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bussola Disambiguazione – Se stai cercando altri significati, vedi Bari (disambigua).
Panoramica del lungomare Perotti e di parte della città vecchia.
Panoramica del lungomare Perotti e di parte della città vecchia.


Bari
Panorama di Bari
Bari - Bandiera
Bari - Stemma
Stato: bandiera Italia
Regione: Puglia
Provincia: stemma Bari
Coordinate: 41°7′31″N 16°52′0″E / 41.12528, 16.86667Coordinate: 41°7′31″N 16°52′0″E / 41.12528, 16.86667
Altitudine: m s.l.m.
Superficie: 116,20 km²
Abitanti:
321.747 31/06/2008
Densità: 2.771 ab./km²
Frazioni: Il comune di Bari non comprende frazioni 
Comuni contigui: Adelfia, Bitonto, Bitritto, Capurso, Giovinazzo, Modugno, Mola di Bari, Noicattaro, Triggiano, Valenzano
CAP: 70121-70131
Pref. telefonico: 080
Codice ISTAT: 072006
Codice catasto: A662 
Nome abitanti: baresi 
Santo patrono: San Nicola, Maria Ss. Odegitria , San Sabino,San Michele Arcangelo a Palese. 
Giorno festivo: 8 maggio 
Comune
Posizione del comune nell'Italia
Sito istituzionale
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Bari (IPA: ['baːri], Bàre in barese e Vare nell'antico dialetto barese [1]) è una città italiana con 321.747 abitanti[2], capoluogo dell'omonima provincia e della regione Puglia. E' la seconda città del mezzogiorno continentale dopo Napoli, e nona in Italia per numero di abitanti. È nota per essere la città nella quale riposano le reliquie di San Nicola. Tale privilegio ha reso Bari e la sua Basilica uno dei maggior centri prediletti dall'ortodossia in Italia.

La città è situata in un'area fortemente urbanizzata, che rappresenta uno dei più importanti e popolosi agglomerati urbani italiani: si tratta di un raggruppamento di centri con una popolazione complessiva di oltre 600.000 abitanti[3], inclusi in un raggio massimo di 15-20 km dal capoluogo e situati su strade di grande comunicazione, serviti da svincoli; questa rete urbana, con i vertici disposti a emiciclo, è avvantaggiata anche dalla conformazione del territorio comunale barese, simile a un grosso cuneo molto articolato, con base sul litorale.

L'area metropolitana di Bari conta circa 1 milione di abitanti[4] e si estende su una superficie territoriale di 2.269,74 km² con una densità abitativa di 427 abitanti/km² (più del doppio della densità abitativa regionale).

La città ha una solida tradizione mercantile e da sempre è punto nevralgico nell'ambito del commercio e dei contatti politico-culturali con l'est europeo, consolidati grazie alla celebre rassegna della Fiera del Levante nata nel 1930 e più recentemente dalla sede del segretariato per il Corridoio trans-europeo 8.

Bari è sede di un'Università degli Studi, una delle più frequentate d'Italia, e del Politecnico di Bari, unico del centro-sud.

La città vanta un peculiare centro storico (la così detta Barivecchia) permeato di una storia millenaria, e un ampio quartiere ottocentesco dalla pianta ordinatamente a scacchiera (quartiere murattiano), che meglio interpreta la tradizione commerciale della città. Nel secondo dopoguerra, la città ha sofferto di un'urbanizzazione rapida e spesso incontrollata, cosicché la parte moderna del capoluogo, sviluppatasi al di là del quartiere murattiano, appare urbanisticamente confusa e molto meno regolare.

Indice

modifica Aspetti generali

« Per me, la trovo attraente questa città nuova, con le sue vie larghe, ad angoli retti, che consentono di veder sempre in fondo ad esse il mare, come si vedono a Torino le Alpi »
(Paul Bourget, Sensations d'Italie, 1891)
« Dopo Gerusalemme,la città più importante per noi è Bari  »
(Vladimir Putin, Incontro italo-russo, 2007)


Panorama del porto vecchio.

Nettissimo è il contrasto, che salta all'occhio del visitatore, tra la città vecchia e la città moderna, soprattutto dal punto di vista della struttura urbanistica.

La prima addensata sul promontorio tra il porto vecchio e il porto nuovo, ha il tipico impianto medioevale con vie tortuose e anguste. In essa si riassume tutta la storia di Bari, dalle origini come centro e porto dei Peucezi, poi come municipio romano, quindi importante capitale Bizantina e Normanna, quando tra l' XI e il XII secolo divenne uno dei principali porti d'imbarco per le spedizioni dei Crociati. In questa epoca sorsero i principali monumenti, in particolare la basilica di San Nicola e la Cattedrale. Sotto gli Svevi e Federico II venne ricostruito il castello, più tardi rafforzato e abbellito, per far da dimora delle duchesse Isabella d'Aragona e Bona Sforza.

Il regno di Gioacchino Murat segna l'inizio, nel 1813, dell'espansione edilizia moderna realizzata grazie all'attuazione di un preciso piano regolatore che prevedeva la spartizione della città a mo' di scacchiera.

