) dove anche i greci vi avrebbero professato come il primato della chiesa tutta si ritrovasse nella "santa chiesa romana". Notiamo poi anche almeno come la chiesa viene colta come madre e maestra in quanto esplicitamente definita nei termini di "santa cattolica e apostolica chiesa romana" nelle definizioni della Professione di fede del Concilio tridentino, del 1564 (DS 1868). Lo scritto "Pastor aeternus" del Concilio vaticano I giungerà quasi a sviluppare, nel 1870, la dottrina sulla chiesa in certo modo in quanto cattolica romana, affermando, tra l'altro, che tutte le chiese, ossia i fedeli di ogni luogo, si riconducono alla chiesa romana in forza della sua origine superiore affiché in questa sede, da cui si diffondono su tutti i vincoli della veneranda comunione, come membra unite nel capo, si uniscano nella compagine di un unico corpo (DS 3057). E aggiungendo che la chiesa romana possiede il primato...per cui conservando l'unità di comunione e di professione...la chiesa di Cristo sia un solo gregge (DS 3060).
L'Oxford English Dictionary, autorità in fatto di lingua inglese, dava la seguente spiegazione della locuzione «Roman Catholic» nel suo contesto culturale protestante, nella sua versione dell'inizio del XX secolo [8]:
L'uso della re-interpretazione anglicana del termine "cattolici romani" ha in realtà un'origine più antica; uno scrittore di simpatie puritane, Percival Wiburn, usò il termine «Roman Catholic» ripetutamente nel suo articolo Checke or Reproofe of M. Howlet (in risposta ad un gesuita che aveva scritto sotto lo pseudonimo di Howlet); scrisse ad esempio «voi cattolici romani che chiedete tolleranza» (p. 140), «parlous dilemma or streicht in cui voi cattolici romani siete stati portati» (p. 44). Robert Crowley, anglicano, nel suo libro A Deliberat Answere, pubblicato nel 1588, pur adottando in preferenza termini quali «cattolici romisti» o «cattolici papisti», scrisse anche al riguardo: «who wander with the Romane Catholiques in the uncertayne hypathes of Popish devises» (p. 86). Altri scritti simili risalenti al periodo poco successivo alla riforma protestante mostrano come termini quali «romano» fossero usati indifferentemente insieme a «papista» da parte di protestanti che rifiutavano l'uso del termine «cattolico» per definire i soli cristiani che riconoscevano l'autorità del papa. modifica Uso odierno della denominazione "Romana"Un culmine nella designazione di romana per la chiesa cattolica si raggiunge nel linguaggio del Concilio vaticano I (1870), ma dove pure si avvertono i presupposti di una difficoltà a persistere successivamente nell'uso intensivo del plesso terminologico. Infatti vi si evoca il richiamo alla dimensione di romanità per allontanare lo scisma e conservare un profilo unitario, ma intanto che si registra come in quel momento come non mai si richiedesse una tale funzione stabilizzante perché però proprio in quell'età non mancavano tanti soggetti ecclesiali che ne contestassero le prerogative. Cosa non senza conseguenze, se il valore della prerogativa stabilizzante stava nell'adempimento di un compito di conservare e guidare tutte le chiese, e non già all'inverso nell'iniziativa di intaurare faticosamente un'unità che invece ancora non si desse. Cf Enchiridion symbolorum (Denzinger)n. 3072. La Chiesa cattolica oggi correntemente accetta la denominazione «romana» nelle relazioni con le altre chiese cristiane[9], alcuni utilizzano il termine limitatamente alle Chiese cattoliche di rito latino. Alcune Chiese cristiane utilizzano comunque il nome Chiesa cattolica anche in discorsi formali e in documenti da esse sottoscritti, ad esempio i documenti scritti in comune dalla Chiesa Cattolica e dalla Federazione Mondiale delle Chiese Luterane[10] e nelle "Comuni dichiarazioni cristologiche tra la Chiesa Cattolica e la Chiesa assira orientale"[11] modifica Altre Chiese cattoliche
Molte altre chiese cristiane si definiscono «Chiesa cattolica» o una sua parte, tra queste la Chiesa ortodossa d'oriente, la Chiesa ortodossa d'occidente, le chiese luterane e anglicane, la chiesa cattolica tradizionalista e altre confessioni religiose cristiane, o meglio "comunità ecclesiali". modifica Altre definizioniPer indicare l'uno o l'altro aspetto della propria dottrina, la Chiesa cattolica dà di sé stessa anche altre definizioni, non esaustive, come ad esempio gli appellativi Corpo mistico di Cristo, Popolo di Dio, Sacramento universale di salvezza (cf. Catechismo della Chiesa cattolica, 748-810). modifica Diffusione nel mondo
Percentuale di battezzati cattolici sugli abitanti di ogni stato[12]