Negli ultimi decenni si sono aggiunti nuovi quartieri, particolarmente a sud e a ovest, in funzione dello sviluppo demografico e commerciale-industriale della città.

Bari è un importante capolinea di traffici con l'Oriente e il suo porto, con quello di Brindisi, è il maggior scalo del basso Adriatico.

Capoluogo di una delle regioni agricole più produttive, nel Mezzogiorno è seconda solo a Napoli per popolazione e peso economico. Centro di commercio specialmente di prodotti agricoli, Bari ha importanza industriale in crescente sviluppo, specie nel settore meccanico (carpenteria, tubi, macchine, veicoli industriali), nelle industrie alimentari e dell'abbigliamento.

Oltre alle due università pubbliche, la città conta di varie case editrici (tra cui notissima è la Casa Editrice Laterza) e alcuni quotidiani (fra cui spicca La Gazzetta del Mezzogiorno), oltre al tristemente noto Teatro Petruzzelli, per le vicende legate al suo rogo e alla sua ricostruzione.

modifica Stemma

Stemma del comune di Bari
Il sito Comuni Italiani[5] descrive lo stemma della città in questo modo:
« Partito d'argento e di rosso timbrato da una corona di città, lo stemma risale al tempo delle crociate: il bianco simboleggia la pura e candida fede, mentre il rosso rappresenta il sangue versato in sua difesa »
Lo stemma è costituito da uno scudo partito in due, una di colore bianco e l'altra di colore rosso, sormontato da una corona. Al di sotto dello scudo un ramo di ulivo a sinistra e uno di leccio a destra uniti insieme da un nastro tricolore; ambedue i rami circondano parzialmente lo stemma principale.

Lo stemma del comune di Bari richiama,certamente,il legame che la città ha avuto in passato con la monarchia polacca in particolar modo con Bona Sforza.

modifica Geografia

Per approfondire, vedi la voce Geografia della Puglia.

La città si affaccia sul Mar Adriatico per una lunghezza di 42 chilometri, fra i comuni di Giovinazzo, a nord, e Mola di Bari, a sud.

Il territorio comunale è al centro di una vasta area pianeggiante e depressa, la conca di Bari. Tuttavia, nella sua porzione centrale, si spinge per alcuni chilometri nell'entroterra e fino ai centri di Bitritto, Modugno e Bitonto, incontrando così i primi dolci pendii della Murgia barese.

La conformazione della città viene spesso descritta come un'aquila con le ali spiegate, la cui testa è la piccola penisola sulla quale è sorto il primo nucleo urbano, Bari vecchia.

modifica Clima

Mese Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Anno
Temperatura massima media (°C) 12,1 13 14,7 16,7 24 28 30 31 25,3 20,9 17,1 13,7 19,9
Temperatura minima media (°C) 5,2 5,5 6,8 9,1 13 19 22 23 16,5 12,7 9,3 6,6 11,7

La città di Bari è caratterizzata da un clima tipicamente mediterraneo con inverni miti ed estati calde, lunghe e molto spesso umide.

In quanto città di mare Bari, grazie all'azione mitigatrice dell'Adriatico da cui è bagnata, presenta un clima più tipicamente marittimo, con escursioni termiche stagionali meno spiccate.

Le precipitazioni piovose sono piuttosto scarse, risultando concentrate nei mesi invernali e tuttavia caratterizzate da un regime estremamente variabile.

modifica Popolazione e lingua

Per approfondire, vedi la voce Dialetto barese.
« Che tu sia un barone
oppure un marchese,
per me non vali nulla,
se tu non sei Barese »
(Alfredo Giovine, scrittore barese)

Il dialetto barese è un idioma che si è costruito e modificato a seguito delle innumerevoli occupazioni di popolazioni straniere che per secoli la città ha vissuto e che hanno donato alla parlata barese peculiarità diverse ed un'inflessione per molti incomprensibile.

Dal punto di vista della filogenesi il dialetto barese ha avuto origine dalla comune lingua madre, il latino, da cui si sono sviluppati dapprima il siciliano, poi il napoletano; conseguentemente a tale evoluzione si è creato, sotto vari influssi, il tipico idioma barese.

Il barese viene parlato grosso modo in tutta la provincia di Bari e in quella di Barletta-Andria-Trani, ove sono presenti alcune varianti come il barlettano e l'andriese. Al Nord ha zone di influenza nella provincia di Foggia, in cui tuttavia è parlato il dialetto foggiano. A Ovest la parlata del capoluogo pugliese si diffonde nella provincia di Matera, il cui dialetto non presenta evidentissime differenze con quello barese, mentre a sud il suo influsso raggiunge anche le parti più settentrionali della provincia di Brindisi e della provincia di Taranto.

modifica Storia

Per approfondire, vedi la voce Storia di Bari.

Bari - nome greco Βαριον (Barion), nome latino Barium.

Trafugamento e culto delle reliquie di San Nicola di Myra
San Nicola veneratissimo tra cattolici, ortodossi e protestanti, è considerato il protettore delle ragazze e dei naviganti. La vicenda del trafugamento della salma è adombrata da sospetti circa l'attendibilità storica di determinate notizie che oggi si ritengono indiscutibili. La tradizione vuole che quando Myra cadde in mano musulmana, Bari e Venezia, città rivali, entrarono in competizione per il possesso delle reliquie. È noto che la spedizione barese formata da 62 marinai, battendo sul tempo i Veneziani, riuscì ad impadronirsi per prima delle spoglie del Santo, che il 9 maggio 1087, furono depositate in una Chiesa di benedettini sotto la custodia dell'abate Elia. La leggenda narra altresì che le spoglie furono collocate nel luogo in cui si fermarono i buoi che trainavano il corpo del Santo. L'abate (poi vescovo di Bari) iniziò la costruzione di una nuova Chiesa. L'edificazione terminata entro poco, consentì la consacrazione che fu operata nel 1089 da Papa Urbano II. Solo dopo fu edificata l'attuale Basilica romanica. Ancora oggi sono custodite, sotto l'altare della cripta, le ossa del Santo patrono della città. Proprio da queste ossa i monaci avrebbero estratto un liquido dalle potenzialità taumaturgiche, chiamato manna. A questa vicenda vanno ricondotte le qualità di taumaturgo attribuite a San Nicola.

Non sono chiare le origini di Bari: dagli scavi nell'area della chiesa di San Pietro, nella città vecchia, sembra ipotizzabile l'esistenza di un originario insediamento dell'età del bronzo, appartenente al popolo dei Peucezi.

Entrata a far parte del dominio romano, nel III secolo a.C. come municipium, Barium si sviluppò in seguito alla costruzione della via Traiana.

Dal IV secolo fu sede episcopale e dopo la caduta dell'impero romano fu contesa tra Longobardi e Bizantini (l'attuale struttura della "città vecchia" risale a quest'epoca, e si articola intorno alla corte del Catapano) che nel 669 con l'imperatore Costante II la saccheggiarono.

Successivamente fu in mano dei Berberi (dal 847 al 871 fu sede di un emirato[6]) e quindi dei duchi di Benevento. Nel 875 tornò ai Bizantini che la crearono capitale del thema di Langobardia, comprendente l'Apulia e la Calabria.

Liberata, dopo sei mesi di assedio dai Saraceni, dalla flotta veneziana, nel 1002 si ribellò sotto la guida di Melo di Bari (nobile barese) al governo fiscale del catapano bizantino, riuscendo nel 1018 ad ottenere la propria autonomia.

Ultimo possedimento bizantino in Italia, nel 1068, la città di Bari fu assediata dai normanni, che la strapparono ai bizantini nel 1071, e nel 1087 vi furono portate le spoglie di san Nicola di Myra. Tra il XII e il XIV secolo fu porto di partenza per le Crociate.

Nel 1098 nella cripta della nuova basilica di San Nicola, si riunì il famoso concilio presieduto da papa Urbano II, al quale intervennero oltre 180 vescovi riunitisi per discutere di problemi dogmatici inerenti ai rapporti tra la Chiesa Ortodossa e Chiesa Romana all'indomani dello scisma.

Distrutta da Guglielmo il Malo, tornò a rifiorire in epoca sveva, intorno al castello fatto erigere da Federico II su preesistenti fortificazioni normanne.

Un lungo periodo di decadenza caratterizzò a Alduino de Candida, Maestro della Regia Corte e Giustiziere di Bari dall 1284, le dominazioni angioina, aragonese, e spagnola, interrotto dallo splendore sotto gli Sforza, con le duchesse Isabella d'Aragona e Bona Sforza. Subì anche la dominazione veneziana, grazie alla quale si ebbe l’ampliamento del porto ed un periodo molto florido, favorito anche dal commercio di prodotti dell’entroterra, molto richiesti sui mercati esteri.

Il 25 aprile del 1813, con Gioacchino Murat, fu posta la prima pietra dell'espansione cittadina al di fuori delle mura medioevali ("borgo nuovo", o "borgo murattiano"), caratterizzato dal tracciato ortogonale delle vie. La popolazione crebbe rapidamente dagli allora 18.000 abitanti ai 94.000 dell'inizio del XX secolo: divenuta capoluogo di provincia, vi trovarono sede edifici e istituzioni pubbliche (Teatro Piccinni, la camera di commercio, l'Acquedotto pugliese, il Teatro Petruzzelli, l'Università degli Studi) e la casa editrice Laterza.

Durante il ventennio fascista fu costruito il lungomare monumentale ed inaugurata la Fiera del Levante, con la quale prese vita il disegno di "Bari porta d'oriente", consacrato negli anni recenti dal ruolo di "European gateway" assegnato dall'Unione Europea.

A metà del XX secolo la città si era espansa ulteriormente, in modo disordinato, giungendo a sfiorare i 400.000 abitanti negli anni settanta e ottanta.

La città, fatta metropoli, affronta i fenomeni del pendolarismo e della deurbanizzazione, mentre crescono il terziario e l'area industriale. A causa della sua posizione Bari accoglie un notevole flusso di immigrazione dall'est. Il 6 agosto 1991 sbarca nel porto la nave Vlora, carica di oltre ventimila Albanesi.