modifica Numero di appartenentiSi stima appartengano alla Chiesa cattolica oltre un miliardo di persone rappresentanti circa la metà dei 2,1 miliardi di cristiani nel mondo[13]. Questo numero deriva da statistiche e riguarda il numero di effettivi fedeli che si dichiarano cattolici, non il numero di battezzati senza fonte; le statistiche sul numero di fedeli della Chiesa cattolica sono effettuate con le stesse metodologie previste per le altre chiese. L'Annuario pontificio del 2003, basato sui dati forniti dalle diocesi cattoliche, indica la cifra di 1.085.557.000 fedeli battezzati senza includere i cattolici in Cina ed in alcuni altri paesi in cui sussistono ostacoli a contatti regolari con Roma. Secondo la legge canonica sono considerati membri tutti coloro che sono stati battezzati o ricevuti all'interno della Chiesa cattolica avendo fatto una professione di fede, esclusi coloro che hanno formalmente rinunciato ad essere membri[14]. modifica TendenzeSecondo i dati della Santa Sede[15], il cattolicesimo è sensibilmente in aumento passando tra gennaio 2005 a dicembre 2006 da poco più di 1098 milioni a 1115 milioni, con un limitato aumento in percentuale lasciando pressoché invariata la percentuale dei cattolici nel mondo (17,20%), a causa dell'aumento globale della popolazione mondiale. Esaminando la situazione per singolo continente, secondo l'agenzia di stampa Zenit [16] se si considera l'America come unico continente il cattolicesimo è in leggero aumento, ma non in singole zone dell'America latina [17]. In Africa è in netto aumento, come in Asia. Diversa la situazione in Europa e Oceania dove c'è un leggero aumento rispetto al numero dei cattolici, ma non la loro percentuale che rimane invariata o addirittura in leggero calo[16]. Dopo una flessione degli anni settanta-ottanta, la tendenza degli ultimi anni è di un aumento numerico dei cattolici, anche se sostanzialmente non muta gli equilibri precedenti rimanendo la percentuale dei cattolici nel mondo praticamente invariata (aumentando di fatto solo di una poco rilevante frazione). modifica Chiesa cattolica per continente
modifica Risorse economicheOccorre distinguere tra lo Stato della Città del Vaticano e le singole Chiese locali, i cui vescovi sono organizzati nelle Conferenze episcopali. Lo Stato della Città del Vaticano è amministrato dalla Prefettura per gli Affari Economici, che si occupa della gestione finanziaria dello Stato sovrano più piccolo al mondo. Le fonti di reddito principali sono:
Le Conferenze episcopali nazionali gestiscono autonomamente il bilancio della Chiesa nei vari Paesi, raccogliendo le offerte dei fedeli e, in alcuni Paesi, godendo di finanziamenti dallo Stato. In Italia, in base al Concordato del 1984, ogni fedele può scegliere di versare l'8 per mille dell’Irpef alla Chiesa Italiana (936,5 milioni di Euro nel 2004) [18][19].
Lo Stato italiano non finanzia lo Stato Vaticano, ma la Conferenza Episcopale Italiana riceve un contributo stabilito in base alle normative finanziarie, il cosiddetto "otto per mille". Inoltre sono attualmente preveiste dalle normative fiscali agevolazioni (come l'esenzione ICI, l'abbattimento del 50% dell'IRES, agevolazioni IRAP) per le istituzioni religiose, ospedaliere, educative, tra cui anche quelle dipendenti dalla Chiesa. Inoltre vi sono particolari situazioni di beneficio dovute all'extraterritorialità di alcuni beni del Vaticano. modifica Relazioni con i cristiani di altre ChieseDei 21 concili ecumenici riconosciuti dalla Chiesa cattolica i primi sette sono accettati dalle Chiese ortodosse di tradizione bizantina, la famiglia delle Chiese ortodosse "pre-Calcedoniane" riconosce i primi tre e i cristiani di tradizione nestoriana solo i primi due. Il dialogo ha mostrato che benché la separazione sia avvenuta molti secoli fa, le differenze nella dottrina concernono più spesso formule e riti che elementi sostanziali. Emblematica è la Dichiarazione Cristologica Comune tra la Chiesa Cattolica e la Chiesa Assira Orientale[23] sottoscritta da «Sua Santità papa Giovanni Paolo II, vescovo di Roma e Papa della Chiesa Cattolica, e Mar Dinkha IV, Patriarca della Chiesa Assira Orientale» l'11 novembre 1994. La differenza tra le due chiese ruota intorno a questioni antiche quali la disputa sulla legittimità dell'espressione «Madre di Dio» o di «Madre di Cristo» riguardo a Maria che emerse nel concilio di Efeso nel 431. Mentre la tradizione della Chiesa cattolica utilizza entrambe le espressioni, la Chiesa Assira si riferisce a Maria come «Madre di Cristo nostro Dio e Salvatore». La dichiarazione enuncia che entrambe le chiese riconoscono la natura sia umana che divina di Gesù e che «Entrambi riconosciamo la legittimità e correttezza