Alle porte del 2000 il centro storico viene ristrutturato e restituito a nuova vita, mentre si avvia al termine un profondo rinnovamento infrastrutturale che coinvolge porto, aeroporto, interporto e ferrovia.

modifica Il secondo conflitto mondiale a Bari

Bari e tutta la provincia vissero con particolare apprensione e forte incertezza gli anni che videro l'Italia prendere parte ad uno tra i peggiori disastri dell'umanità intera, la seconda guerra mondiale. Sono ancora presenti nella memoria dei più anziani baresi e di tutti coloro che vissero in prima persona quei momenti di forte ansia e timore che contraddistinguono ogni evento bellico. Il capoluogo pugliese, in quanto porto strategico come altre città quali Taranto - altro luogo privilegiato in quegli anni dagli eserciti susseguitisi nella penisola - dovette condividere una sempre costante inquietudine, accresciuta da spiacevoli e luttuosi eventi che segnarono profondamente tutta la cittadinanza. Qui di seguito sono riportate circostanze incresciose che è opportuno rilevare, di cui Bari fu, suo malgrado, protagonista impotente.

Immagine ottocentesca del porto di Bari.

Nel corso della seconda guerra mondiale i porti di Bari e Taranto, come poc’anzi rilevato, erano considerati dalle forze alleate due fra i più attivi e strategicamente importanti di tutto il mezzogiorno italiano, anche per il cospicuo numero di mezzi e navi che i porti delle due città custodirono per tutta la durata del conflitto. Ambedue gli attracchi tuttavia furono teatro di diversi disastri navali e consuetudinari scenari bellici che, come spesso accade, penalizzarono soprattutto la popolazione locale. Bari visse due pesanti disastri navali, tra i quali il secondo fra i più disastrosi di tutta la guerra.

Il secondo colpì la città pugliese il 9 aprile 1945 alle 11.57, allorché il piroscafo americano Charles Henderson esplose a causa di un incidente con il carico di materiale bellico. Pesante fu il tributo in vite umane. I morti (accertati), fra gli abitanti del vicino borgo antico e gli scaricatori del porto, furono 175 con 142 dispersi. In totale 317 persone furono travolte e uccise dalla devastante deflagrazione. Più di 600 i feriti gravi, migliaia in modo lieve. Un centinaio le vittime tra gli alleati. Oltretutto l'esplosione che investì tutto il borgo antico, provocò pesanti danni alla Cattedrale, alla Basilica di San Nicola e alla Chiesa russa.

Ma disastro ancor più grave fu quello che patì Bari ancora prima, il 2 dicembre 1943, a pochi mesi dalla cacciata dei tedeschi da Bari e dalla battaglia in difesa del porto, il 9 settembre. Il porto di Bari in cui erano ormeggiate decine di navi alleate, subì un pesantissimo bombardamento aereo, organizzato dalla Luftwaffe, l'aeronautica militare tedesca. Alle 19.25 di quel giorno una vera pioggia di ordigni, sganciati da più di cento aerei, investì le navi del porto che si concentravano compatte presso il molo foraneo. Non una bomba mancò l'obbiettivo in virtù del forte assembramento di mezzi. Le navi affondate furono 17 di cui 4 inglesi, 3 norvegesi, 3 italiane e 2 polacche. Tra le navi affondate vi era l'inglese John Harvey carica di bombe all'iprite. Il numero di vittime non è mai stato accertato; i morti ammonterebbero a circa 500, mentre i feriti a 2000. Per la gravità delle consegueze, il disastro di Bari è conosciuto tra i più tragici bombardamenti navali della seconda guerra mondiale insieme all'attacco di Pearl Harbor, in cui le navi affondate furono parimenti 17, e l'attacco alla flotta italiana a Taranto del 1940.

modifica Il Congresso antifascista di Bari

Durante le operazioni belliche, in seguito all'armistizio di Cassibile stipulato l'8 settembre 1943, e precisamente nei giorni 28-29 gennaio 1944, si tenne a Bari (in quegli anni infatti la città era uno dei centri di maggiore attività politica nell'Italia occupata dagli Alleati), il congresso dei comitati provinciali di liberazione, che volle definire per i partiti antifascisti (escluso il PRI) le linee direttive comuni della futura azione politica nazionale: abdicazione di Vittorio Emanuele III e formazione di un governo che fosse espressione politica dei comitati di liberazione, dotato di pieni poteri al fine di intensificare lo sforzo bellico e di preparare la nuova Costituzione. La maggior parte di questi avvenimenti fu commentata e trasmessa da Radio Bari che dal settembre del 1943 era diventata la prima radio dell'Italia libera, anche se operava sotto il controllo degli Alleati.

modifica Demografia

modifica Evoluzione demografica

Abitanti censiti


Bari, nel corso degli ultimi due decenni, ha subito il fenomeno della deurbanizzazione a vantaggio dei comuni di cintura, tipico delle aree metropolitane italiane.