di queste espressioni della stessa fede e rispettiamo le preferenze di ciascuna Chiesa nella sua vita liturgica». Le controversie maggiori riguardano il riconoscimento del primato papale e il timore che l'unione ecclesiale si risolva in un assorbimento delle chiese di minore dimensione da parte della numericamente maggiore componente latina della Chiesa cattolica e l'accantonamento o l'abbandono di antiche e ricche eredità teologiche, liturgiche e culturali. Sussistono differenze molto maggiori con le dottrine delle Chiese Riformate, che i cattolici ritengono avere rotto con la tradizione del passato mentre esse, per parte loro, dichiarano di averlo fatto per meglio rispondere ai veri insegnamenti degli apostoli. Tuttavia anche con questi gruppi il dialogo ha quantomeno contribuito a chiarire alcuni fraintendimenti delle altrui dottrine. modifica Critiche alla Chiesa cattolica
Nel corso dei secoli alla Chiesa cattolica sono state mosse accuse di vario tipo, sia dal punto di vista religioso che politico. Le accuse che si susseguirono negli anni furono: nei primi secoli del Cristianesimo, provenienti dagli ambienti popolari della religione tradizionale greco-romana, di infanticidio e incesto; nel Medioevo, provenienti da gruppi pauperistici eretici, di avere abbandonato la presunta povertà di Gesù; con il protestantesimo di avere pervertito le pure dottrine dei tempi antichi e della Bibbia (centro dell'attività dei riformatori); con l'illuminismo e il positivismo di oscurantismo, cioè di voler ostacolare il trionfo della ragione prima e della scienza poi, esemplificato in istituzioni e episodi come l'inquisizione, il processo a Galileo Galilei e a Giordano Bruno. Il comunista russo Trockij, citando il liberale inglese Lloyd George, definì la Chiesa "la centrale elettrica del conservatorismo". La Chiesa è stata anche accusata, ad esempio dai nazisti, di essere un'organizzazione omosessuale[24], soprattutto per quanto riguarda la vita monastica, mentre dalla seconda metà del XX secolo fra le accuse più comuni sono da ricordare quelle relative alla storia del rapporto con l'ebraismo, l'omofobia e il maschilismo nelle istituzioni cattoliche. Mentre da parte ecclesiastica si ribatte tuttora non esiste accordo sull'entità di queste colpe e la loro sussistenza è un tema molto dibattuto. Attualmente comportamenti da parte di alcuni ecclesiastici punibili per legge hanno condotto allo scoppiare dello scandalo dei preti pedofili, che dagli Stati Uniti si è propagato anche in Italia[25]. Papa Giovanni Paolo II ha riconosciuto pubblicamente che ci sono stati membri sia tra i fedeli laici che tra il clero (inclusi vescovi e papi) che si sono macchiati di colpe. Sebbene abbia invocato il perdono di Dio e degli uomini per i peccati «dei figli e delle figlie della Chiesa», sia riguardo alle azioni che alle omissioni, questo papa non ha chiesto perdono alle stesse vittimesenza fonte. Ma, sempre secondo Giovanni Paolo II, i peccati degli uomini di Chiesa non implicano che la Chiesa in sé ne sia colpevole[26]. Esistono infine ricorrenti critiche che riguardano i rapporti tra Stato e Chiesa: in particolare, ci sono filoni culturali, ideologici e politici che contestano l'influenza esercitata dalle gerarchie cattoliche sui governi di vari paesi nelle scelte di ordine etico - morale. Da queste la Chiesa è spesso ritenuta il principale ostacolo allo sviluppo scientifico in alcuni campi come le ricerche che richiedono cellule staminali embrionali e sperimentazioni su embrioni umani. C'è altresì da ricordare che come Capo della Chiesa e quindi come primo esponente e responsabile della morale cattolica, il Papa ha tutto il diritto e soprattutto il dovere di parlare in nome della pace e dei valori di osservanza delle leggi della Chiesa. Non dimentichiamo poi che il Pontefice ha un duplice ruolo: oltre che di Primate del Cattolicesimo, anche di Sovrano di uno Stato indipendente, centro del cristianesimo, con delle proprie leggi: esse si estendono a tutti i suoi appartenenti, anche se non risiedenti sul proprio territorio. Il Cattolico non solo ha l'obbligo civile di rispettare le leggi del proprio Stato di appartenenza ma anche l'obbligo morale di rispettare le leggi della Chiesa. Fino al 1870 la Santa Sede aveva anche un territorio molto più esteso dell'attuale, circa tutta l'Italia Centrale (denominato Stato Pontificio o Stato della Chiesa) con capitale Roma, ma che dopo l'aspra guerra col neonato Regno d'Italia, dovette cedere i propri territori compresa la Città Eterna, rimanendo confinata nell'attuale Città del Vaticano. modifica Note
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