La popolazione residente nella provincia di Bari, pari a 1.599.378 unità (Dati ISTAT 31/12/2007), risulta aumentata rispetto al 1991. Nel comune capoluogo, con 322.012 unità, si concentra circa il 20,3%[7] della popolazione della provincia. Tra i due censimenti la popolazione residente a Bari è calata circa del 7,2%[8], mentre nei comuni di prima e seconda corona si è registrato rispettivamente un incremento circa del 4,6%[9] e circa del 5,4%[10].

modifica Profilo etnico

Bari è una città, sotto il profilo etnico, molto omogenea. Tuttavia a causa di immigrazioni legali ed illegali, del grande afflusso che negli ultimi anni si è notevolmente accresciuto, si è verificato un forte incremento della presenza a Bari e nelle città contigue di extracomunitari provenienti dall'Albania, che costituiscono la prima e più grossa comunità straniera del capoluogo pugliese. Ecco l'estrazione etnica in percentuale della popolazione barese:

Altri piccoli gruppi etnici sono costituiti da Bengalesi, Filippini, Etiopi, Greci, Marocchini e altri cittadini dell'Unione Europea[11].

modifica Monumenti e luoghi di interesse

Per approfondire, vedi la voce Monumenti e luoghi d'interesse di Bari.

modifica Cultura

L'attività culturale della città di Bari si sviluppa intorno alle massime sedi culturali della città stessa come l'Università degli studi di Bari, nella quale sovente si tengono dibattiti e manifestazione di carattere storico-artistico.

In campo musicale ricalcando una tradizione tuttora viva nella regione, attraverso concerti dell'annuale stagione lirica che si tengono presso i teatri Piccinni e Petruzzelli (quest'ultimo attualmente inagibile per restauro) si mantiene vivo l'impulso culturale.

Di più vasta portata, anche nei suoi riflessi sulla vita culturale della città, è l'attività editoriale, esplicantesi a livello nazionale, condotta dalle case editoriali Laterza (Casa editrice Giuseppe Laterza & figli), che vanta una solida tradizione, Dedalo, De Donato e Palomar. Nella città ha sede oltretutto il quotidiano La Gazzetta del Mezzogiorno ed altri settimanali e quotidiani di cultura.

modifica Teatri

Il Teatro Margherita negli anni '80.
Interno dell'Auditorium Nino Rota.

I maggiori teatri sono:

Eccetto il Margherita, questi teatri sono, assieme all'Auditorium Nino Rota, anch'esso chiuso da anni e in fase di restauro, i contenitori storici della città che vengono gestiti dalla Fondazione Lirico Sinfonica "Petruzzelli e Teatri di Bari".

Gli altri teatri sono:

  • Teatroteam;
  • Teatro Abeliano;
  • Teatro-cinema Kursaal Santalucia;
  • Teatro Kismet OperA;
  • Teatro Duse;
  • Teatro-cinema Royal;
  • Teatro Purgatorio;
  • Piccolo Teatro;
  • Teatro dell'Anonima;
  • Casa di Pulcinella;
  • Teatro Barium
  • Teatro Di Cagno.

modifica Teatro Petruzzelli

Per approfondire, vedi la voce Teatro Petruzzelli.
Teatro Petruzzelli.

Il Teatro Petruzzelli nacque dall'esigenza della città di possedere un contenitore culturale degno di una città desiderosa di elevarsi al livello delle altre metropoli italiane. La passione di Bari per il teatro era nota, ma i luoghi di rappresentazione non erano sufficienti, oppure non raggiungevano quell'ideale di austerità che Bari meditava del suo teatro. Neppure il teatro comunale Piccinni, edificato nel 1854, soddisfaceva le necessità della città desiderosa di emergere sul piano artistico-culturale.

Interno del Teatro Petruzzelli.

Il Comune, in possesso di un piazzale sul mare ("Largo della Marina"), atto ad ospitare concerti e rappresentazioni di strada, approvò la proposta di sfruttare lo slargo per adibirlo a luogo entro il quale edificare il teatro. Fra tanti, il progetto accolto dal comune fu quello presentato da due commercianti baresi, Onofrio ed Antonio Petruzzelli di origine triestina, i quali a loro volta fecero proprio quello di un loro cognato ingegnere, il barese Angelo Messeni. La proposta nel 1896 accolta, si concretizzò nel 1898, anno in cui iniziarono i lavori di edificazione.

La struttura, orgoglio della città e della Puglia intera, esordì la sera del 14 febbraio 1903, allorché si tenne la rappresentazione de "Gli Ugonotti" di Giacomo Meyerbeer.

La notte tra il 26 e il 27 ottobre 1991 il teatro venne distrutto quasi interamente da un incendio doloso. L'ultima opera rappresentata fu la "Norma" di Vincenzo Bellini. Ironia della sorte, tale opera si chiude con la scena di un rogo. Attualmente in fase di restauro, l'inaugurazione è prevista a marzo 2009.

modifica Teatro Piccinni

Teatro Piccinni.
Per approfondire, vedi la voce Teatro Piccinni.

Il "Teatro Piccinni" è il più antico teatro della città di Bari. La struttura è in grado di contenere più di ottocento spettatori. Il teatro fu inaugurato il 30 maggio 1854 con la rappresentazione del "Poliuto" di Gaetano Donizetti. Un anno dopo, nel 1855 fu intitolato a "Niccolò Piccinni", in onore del famoso musicista barese oltremodo apprezzato nella città natale ed in Francia, paese in cui svolse la sua attività di compositore.

modifica Auditorium Nino Rota

L’Auditorium Nino Rota, attualmente in ristrutturazione, è la più importante e prestigiosa sala d'ascolto della città di Bari (in essa si tengono anche conferenze e manifestazioni) sito in Via Cimmarrusti, nei pressi di via Brigata Divisione Bari. Dedicato al grande compositore milanese Nino Rota, l'auditorium è stato edificato negli anni sessanta, commissionato dall'Amministrazione Provinciale. Attualmente di proprietà dell'Università barese, rappresenta, assieme ai teatri Petruzzelli, Piccinni e Margherita uno dei contenitori storici della città di Bari, ed è gestito dalla Fondazione Lirico Sinfonica "Petruzzelli e Teatri di Bari".

modifica Musei

I principali musei sono:

  • Museo Archeologico Provinciale;
  • Pinacoteca Provinciale (Artistico);
  • Cittadella Mediterranea della Scienza;
  • Museo Etnografico Africano;
  • Gipsoteca del Castello Normanno Svevo (Artistico);
  • Museo - Sala del Tesoro all'interno della Basilica di San Nicola (Artistico);
  • Museo della Cattedrale (Artistico-Archeologico);
  • Museo Storico Civico;
  • Acquario Provinciale (Naturalistico);
  • Istituto Orto Botanico (Naturalistico);
  • Museo di Zoologia (Naturalistico);
  • Museo di Scienze della Terra (Naturalistico);
  • Museo Raccolta di Fisica (Tecnico-Scientifico);
  • Museo Sacrario (Specializzato).

modifica Museo Archeologico

Il "Museo Archeologico" di Bari fondato nel 1875 come Museo Provinciale è stato notevolmente ampliato nel tempo grazie a donazioni private e nuove scoperte archeologiche che hanno arricchito le bacheche dell'istituto. Esso infatti comprende la più completa raccolta di materiale archeologico pugliese, soprattutto ceramiche e bronzi. Il museo è fondamentale acché si abbia un completo quadro per la conoscenza della civiltà apula dal VII secolo al III secolo, dell'antica Daunia (attuale provincia di Foggia), sia della Messapia e anche della Peucezia (attuale provincia di Bari).

Il museo si trova all'interno dello storico e grandioso palazzo dell'Università, la quale si affaccia sull'ampia Piazza Umberto I. È attualmente chiuso e attende di essere trasferito in nuova sede (probabilmente l'ex monastero di Santa Scolastica).

modifica Pinacoteca Provinciale

La Pinacoteca Provinciale, sita nel palazzo della Provincia di Bari, si compone di opere databili dal XV secolo all'attuale, la cui paternità è attribuita ad artisti quali Tintoretto, Giovanni Bellini, Antonio Vivarini e Bartolomeo Vivarini, Paolo Veronese e pittori di scuola napoletana come Luca Giordano e numerosi ottocentisti italiani. La pinacoteca è intitolata al pittore rinascimentale Corrado Giaquinto, nativo di Molfetta. Il museo ospita inoltre un'importante raccolta (collezione Grieco) di opere dell'Ottocento e Novecento italiano, comprendente dipinti di macchiaioli toscani come Fattori, Lega, Signorini, Banti e di artisti come Morandi, De Chirico, Carrà, De Pisis, Campigli, Casorati, Mafai, Sironi. Sono presenti, inoltre, opere di Pellizza da Volpedo, De Nittis, Netti, Boldini e Toma. La pinacoteca ospita anche opere di autori contemporanei come Pino Pascali. È sede di mostre ed eventi culturali.

modifica Biblioteche

Diverse sono le biblioteche che hanno sede nella pulsante città capoluogo pugliese. Oltre le varie migliaia di volumi che fanno del "Museo Storico" sede culturale non svalutabile, sono di particolare importanza la "Biblioteca Nazionale Sagarriga Visconti-Volpi", sita nella cittadella della cultura, ricca di una vasta raccolta bibliografica (circa 220.000 volumi, tra cui 65 incunabuli, 2500 codici e manoscritti, e circa 400 pergamene databili intorno al 1150).

Di un'ampia sezione archivistica, ricca di circa 100.000 fra carte e pergamene del IX secolo, è dotata la "Biblioteca Provinciale Santa Teresa dei Maschi", che riveste particolare interesse anche per un'ampia raccolta specializzata (15.000 titoli) di opere relative alla storia della regione.

Diplomi e pergamene antiche conferiscono particolare importanza all'archivio della Basilica di San Nicola, ma di valore ancor maggiore è il rotulo pergamenaceo dell' Exultet, conservato nell'archivio della Cattedrale di San Sabino. Databile tra l'XI e il XIII secolo, l' Exultet raggiunge una lunghezza di ben 8,42 metri, minuziosamente abbellito da preziose miniature.

Altre biblioteche sono:

  • Biblioteca Comunale;
  • Biblioteca Gaetano Ricchetti;
  • Biblioteca Multimediale del Consiglio regionale "Teca del Mediterraneo";
  • Biblioteca Sportiva Regionale del Coni;
  • Biblioteca Fondazione Gianfranco Dioguardi.

modifica Media e telecomunicazioni

Bari ospita diversi giornali e reti radiotelevisive a carattere locale, ma conta anche sedi di testate a diffusione nazionale. Le testate giornalistiche più importanti sono il Corriere del Mezzogiorno, edizione pugliese del Corriere della Sera, l'edizione barese del quotidiano la Repubblica, la storica Gazzetta del Mezzogiorno ed il Quotidiano Puglia. Sono presenti altresì le redazioni cittadine dei quotidiani free press City, Leggo, E Polis, e le testate locali Quotidiano di Bari e Barisera, che viene distribuito a partire dal pomeriggio.

Tra le emittenti televisive, Bari è sede della redazione regionale per la Puglia della Rai e della redazione centrale del telegiornale del gruppo Telenorba, con sede a Conversano, che controlla le due emittenti TN7 (ex Telenorba) e TN8 (ex Teledue). La prima è, secondo l'Auditel, la televisione locale italiana con i più alti indici di ascolto. Bari è inoltre sede di altre emittenti televisive locali, quali Antenna Sud (collegata alla Gazzetta del Mezzogiorno), RTG Puglia, Tele Bari, Tele Puglia.

Diverse sono anche le emittenti radiofoniche con sede nella città.

Principali sedi di quotidiani:

Principali sedi di emittenti televisive:

  • Rai (sede regionale per la Puglia);
  • Telenorba (TN7 e TN8);
  • Antenna Sud;
  • Tele Bari;
  • Tele Puglia;
  • Tele Regione;
  • RTG Puglia.

modifica Istruzione

Bari ospita due università pubbliche (l'Università degli Studi di Bari e il Politecnico di Bari), e una privata, la LUM Jean Monnet - Libera Università Mediterranea.

Palazzo Ateneo - Università degli studi di Bari, piazza Umberto
Palazzo del Dipartimento di Informatica, dell'Università degli studi di Bari, nel Campus Universitario "Ernesto Quagliarella".
Stemma del Politecnico di Bari.

L'Università degli Studi di Bari è la più importante università pugliese, nonché fra le più attrattive di tutto il Mezzogiorno italiano, in termini di bacino d'utenza.

Fondata nel 1925, l'università conta 13 facoltà e oltre 60.000 iscritti. Ha sede nello storico Palazzo Ateneo in piazza Umberto I nel cuore del centro ottocentesco, oltre che in diverse altre strutture variamente dislocate nella città.

Per approfondire, vedi la voce Università degli Studi di Bari.


Nel 1990 per gemmazione dall'Università degli Studi, fu istituita la seconda sede universitaria barese, il Politecnico di Bari, che ha sede presso il campus universitario della città. Esso conta 11.000 iscritti e tre facoltà di Ingegneria e Architettura, due delle quali con sede a Bari.

Più recente è la storia della Libera Università Mediterranea, università privata il cui riconoscimento legale risale al 2000. Essa ha sede presso il centro direzionale Il Baricentro di Casamassima, a pochi chilometri da Bari.

modifica Istituti di Ricerca

I principali Istituti di ricerca sono dislocati fra il campus universitario e il vicino Comune di Valenzano:

  • CNR - Istituto Agronomico Mediterraneo;
  • CNR - Istituto di studi sui sistemi intelligenti per l'automazione;
  • CNR - Istituto di cristallografia;
  • CNR - Istituto di scienze delle produzioni alimentari;
  • CNR - Istituto di genetica vegetale;
  • Istituto Nazionale di Fisica Nucleare;
  • CEMeC - Centro di Eccellenza in Meccanica Computazionale;
  • Istituto Agronomico Mediterraneo di Bari;
  • Parco scientifico e tecnologico Tecnopolis.

È in via di costituzione il Polo Biotecnologico Regionale.

A Bari ha sede dal 1983 il Consorzio delle Università Mediterranee (CUM), al quale aderiscono oltre 160 Istituzioni Universitarie del bacino del Mar Mediterraneo.

modifica Scuole

Conservatorio di musica Niccolò Piccinni
Intitolato al celebre compositore barese Niccolò Piccinni, oltremodo apprezzato in Italia, a Bari ed in Francia, dove svolse la sua attività di musicista, è il Conservatorio massima scuola musicale della città di Bari.
Accademia di Belle Arti di Bari
Ha sede legale in città ma l'attività didattica è tenuta presso il complesso monastico di Santa Chiara nel vicino comune di Mola di Bari.

modifica Associazioni Culturali

Associazione Polifonica barese "Biagio Grimaldi"

L’8 dicembre 1926, con un concerto mattutino nel Teatro Margherita, nasceva a Bari l’Accademia Polifonica Barese, fondata da Biagio Grimaldi con Pietro Mascagni primo presidente. Direttore ed egli stesso compositore, Grimaldi ha guidato tale istituzione sino alla morte avvenuta nel 1986. La storia di questa idea si è quindi sviluppata parallelamente alle grandi vicende che toccarono la città di Bari durante gli anni del Fascismo, della guerra e del dopoguerra, della rinascita e del boom economico in Italia; in ognuno di questi momenti storici l’idea ha conservato la sua identità, dando vita ad una incessante attività artistica e culturale. Molti importanti compositori italiani del Novecento, Mascagni innanzi tutto, e a seguire Franco Casavola, Francesco B. Pratella, Lorenzo Perosi, Cesare Franco, G.B. Campodonico, Pasquale La Rotella, Umberto Giordano e altri ancora, testimoniarono la loro ammirazione verso il lavoro che Grimaldi svolgeva in sintonia con un altro illustre musicista barese, l’organista Donato Marrone, che di quell’impresa era l’anima intellettuale. I concerti della Polifonica conobbero una diffusione ampissima, attraverso le frequenze della Radio italiana e di Radio Bari che con regolarità li trasmettevano in tutto il mondo. Nei programmi era rappresentato il meglio della polifonia sacra e profana: Palestrina innanzi tutto, ma anche Beethoven (alla Polifonica si deve la prima esecuzione in Italia, nel 1930, al teatro Piccinni di Bari, della Fantasia per pianoforte, coro e orchestra di Beethoven), la scuola francese, la musica dei compositori pugliesi a partire da Niccolò Piccinni fino ai contemporanei Casavola, Sasso, Costa, e le melodie popolari baresi. Alla morte del suo fondatore, avvenuta il 29 giugno 1986, fu necessario riorganizzare l’istituzione: l’Accademia divenne l’attuale Associazione Polifonica intitolata a Biagio Grimaldi, sotto la guida di Nicolò Candida, cui lo stesso Grimaldi aveva affidato negli ultimi anni la direzione di molti concerti. Successivamente altri direttori baresi si sono avvicendati sul podio: i maestri Andriani, Sivo, Scardicchio, Speranza, Monterisi, Campanale. La Polifonica ha avuto funzione di formazione spirituale e musicale di generazioni di musicisti pugliesi attraverso le stagioni concertistiche da essa promosse.

Riconosciuta dal Ministero dei Beni Culturali, di “notevole interesse storico” in data 20 dicembre 1998, con la supervisione della Soprintendenza Archivistica per la Puglia ha provveduto al riordino e catalogazione del patrimonio musicale il cui il catalogo completo è disponbile per la consultazione presso la sede stabile in Bari Via M.D’Azeglio 24/a.

modifica Consolati a Bari

modifica Enogastronomia

Per approfondire, vedi la voce Cucina barese.
Le famose "orecchiette" pugliesi.
Tipica mozzarella pugliese.

La cucina pugliese si basa sui tre prodotti agricoli principali della regione cioè il grano, l'olio e il vino. La cucina barese è arricchita, oltre che dai predetti ingredienti, anche da ortaggi e frutta in abbondanza nel territorio. Con la farina si cucinano l'ottimo pane pugliese e le paste alimentari casalinghe: orecchiette, recchietelle o strascinate, chiancarelle ossia orecchiette di grandezza varia, cavatelli, lagane, troccoli ossia fettuccine, fusilli ossia maccheroni arrotolati, tripoline e mignuicchi ossia gnocchetti di semola.

Con la pasta fatta in casa si preparano anche calzoni al forno con ripieno di cipolla, acciughe, capperi e olive; panzerotti fritti ripieni di lardo e ricotta o mozzarella; pettole alla barese; pizze rustiche, la tipica focaccia alla barese, i taralli, le friselle e gli scagliozzi o sgagliozze ossia fette di polenta.

Condimenti sovrani sono l'olio e l'aglio. Ottime sono le minestre di verdure e quelle a base di pane (pancotto e caponata), ceci, fave intere o schiacciate (con cicorie), cavoli, sedani, cardi e finocchi che compaiono in tavola anche da soli con olio, o salati o con brodo di maiale.

I piatti di carne sono per lo più a base di agnello (tacche al forno, cottarello, involtini), di maiale (capocolli, salsicce varie soprattutto condite con peperoncino), coniglio e cacciagione. Raffinatezza: i tordi in salsa conservati nel vino bianco.

Specialità: il riso al forno alla barese chiamato pure riso, patate e cozze nonché le linguine al sugo di seppia e le lumache alla barese ossia lumache, raccolte dal vicino promontorio della Murgia, cotte o lessate e condite in vario modo.

Bari, in quanto città di mare, è inoltre famosa per i numerosi e ottimi piatti di pesce: il dentice alle olive, l'orata alla San Nicola, le alici arracanate e i polipetti in casseruola.

Tra i dolciumi tipici di Bari ricordiamo le cartellate, le paste reali, le castagnedde, i sassanelli, la zeppola, il bocconotto, la scarcella e il callume ossia sanguinaccio dolce.

Tra i vini pregiati, di Bari e della provincia, ricordiamo: il Primitivo, il Castel del Monte, il Moscato di Trani, i bianchi della Valle d'Itria, l'Aleatico e varietà di Cerasuolo e di Sangiovese. Abbondante la produzione di vini da taglio tra cui il Barletta.

modifica Economia